mercoledì 26 novembre 2025

SARA' PATTO PER IL NORD AD ABBATTERE L'ASTENSIONISMO



Sebbene ogni partito, ogni fonte di informazione, ogni sostenitore si sforzi nel trovare un vincitore alla recente tornata elettorale esiste un solo dato  valido e certo, più del 56% degli elettori non si è recato alle urne, con un saldo del quasi 17% in meno nel Veneto dove qualcuno osanna i meriti precedenti, che possiamo anche concedere per buoni, ma che evidentemente non hanno così tanto convinto i cittadini.

Ma perché l'onda astensionista si gonfia sempre più?

Proviamo a dare qualche risposta da profano ma non troppo.

Una base di almeno il 10%  degli elettori in realtà non ha mai votato storicamente, anche e soprattutto per mancanza di cultura politica. L'educazione civica nelle nostre scuole è sempre stata insegnata con malavoglia(forse per indicazione politica) il che da sempre non ha alimentato la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella loro capacità di influenzare positivamente la vita pubblica, portando a un senso di apatia e impotenza. 

Questo ha reso possibile che anche alcuni fattori socio-economici possano alimentare l'astensionismo.

Soprattutto quando, a torto o ragione, il rapporto con la politica è considerato utilitaristico, le difficoltà economiche possono portare a una minore partecipazione.

Ma la causa che ha alimentato ed alimenta l'assenteismo a dismisura è la sfiducia nei confronti della classe politica e delle istituzioni, spesso percepita come lontana dalle esigenze dei cittadini. L'astensionismo diventa una forma di protesta contro questo sistema, un non voto equivalente al voto, che la classe politica si ostina ad ignorare con i fatti, che vanno in contraltare con le parole.

Questa situazione, appena citata, ha messo i cittadini di fronte a una realtà, più o meno confusamente percepita. La politica, che da anni non produce statisti, ma anzi si corpora spesso di incapaci e imbucati, non è  in grado di risolvere i problemi enormi che dovrebbero essere affrontati. Ci s’ingolfa in un chiacchiericcio e in polemiche che coprono il vuoto di programmi e prospettive da parte dei leader politici. 

Ora aggiungerò quella che può apparire come una banalità, a livello pratico per ridurre l’astensionismo bisogna conquistare la fiducia dei potenziali elettori. 

Sarà anche una banalità ma negli ultimi anni la classe politica ha fatto di tutto per non far sentire i cittadini parte dell’istituzione per cui voteranno. 

Ed il Nord?

Il Nord resta orfano di un programma serio rivolto all'autonomia, libero dalle logiche romane, dai personalismi e dalle convenienze di partito.

Per questo motivo è nato Patto per il Nord e per questo motivo sta crescendo,

Stiamo acquisendo fiducia e stima perché siamo l’unico movimento politico libero da personalismi che ha il coraggio di ripartire dal territorio, dalle imprese, dalle comunità locali. L’unico che mette al centro il federalismo e lo sviluppo.

Non è nostro interesse dividere l’Italia, vogliamo semplicemente renderla più giusta, tramite uno Stato che premia chi produce, non chi spreca; che restituisce libertà decisionale ai territori, non che centralizza ogni potere.

Il futuro, riferito anche a quanto illustrato è chiaro o il Nord ritrova una sua rappresentanza politica o verrà ritenuto ancora  da Roma terra di conquista e usato per la spartizione partitica e l'astensionismo  convaliderà il tutto.

Siamo la voce del Nord, la casa di chi crede ancora nella concretezza, nella responsabilità e nel valore del lavoro, dal prossimo anno ci saremo anche noi in tutte le competizioni elettorali, qualsiasi sia il tuo riferimento politico passato questo ti renderà succube sempre più.

Unisciti a noi, sostienici o votaci, per un nuovo Nord, per un nuovo Paese

Per il Nord, Insieme

Giorgio Bargna

Patto per il Nord

Como


 

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