sabato 22 novembre 2025

TRA LA GENTE, CON LA GENTE, PER LA GENTE



Ci sono due opzioni da seguire in politica.

La prima la esercitano gli esponenti più conosciuti e inseriti nell' "élite" di un movimento, i temi di carattere nazionali, gli accordi politici, i temi internazionali e via dicendo.

A noi, nel mio caso Segretario Provinciale, tocca il lavoro sul territorio.

A noi tocca poi alla fine convincere le persone che la politica di un movimento come il nostro è basata su un semplice presupposto: con la gente, tra la gente , per la gente.

La gente, un termine forse brutto, ma a me piace.

Ma spesso e volentieri al di fuori dai grandi temi  che trattano i media nazionali, che sono in ogni caso importanti, alle persone, alla gente interessano anche molti altri temi, meno trattati, che però influenzano la loro vita quotidiana.

Facciamo due tipi di ragionamenti diversi tra loro, ma che entrambi possono aiutare ad avvicinare la gente alla politica e consentire di incassare la loro fiducia.

Politicamente i miei anni più belli, entusiasmanti, formativi sono stati quelli in cui ho svolto la carica di Prosindaco di Quartiere.

Ho scoperto che le persone vivono anche, alle volte soprattutto, di problemi quali possono essere uno specchietto rotto all'incrocio, dei marciapiedi dove non riesci a camminare, delle siringhe lasciate sulla propria via da tossicodipendenti, del parco giochi non sicuro, dell'asilo nido che oltre ad essere caro da ben pochi servizi.

Ecco, li persone ti chiamano sul territorio e tu devi intervenire, perché spesso e volentieri, se non è un "politico" a presentarsi allo sportello comunale, la risposta mai evasa è :"mettiamo in carico la sua richiesta".

Il secondo ragionamento è (volendo più profondo e incisivo)  non tanto fare avvicinare le persone alla politica, ma coinvolgerle nelle scelte, poi starà a loro se farlo più o meno apertamente o in incognito.

Vanno incontrati cittadini, imprenditori, associazioni, enti; vanno studiati i problemi di traffico, trasporti e ogni altro possibile altro tema, vanno ascoltati sia nell'esposizione dei loro problemi, delle loro difficoltà,  ma anche nelle proposte, vanno sviluppati progetti e soluzioni con loro.

Ecco questo è il modo di riportare la gente vicino alla politica, a farla tornare a far politica, non servono a molto i messaggi WhatsApp o i social media, la politica fatta da lontano non convince più.

Uno degli obbiettivi di "Patto per il Nord" è riavvicinare la gente alla politica e coinvolgerla in essa e quindi io e tutti coloro che come me lavorano sul territorio faremo in modo che succeda.

Questa si chiama politica, questa si chiama onestà, questo si chiama amore per il proprio territorio.

Giorgio Bargna

Patto per il Nord

Como

 

mercoledì 19 novembre 2025

LA POLITICA DEL FARE



Ci sono in circolazione persone veramente brave in politica, volenterose, intelligenti, affidabili, colte, cortesi, eleganti.

Poi ci sono persone brave, volenterose, intelligenti, affidabili, a volte eleganti e cortesi, ma prive di una prerogativa essenziale che cito qui sotto.

Chi ha fatto esperienze politiche sempre e solo in opposizione  conosce solamente la politica del contro.

Ci si adagia nel corso degli anni a non cercare più soluzioni, a non cercare dialogo e collaborazione,  accontentandosi di criticare, è più facile e meno contestabile che sviluppare un idea.

Qualche anno di amministrazione, se si è eclettici, ti implica la capacità di andare "fuori dagli schemi" e di creare azioni originali. Ti allontana da un unico schema e ti porta a selezionare e combinare elementi provenienti da sistemi diversi acquisiti, anche da chi non è esattamente in linea con te, per poter sviluppare qualcosa di nuovo.

Quindi, pragmatismo, intelligenza, eclettismo, onestà, savoir faire non possono che sviluppare la politica del fare. Del fare soprattutto bene comune, lavorare per il bene comune, salvaguardare il bene comune, inventare a volte il bene comune.

Ecco, l'obbiettivo di Patto per il Nord è la "politica del fare", l'obbiettivo del Patto è costruire la nuova classe politica del Nord, lo farà attraverso le capacità degli amministratori attuali e passati che già oggi aderiscono al progetto, lo farà sulla scorta degli amministratori che entreranno in futuro e lo farà ascoltando i cittadini, le loro proposte, i loro problemi, le loro necessità.


Giorgio Bargna

Patto per il Nord

Como


 

PRAGMATISMO APPLICATO AD UNA NUOVA IDEA DI REGIONE AUTONOMA


Era ovvio che dopo il Congresso Federale di Patto per il Nord si leggessero molte reazioni sui social.

Reazioni positive e negative scontate, sostenitori e detrattori non possono mai mancare sullo scenario politico, ci mancherebbe. Però mi ha colpito in modo particolare il pensiero di una persona cara a molti amanti dei territori del Nord, Gioann March Pòlli.

Molti di noi hanno letto i Quaderni Padani, altri ne avranno sentito parlare. Roba da autonomisti, non certo da democristiani.

Ci dice Giovanni Marco Polli in sostanza che tra le motivazioni per le quali il "Patto" sostiene il federalismo manca la questione identitaria, da associare a quella socioeconomica.

Va detto che il Gioann non ha tutti i torti, al congresso la questione è stata nominata in parte in alcuni interventi, forse non è stata evidenziata a dovere, ma c'è una motivazione, anche io in molti miei testi ho parlato di tradizione e comunità, un fondamento, ma oggi i tempi richiamano molto di più a una lotta per la sopravvivenza. che alla poesia.

Ringrazio però Polli perché mi ha aperto il cervello ad una riflessione che non sarebbe dovuta sfuggire a chi come me ha fatto parte di un gruppo politico chiamato "Movimento Autonomista Lombardo" che propose e lavorò per la creazione di una nuova Regione a Statuto Speciale.

Io stesso, nei miei pensieri che condivido, mi faccio forviare dall'idea di regione autonoma in base ai confini che lo Stato italiano ha definito, anziché ragionare su regioni tipo quella proposta dal M.A.L. (Lario, Brianza e Valtellina) o su qualcosa di ancora più storico e fondato come potrebbe essere  l'Insubria, che però non è solo storia, ma ancora oggi un territorio aggregato.

L'Insubria parte grossomodo dal Verbano per arrivare ad est fino alla bergamasca, scendendo fino al pavese e salendo ipoteticamente fin dentro il Canton Ticino. Stessa lingua, grammatica uguale per mille accenti. Stessa cultura storica, che deriva dall'artigianato e dall'agricoltura. Oggi stessa sorte dovuta all'industrializzazione e alla globalizzazione, dovuta allo statalismo e alla burocrazia, fatta di difficoltà produttiva e di depredamento da parte delle casse erariali centrali.

Io sono solo una piccola pedina nello scacchiere immenso di "Patto per il Nord", ma nella mia funzione di Segretario Provinciale mi spenderò, non appena il movimento ne avrà la forza, affinché la Segreteria Nazionale Lombarda attivi la procedura preposta per la realizzazione di una Regione Autonoma a Statuto Speciale fondata sui principi qui sopra elencati, storici si, ma soprattutto legati alla situazione attuale visto che oggi occorre molto di più una soluzione pragmatica per migliorare la vita dei cittadini che un romantico legame storico.

Si tratta di un esempio di “Democrazia dal Basso”. Si tratta di un Federalismo che si fonda sul localismo, sull’autonomia, sulla responsabilità e sulla partecipazione popolare; un Federalismo che si fonda sul Municipio e che vuole arrivare lontano. Si tratta di portare avanti dei valori; valori fondati sull’Autonomia, la Responsabilità, sulla Partecipazione, sul Localismo, sulla Sostenibilità.

Ci credo e mi spenderò,
Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como