Carlo e Lucia decidono di avere un figlio, saputo che sarà maschio, scelgono il nome Sandro.
Sarà una gravidanza tutto sommato normale, un parto un po' complicato ma non drammatico.
Sandro nasce, Carlo e Lucia scopriranno in seguito che Sandro è "un figlio della luna".
"Figli della luna" è una metafora per l'autismo, usata per descrivere la loro distanza emotiva e la difficoltà di comunicazione con gli altri. Il termine può riferirsi a persone autistiche, come anche a un corto animato che racconta l'autismo attraverso la prospettiva di una bambina.
Nel film, il fratellino viene visto come "un fratellino venuto dalla luna", descritto come un bambino che non si comporta come gli altri, chiuso in una bolla in cui è difficile entrare.
Sandro ha un percorso normale, cammina ad un anno, inizia a parlare nei tempi giusti, la sua prima parola si riferisce a un rumore che sente spesso.
Gioca con le giostrine, ride alle canzoncine, sorride, abbraccia, guarda i cartoni, ascolta la musica.
Alle prime vere pappe, al primo vero cibo, si dimostra però selettivo, poi mentre mangia lancia gli oggetti se il cibo non gli aggrada.
Crescendo appare un ribelle, già attorno ai tre anni viene spesso rimproverato perché non ascolta.
Fino ai cinque anni cresce col nonno, che poi purtroppo scompare, un rapporto reciproco meraviglioso, si trovano su tutto.
Arriva contemporaneamente il tempo dell'asilo, vissuto in solitudine e mal gestito dalle maestre che lo sgridano e non capiscono.
Poi la scuola, per fortuna Carlo e Lucia si possono permettere, con sacrifici, una scuola privata.
Grazie ad un insegnante di sostegno e ad un educatrice fantastiche Sandro riesce a stabilire, per quanto complicati e selettivi, rapporti umani con persone che lo circondano.
Già dalle elementari, molto blandamente, inizia un percorso fatto di bullismo, umiliazioni, isolamento che esploderà alle scuole superiori, che riesce a frequentare fino al terzo anno.
Sandro, come ogni bambino, ma sarà così anche da grande, vorrebbe avere amici. Però sostanzialmente riesce a sostenere bene soltanto rapporti uno ad uno, con persone che lo sanno capire, dalle compagnie si allontana, da solo, per scelta protettiva, dopo breve tempo.
Sandro come tutti vorrebbe avere un lavoro, ma gli viene risposto che non è in grado, che deve effettuare una lunga, infinita, serie di passaggi; i suoi genitori si adoperano per questo, ma si evidenzia un grande scontro tra le paure di Sandro e i passaggi da effettuare che non vengono capiti dagli attori del percorso appieno, creando frustrazioni, paure, mancanza di fiducia in se stesso.
Tralasciamo le umiliazioni, le percosse, le minacce dell'adolescenza e andiamo oltre, Sandro come tutti vorrebbe una famiglia, ma sa già in cuor suo che sarà improbabile, chi vorrebbe accanto a se un figlio della luna, lui sa di esserlo anche se in cuor suo cerca di negarlo.
Abbiamo parlato sinora di un ragazzo autistico borderline, ma vi assicuro che quello che avete letto è una passeggiata in confronto alla vita di migliaia di altri ragazzi, di altre famiglie.
Occorre si politica, ma soprattutto tanta umanità per dare una mano a loro.
Patto per il Nord lo farà appena gli sarà concessa l'opportunità, potete credermi.
Giorgio Bargna, Patto per il Nord

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