sabato 17 gennaio 2026

CONVOGLI IMPAZZITI


L'immagine che accompagna questo mio pensiero e le espressioni di Jonny Crosio sono due sassi lanciati contro le finestre, soprattutto, di chi viaggia in treno ma anche contro quelle di chi subisce ogni genere di disservizio.

Il primo sasso è non pagate il biglietto.

Allo stolto può sembrare una boutade, la solita frase ad effetto; non la vedo così, provate ad immaginare che solo il 25% dei pendolari che raggiungono Milano in treno (farebbe 100.000 persone) il 1 Febbraio non pagassero l'abbonamento. 
Tracollo economico non solo per le ferrovie, impossibilità di multarli tutti, ma soprattutto un messaggio chiaro alle istituzioni e a chi gestisce il traffico ferroviario.

Il secondo, fragoroso, sasso parla di disobbedienza civile.
L'ha predicata il mio maestro Miglio ai Padani, i quali l'hanno colpevolmente snobbata, l'ha predicata agli indiani il  Mahatma Gandhi, che l'hanno utilizzata per liberarsi dall'oppressione britannica.

Ma non ci sono solo i sassi nella vita.
Noi siamo "Patto per il Nord" e non ci limitiamo a lanciare sassi, agiamo.
Vi assicuro che Jonny Crosio, uno dei massimi conoscitori delle infrastrutture lombarde, sta già lavorando a livello federale per trovare le soluzioni.
Vi assicuro che io, Segretario Provinciale per Como, provincia molto coinvolta nella situazione, in sinergia con la mia più stretta collaboratrice, stiamo già lavorando sul territorio.
Ogni Provincia, tutta la Regione, gli Organi Federali, in sinergia, trarranno una sintesi e vedrete presto le azioni.

Però una cosa va detta, perché è primaria, noi coinvolgeremo tutte le parti in causa, ma esse dovranno rispondere, altrimenti nulla è possibile, praticabile.

Chiusa la parte prettamente politica, facciamo una mia analisi personale della situazione, parleremo di strutture, situazioni, sicurezza e dei dipendenti che lavorano sulla rete ferroviaria.

IL PREAMBOLO
Le problematiche che affliggono il sistema ferroviario, non solo lombardo, ma anche italiano, sono complesse e multifattoriali, radicate in una gestione storicamente carente e in una mancanza di investimenti adeguati in infrastrutture e sicurezza, tutto questo non solo danneggia la reputazione del settore, ma ha ripercussioni dirette sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. 
Se altre nazioni sono state in grado di investire in innovazioni e miglioramenti, in Italia assistiamo a un assordante silenzio da parte delle istituzioni. 
Esattamente come in altri settori i fondi non vengo stanziati, finiscono assorbiti dalla spugna che disseta l'apparato politico e le conseguenze si fanno sentire, in modo drammatico, manifestandosi in ritardi, cancellazioni e, tragicamente, in incidenti mortali.
Le dichiarazioni di intenti, le promesse di investimenti e i piani ambiziosi per il futuro non possono sostituire azioni concrete e tempestive.

LE SITUAZIONI
Un dato eclatante, circa 400.000 persone utilizzano treni, metro e Passante ferroviario per entrare a Milano, parliamo essenzialmente di Milano perché è il catalizzatore, su questo tema, per la mia provincia.
Due terzi dei pendolari arrivano da fuori provincia, percorrendo spesso lunghe distanze, mentre un terzo dalla Città Metropolitana. Un'analisi del Politecnico di Milano tra l'altro stima un afflusso totale  di quasi 900.000 pendolari giornalieri. 
I pendolari che raggiungono Milano in treno affrontano problemi comuni quali ritardi e soppressioni frequenti, dovuti a guasti all'infrastruttura (binari, linea elettrica) e problemi di gestione di Trenord, sovraffollamento e cantieri in corso che causano deviazioni o limitazioni, specialmente serali, creando disagi notevoli come viaggi più lunghi o cambi forzati. Questi disservizi si aggiungono ai costi elevati degli abbonamenti e alla frustrazione di alternare treno a auto, con conseguente aumento di traffico e inquinamento.
Chi viaggia in treno verso Milano ogni mattina, ed ogni sera, deve confrontarsi con percentuali elevate di corse in ritardo se non addirittura cancellate.
Guasti alla rete e ai treni, usura degli impianti, problemi ai passaggi a livello e lavori di manutenzione sono cause frequenti di interruzioni, i treni spesso non hanno una composizione completa, risultando troppo corti per il numero di passeggeri, creando disagi e difficoltà nell'accedere ai vagoni e soprattutto a restarci, pressati come sardine, per decine di minuti.
I cantieri ferroviari possono portare a soppressioni serali e deviazioni, prolungando i tempi di viaggio e rendendo difficile rientrare a casa e gli abbonamenti possono essere molto cari, rendendo il trasporto un onere significativo.
La precarietà del servizio rende difficile pianificare gli spostamenti, allungando le giornate e aumentando lo stress, inoltre molti pendolari, nei giorni critici, preferiscono utilizzare l'auto privata, aggravando traffico e inquinamento urbano.

IL DIPENDENTE FERROVIARIO NON E' UN NEMICO
Stando sul mio territorio, spesso, soprattutto a causa degli scioperi, il dipendente Trenord viene visto, da parte di chi utilizza il servizio, come un nemico, magari anche come un fannullone.
Vi invito a una riflessione, chi sciopera quattro volte al mese rinuncia a quattro giorni di stipendio.

Chi, nel personale, lavora con onestà, denuncia  la grave carenza di personale (soprattutto macchinisti), le condizioni di sicurezza precarie, con aggressioni e violenza quotidiane, la mancanza di spazi adeguati nei depositi e una formazione insufficiente, il tutto aggravato da un contratto di servizio inapplicato che non tutela adeguatamente il personale, generando forte malcontento e frequenti scioperi, con richieste sindacali di interventi concreti per tutelare la salute e l'incolumità dei dipendenti oltre quella degli utenti.
Oltre la tutela dei diritti di chi paga il biglietto, se tutti siamo lavoratori solidali,  va richiesta, da parte di tutti, l'attuazione concreta del contratto di servizio, oltre a richiedere investimenti in personale e infrastrutture.
Vecchi dati dell’Inail, che ho potuto leggere, raccontavano che denunce di infortunio mortale sul lavoro erano arrivate nei primi sei mesi del 2023, nonostante il calo del 2,8% rispetto al primo semestre del 2022, a 450.

LA SICUREZZA PERSONALE A LIVELLO DI DELINQUENZA
Nonostante che la sicurezza su treni e stazioni in Lombardia venga considerata una priorità alta, con controlli potenziati, nuove tecnologie (videosorveglianza, bodycam per agenti) e maggiore personale, evidentemente non sufficiente, la guerra quotidiana continua imperterrita. 
I reati più comuni nelle stazioni e sui treni sono i furti, seguiti da spaccio e detenzione di stupefacenti, violenze sessuali; la Polizia Ferroviaria combatte anche i furti di rame dalle infrastrutture, oltre ai reati contro la persona e il patrimonio. 
I furti rappresentano la maggioranza dei reati segnalati nelle stazioni.
La criminalità nelle stazioni e sui treni, specialmente in Lombardia, ha visto aumentare le denunce per furti e violenze, con una media di oltre 16 reati al giorno in alcune aree.
Qui, come in altre decine di situazioni quotidiane, lo Stato latita, non dando le risposte che ogni contribuente meriterebbe di avere.

Noi di Patto per il Nord, interagendo con voi pendolari, con voi Cittadini, vogliamo risolvere questa situazione, in nome del nostro territorio e dei nostri figli.

Per il Nord, Insieme!!!!

Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como

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