martedì 24 giugno 2014

Quel lato della verità

Da qualche annetto mi diletto, non tanto nell’ informazione, ma quanto di più nella diffusione di notizie e pensieri. Ho visto, letto, commentato e scritto di tutto; vi è, ne abbiamo già scritto, del bene o del male, vi è verità indemolibile, vi è verità di parte, vi è il nulla, spacciato per verità assoluta.
Quando trattiamo di informazione stiamo certi che non sempre, anzi spesso, poco è quel che appare. Tra la realtà ed il raccontato può esserci un abisso, tra gli outing e le esposizioni di idee spesso possiamo scovare una sfacciataggine mostruosa interpretata all’interno di una voglia spudorata di mettere in mostra pensieri, a volte per necessità a volte per ego.
Utilizzo di tutto, blog, social, messaggistica ed anch’io a volte non sono immune da pecche, a volte si straborda, si è sfondata la porta che separava i datori di commenti dai fruitori, si è superato il confine tra la sfera pubblica e la sfera privata ed è indistinto il passaggio dal fatto alla chiacchiera.
Parlando di livelli più alti dei miei l'eccesso di notizie crea assuefazione ai fatti, l'indignazione si fa routine, l'abuso abitua all’intossicazione.
Spesso ci si arroga il diritto di giudicare di tutto basandosi praticamente sul niente, un niente che magari ci aggrada, si giudica o commenta sull’immediatezza, senza riflessione, senza informazione, sull’onda del pensiero di petto, una spontaneità irriflessiva dei giudizi, priva di mediazioni e confronti, di paragoni e approfondimenti.
Una riflessione mi si sviluppa però da un testo letto in queste ore: chi giova di tutto questo movimento di idee, chi indirizza e ne guadagna?
Sul testo si diceva che i fruitori sono essenzialmente il potere economico-politico, i grandi committenti pubblicitari e i gestori del software, il tutto per vendere, orientare, condizionare (più farsi ammirare, per chi scrive).
Io però, fatto outing per qualche pecca, cerco di stare nell’onesto cercando una formula onesta, cercando di mostrare una verità che sono convinto esista, che sfugge alle nebule dell’informazione generale, una verità priva di un monopolio assoluto perché partorita in buona parte anche da un pensiero personale convinto di essere portatore di verità, ma di una verità che sta dentro di me.
Possiamo anche aggiungere che la verità ha più lati di cui noi ne cogliamo solo uno e che noi, nell’illustrare il nostro lato, non dobbiamo avere la pretesa di dire il tutto o di rivelare il nulla.

Giorgio Bargna

1 commento:

Anna Gengaro ha detto...

Mi piaci Giorgio! Condivido le tue osservazioni e aggiungo che poiché tutti sentono e pochi ascoltano lo scritto obbliga all'ascolto e lega il pensiero alle parole. Anna