Oggi
parliamo di parabole, nel senso più ampio del termine: sia religioso
che di percorso.
Il
nostro Signore Gesù Cristo amava raccontare parabole. Erano storie
semplici per descrivere concetti profondi, che per molti erano
difficili da comprendere e accettare; storie che insegnavano l'amore
e l'umiltà, ma anche dinamiche di vera e propria risurrezione dalle
fasi più calanti dell'esistenza.
Oggi,
a livello politico e strutturale, stiamo vivendo una fase complessa
dalla quale sembra quasi impossibile uscire. Molti cittadini non
vedono all'orizzonte un movimento o un leader capace di fare il
"miracolo". Eppure, la storia recente del Calcio
Como
ci offre una lezione straordinaria. Quasi una parabola, tanto ideale
quanto pratica: ci insegna che se si lavora con serietà, costanza e
programmazione, tutto ciò che sembrava impossibile può realizzarsi.
La
parabola del Como
1907
sotto l'attuale presidenza della famiglia
Hartono
rappresenta uno dei casi più singolari, ambiziosi e di successo nel
panorama calcistico internazionale recente. Rilevato nel 2019 dopo il
fallimento, mentre militava in Serie D, il club lariano ha vissuto
una scalata verticale impressionante. In pochissimi anni la squadra è
passata dalle categorie dilettantistiche alla promozione in Serie A
nel 2024, fino allo storico 4° posto conquistato nella stagione
2025-2026. Un traguardo che ha garantito l'incredibile e inedito
debutto nella UEFA
Champions League 2026-2027,
culminato proprio il 10 settembre con un'esaltante vittoria.
I
fratelli indonesiani Robert Budi e Michael Bambang Hartono (scomparso
a marzo 2026 all'età di 86 anni) sono stati a lungo certificati da
Forbes
come la proprietà più ricca del calcio italiano. Ma nonostante le
immense risorse finanziarie disponibili, la gestione guidata dal
manager e presidente operativo Mirwan Suwarso non ha mai seguito la
logica del mero "mecenatismo a fondo perduto", bensì una
pianificazione strategica ben definita.
Perché
il modello Como ha funzionato?
La
presidenza vede il Como 1907 non solo come una squadra di calcio, ma
come un asset d'intrattenimento e turismo globale. L'obiettivo è
unire l'incredibile fascino internazionale del Lago di Como
all'esperienza sportiva, attirando tifosi, appassionati e investitori
da tutto il mondo.
In
questo contesto, la scelta di volti non solo iconici, ma competenti e
di respiro internazionale, ha influito parecchio. L'ingaggio e la
successiva centralità di Cesc
Fàbregas
(prima come giocatore, poi azionista e allenatore), insieme al
coinvolgimento di brand ambassador globali del calibro di Thierry
Henry, hanno dato al club un'immediata visibilità planetaria.
Al
tempo stesso, però, va evidenziato il rapporto viscerale con la
comunità. Nonostante la forte spinta all'internazionalizzazione, la
proprietà ha mantenuto un occhio di riguardo unico per il
territorio. Un gesto concreto e bellissimo lo si è visto proprio in
occasione dello storico esordio casalingo in Champions League, quando
il presidente Suwarso e i massimi dirigenti hanno ceduto i propri
posti in tribuna d'onore ai tifosi storici over 75 rimasti senza
biglietto.
La
parabola del Como, partita dal fango dei campi della Serie D, si è
trasformata in un modello manageriale d'avanguardia che unisce
sostenibilità aziendale, marketing territoriale d'alto livello e
risultati sportivi di portata europea.
Da
comasco, oggi voglio accostare questa parabola sportivo-aziendale al
progetto politico-culturale di Patto
per il Nord.
Si tratta di un esercizio di sociologia territoriale affascinante:
pur muovendosi in ambiti diversi (calcio globale e politica
federalista), entrambi i modelli condividono la stessa area
geografica d'origine e poggiano su logiche di sviluppo speculari. La
"visione del Como" può essere considerata la traduzione
pratica, in chiave privatistica e globale, di ciò che noi
auspichiamo per le comunità locali in termini istituzionali,
economici e nazionali.
1.
La Questione Settentrionale: Valorizzazione dell'Identità e
Autonomia Territoriale
Il
focus primario di Patto per il Nord è denunciare l'abbandono delle
problematiche del territorio settentrionale (infrastrutture
inefficienti, cuneo fiscale soffocante, "tasse sulla salute"
per i lavoratori frontalieri) causato da una politica centralista. La
nostra tesi è chiara: il Nord deve essere lasciato libero di
correre, valorizzando le proprie peculiarità.
Il
parallelo con il Como:
La gestione Hartono-Suwarso ha fatto esattamente questo a livello di
brand. Invece di omologarsi ai modelli delle grandi metropoli del
calcio (Milano, Torino, Roma), ha preso le caratteristiche uniche
del territorio lariano — il lago, il turismo di fascia alta,
l'attrattività internazionale — e le ha trasformate nel motore
del proprio successo. Quando una realtà del Nord ottimizza le
proprie risorse specifiche senza disperderle in logiche
assistenziali, crea un valore immenso. Il Como è diventato
un'eccellenza che si autofinanzia e attrae capitali esteri,
incarnando perfettamente il concetto di autonomia virtuosa e
responsabile.
2.
Sostenibilità e Pragmatismo: Il Modello Gestionale contro
l'Assistenzialismo
Nel
proprio manifesto, Patto per il Nord si dimostra un movimento
pragmatico, concentrato sulla risoluzione dei problemi reali del
tessuto produttivo lombardo e settentrionale, composto da piccole e
medie imprese, artigiani e lavoratori. Rifiutiamo la spesa pubblica a
fondo perduto e il centralismo romano.
Il
parallelo con il Como:
Nonostante una proprietà tra le più ricche del pianeta, la
gestione del club rifiuta categoricamente il modello del "Magnate
spendaccione". Gli Hartono non hanno ripianato i debiti con
immissioni di denaro sconsiderate, ma hanno investito in strutture
stabili: centri sportivi, settore giovanile, ristrutturazione dello
stadio Sinigaglia e un marketing capace di vendere il brand nel
mondo. È la trasposizione sportiva del pragmatismo economico
nordico: l'investimento deve produrre sviluppo reale e duraturo per
la comunità, non dipendenza da sussidi esterni.
3.
Il "Bene Nazionale": Se corre il Nord, corre tutta l'Italia
La
tesi di Patto per il Nord riprende un pilastro storico del
federalismo: la locomotiva settentrionale non vuole isolarsi, ma se
viene lasciata libera di produrre ricchezza, finisce per trainare
l'intero Paese. La risoluzione della "questione settentrionale"
è la vera chiave per il benessere nazionale.
Il
parallelo con il Como:
Lo straordinario exploit del Como 1907 non ha fatto solo la fortuna
della nostra città, ma ha arricchito l'intero sistema calcistico
italiano. L'arrivo di stelle mondiali, gli investimenti esteri e la
visibilità televisiva globale hanno ridato appeal internazionale a
tutta la Serie A. Il successo di una "provincia del Nord"
ha alzato il livello di competitività e il valore economico
dell'intero movimento nazionale.
In
conclusione, la parabola del Como mostra sul campo da gioco ciò che
noi di Patto
per il Nord
vogliamo creare e vedere all'interno delle istituzioni: una realtà
locale che, smettendo di dipendere dalle vecchie logiche centraliste
e valorizzando le proprie forze e la propria identità, riesce a
scalare i vertici europei, portando beneficio sia alla propria gente
che all'intero sistema-Paese.
Giorgio
Bargna
Patto
per il Nord - Como