mercoledì 28 gennaio 2026

Rivoluzione Politica: Riscoprire il Nord

 


Come sempre introduciamo l'argomento, poi qualche considerazione e  la sintesi finale.

Se parliamo di bipolarismo politico raccontiamo di  un sistema strutturato attorno a due poli o coalizioni principali che si contendono il governo, alternandosi al potere. 
Questo sistema favorisce stabilità e accountability (in termini poveri responsabilità e trasparenza), contrapponendosi al multipartitismo, che si descrive frammentato. 
La riforma elettorale del '93 fu il trucco inventato per far credere agli italiani che in Italia fosse stato introdotto un sistema bipolare maggioritario, in seguito il "Porcellum" ed il "Rosatellum" hanno contribuito a far credere che in Italia il sistema politico fosse stabile.
In realtà, al contrario di quanto accade nei sistemi anglosassoni, si è vista semplicemente la nascita di poli politici basati su larghe intese, più opportunistiche che fondate su basi politiche, ancora oggi, come da anni, all'interno delle coalizioni vediamo discrepanze su ogni genere di tema, in modo ancor più marcato se internazionale.
Resta di stucco …. è un Barbatrucco!!!

In realtà in Italia è soltanto durante la Prima Repubblica che viviamo un vero bipolarismo, quello che Sartori definì "pluralismo polarizzato". 
Storicamente la DC aggregava attorno a se una serie di partiti di contorno al governo di città, regioni e Stato e in contrapposizione trovavamo  due opposizioni estreme (PCI e MSI).
Poi fu "Tangentopoli", fu l'inchiesta "Mani pulite" a portare conseguenze politiche di vasta portata, determinando la fine della cosiddetta Prima Repubblica italiana. 
Crollarono i partiti tradizionali, emersero nuove forze politiche, in realtà l'unica veramente nuova fu la "Lega Nord" e si inventò da parte dei "poteri forti" il trucchetto maggioritario.

D'accordo o meno che siate con me, chiudiamo questa analisi sul passato e passiamo al presente.

Oggi il bipolarismo esiste veramente, divide il panorama politico realmente.
Intanto esistono due partiti anticonvenzionali, quello degli astensionisti e quello dei votanti.
Non occorre che vi spieghi io il motivo dell'astensionismo, a mio parere invece la maggior parte dei votanti è coinvolta direttamente o indirettamente nel "Sistema", gli altri votanti, mi perdonino, sono dei beoti (mi perdonino anche gli abitanti della Beozia).
Poi troviamo nello scenario politico chi vuole mantenere vivo "il sistema" e chi lo vuole, se non abbattere, rivoluzionare. 
"Patto per il Nord" vuole modificare lo scenario, creare una nuova classe politica, che nasce dal basso, che vuole ascoltare la gente, coinvolgere la gente, riavvicinare la gente alla politica, ridare fiducia e speranza al paese ed al partito degli astensionisti.

L'astensionista di oggi è chi si è ritrovato, oltre che deluso politicamente, in difficoltà economica, privo della garanzia di servizi essenziali (vedi la sanità pubblica), in balia di burocrazia, mancanza di sicurezza, degrado morale e pratico, perculato da fancazzisti e mantenuti di ogni genere.
La chiamata all'appello è rivolta anche e soprattutto a loro,
Non si chiede a loro semplicemente il voto, si richiede di ricostruire il Nord, ma anche l'Italia intera , insieme a noi, partecipando allo scenario politico, portando nuove idee e nuovi stimoli.

Non esiste più destra e sinistra, non esiste più nessuna contrapposizione puramente politica.
Oggi l'unica contrapposizione è tra chi deve salvarsi le chiappe e chi gliele vuole insidiare.
Solo risolto questo problema possiamo permetterci di essere di destra o sinistra.
Perciò pensionati, lavoratori, professionisti, associazioni, vediamo di ricostruire prima che sia troppo tardi.
Quindi, senza remore, vale per tutti, quello che oltre esser un motto è una necessità: Per il Nord Insieme!!!!

Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como