domenica 31 maggio 2026
Rotte a rischio, dalle guerre mondiali alla guerra globale?
domenica 8 marzo 2026
IRANIAN REFLEX
Ne ho già scritto a titolo personale e torno sul tema, gli scenari internazionali stanno cambiando e i contraccolpi economici e militari si sentono.
Scrivo da ignorante in termini economici e militari, ma cerco di utilizzare la poca materia grigia di cui la natura mi ha dotato per ragionare.
Intanto abbiamo capito tutti che le regole d'ingaggio non ci sono più, semmai avessero avuto concretezza, più nessuno ormai da credito all'ONU ed ai vari tribunali o alle varie egide internazionali.
Tra gli attori in campo elenchiamo, oltre i già citati Usa, Russia, Cina, Brics vari, anche i paesi mediorientali e dell'area del Golfo, paesi di grande "disturbo" per tutti, ma principalmente per Israele, ma osserviamo anche una certa crescita dei paesi che stanno sotto la linea del Sahara.
Sì, l'economia africana è in crescita significativa, posizionandosi come la seconda regione a più rapida crescita al mondo dopo l'Asia, trainata da investimenti infrastrutturali, risorse naturali, digitalizzazione e una popolazione giovane, la crescita è solida anche se rimane ancora il freno di un alto debito. Niger, Senegal, Ruanda, Costa d'Avorio ed Etiopia figurano tra le economie a più alto tasso di crescita. Come dicevamo investimenti in risorse naturali, infrastrutture, fintech, green tech ed e-commerce sono i fattori trainanti ed una rapida urbanizzazione alimentano i consumi privati.
Dicevamo di Medio Oriente, Golfo, Nordafrica.
Il mercato dei paesi mediorientali e nordafricani (area MENA - Middle East and North Africa) si configura sempre più come una regione dinamica, caratterizzata da una crescita economica in rafforzamento e da una forte diversificazione, oltre il settore energetico, la regione si posiziona come un'area di opportunità per investimenti e export, in particolare nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).
I paesi del GCC (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrein) stanno attivamente diversificando le loro economie, con grandi investimenti in settori non idrocarburici, infrastrutture, turismo e tecnologia ( l'area del Golfo, sta vivendo un boom nell'adozione dell'intelligenza artificiale e nello sviluppo di infrastrutture per data center).
Non dimentichiamoci di Egitto e Marocco.
Nell' insieme di queste due economie rientrano il turismo, gli idrocarburi (gas/petrolio), la sempre comunque importante presenza del Canale di Suez, le industrie di automotive ed aeronautica, oltre ad un agricoltura che punta ad essere più moderna e green.
Potenzialmente l'area più pericolosa a livello di crescita economica e di cultura e fondamenti religiosi estremamente diversi dai nostri, alla pari del mediooriente in generale. Questa diversificazione culturale la troviamo anche nei confronti della Cina e sostanzialmente nell'area asiatica del Brics. Potrebbe sembrare un fattore secondario, che non tocchiamo, ma che proprio secondario non è.
I BRICS, Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia rappresentano circa il 37% del PIL globale e il 45% della popolazione mondiale.
Come potete leggere molti di questi nomi tornano spesso e quindi a mio avviso c'è poco da stupirsi se da una parte con la scusa della democrazia piovono bombe e missili sull'Iran e dall'altra parte ne vengono indirizzati altri verso gli Emirati Arabi, il Bahrein, il Qatar.
Economicamente parlando questo non può dispiacere ad Israele che ha un economia basata, oltre che sull' industria militare e farmaceutica, anche in questo caso su high-tech ed Intelligenza artificiale.
In tutto questo marasma, ma come quasi in ogni evento, la Cina rimane quantomeno defilata.
E anche la Russia sta restando fuori dal caos delle ultime ore.
Come la Russia oggi (e l'URSS ai tempi) la Cina è un grosso cruccio per gli USA e la politica atlantista.
La Cina è temuta per la sua forza, la sua crescita continua, perché non fa guerre e se fa alleanze e accordi di successo, può davvero arrivare ad essere la grande potenza principale del mondo.
La Russia malgrado la "calda amicizia" con l'Iran sta alla finestra?
Signori, con la eventuale caduta dell’Iran Islamico e Rivoluzionario, la Cina si troverebbe ad avere un unico partner commerciale per l’uranio, cioè la Russia, e non più due. Con tutto il vantaggio che ne consegue per poter controllare, arginare, negli intenti, lo sviluppo energetico della Cina, che è il primo passo indispensabile per lo sviluppo tecnologico.
Precedentemente avevo scritto che a pagare scotto siamo essenzialmente noi da questa situazione iraniana, come in fondo succede per quella Ucraina.
Lo percepiamo guardando le bollette di gas e luce e facendo il pieno ai distributori.
Sono guerre, militari, politiche, economiche, che non ci appartengono, imposte da nostri presunti o presumibili amici.
E dicevo noi paghiamo risvolti molto pesanti al momento, ma questa guerra in particolare sta mettendo in ginocchio, e lo farà sempre di più, anche le economie emergenti che vivono anche dell'emigrazione (che diventa anche economica) dei loro "missionari".
Ora si che l'Europa è il momento che diventi scaltra, che il Nord Italia all'interno dell'Europa diventi scaltro e decisivo.
E' giunta l'ora di una svolta politica che ci porti a guadagnare da certe situazioni anziché portarci semplicemente in casa difficoltà economiche, profughi e terroristi.
Giorgio Bargna
domenica 1 marzo 2026
TRA UN CAPPUCCINO ED UNO SPRITZ LASCIAMO FUORI ALMENO REZA PAHLAVI
Iniziamo questo personale ragionamento partendo da un fatto che potrebbe risultare futile, ma che forse tanto futile non è.
Il nostro ministro della difesa Guido Crosetto, ma fosse stato il ministro della Sanità poco cambiava, si è ritrovato bloccato, in pieno scenario di guerra a Dubai.
Una situazione tra il surreale ed il grottesco, che ad essere maliziosi porta a pensare che lui e il governo Meloni non fossero stati pre-allertati sull’escalation di guerra.
Altrimenti dovremmo pensare a qualche difficoltà intellettiva del Ministro, tanto è vero che , ironicamente il generale Roberto Vannacci ha commentato la questione: “Salvate il soldato Crosetto, l'unico ministro della difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo”.
Ma andiamo oltre, usciamo dai ragionamenti che si fanno davanti ad un cappuccino o ad uno spritz.
E' morto Khamenei? Va bene!!!
E' caduto Maduro? Va bene!!!
Intanto l'amministrazione Trump ha annunciato un piano per acquisire e commercializzare il petrolio venezuelano, versando i proventi in conti controllati dagli Stati Uniti, nel frattempo gli USA mantengono una sorveglianza (quarantena) sulle navi e credo proprio che il 56% della popolazione locale che vive in condizioni di estrema povertà non abbia molte speranze di miglioramento.
Ma torniamo in Iran, qui hanno fatto fuori la testa, una testa anziana ed incaponita che dava, probabilmente, ormai fastidio anche ai suoi collaboratori, che sono pronto a scommettere, direttamente o indirettamente resteranno al loro posto.
Magari la Gestapo locale che non si richiamerà più ai guardiani della rivoluzione, farà maquillage, magari vedremo qualche nuovo volto in TV, ma gli amici di Khamenei, ora, per restare comodi al loro posto, non si faranno problemi ad accordarsi con CIA e Mossad per vendere gas e petrolio.
Finita questa proiezione cinematografica ai giovani iraniani, forse, verrà concesso un minimo di internet e qualche peccatuccio sessuale in più, ma la vera libertà non la conoscerà nemmeno questa generazione.
Ma spostiamoci un passo a fianco, io l'ho definita testa anziana ed incaponita, ma Khamenei, soprattutto il suo ruolo, nel mondo sciita è paragonabile a quello che il Papa ha per il mondo occidentale.
Troviamo fondamento in questo nelle odierne manifestazioni di piazza in Iran, come in Pakistan, come persino in Grecia, dove le varie comunità sciite stanno, in alcuni casi, mettendo a ferro e fuoco le ambasciate americane.
Per concludere torniamo ai discorsi davanti al cappuccio od allo spritz.
In un Paese come l'Italia, dove secondo dati Istat, il 31,5% delle donne ha subito violenze nella vita, con prevalenza di minacce e violenze fisiche da partner, ma dobbiamo aggiungere quelle psicologiche ed economiche, in un Paese che si posiziona all'85° posto nel mondo nel Global Gender Gap Report 2025 per la parità, oggi molti indefessi del chiacchiericcio festeggeranno per la presunta libertà delle donne, dei giovani, degli omossessuali in Iran.
Oggi perché è il giorno X, domani, al più tardi la prossima settimana, per loro non ci sarà il problema, esattamente come non c'è mai stato in passato, visto che, abbiamo letto qualche riga fa, sono coloro che hanno riempito la statistica ISTAT che non rileva ovviamente le violenze non dichiarate.
Alla fine di questo ragionamento vi lascio una mia certezza ed una domanda, che contiene secondo me una risposta direttamente correlata alla mia certezza.
La certezza.
Quando un paese attacca od invade un altro non lo fa mai sicuramente in nome della libertà dell'altro.
Le libertà i popoli se riescono ad averle è soltanto perché le volevano e se le sono conquistate.
Il resto si chiama guerra, si fa per ragioni economiche e spesso e volentieri sui territori "liberati" rimangono presenti le forze armate dei "liberatori".
La pseudodomanda.
Perché in Italia non ci sono centrali nucleari? Oh certo, abbiamo tenuto un referendum su questo, ma in un momento di crisi energetica praticamente nessuno, a livello politico, sposa l'idea di riaccendere il dibattito.
Perché in Italia non abbiamo armi nucleari?
Molto semplice, l'Italia, 70 anni fa ha perso una guerra e quindi in Italia sono custodite testate atomiche statunitensi nelle basi militari di Ghedi (BS) e Aviano (PN).
Pochi anni dopo l’Italia avvio programmi per utilizzare l’energia nucleare in ambito militare internazionale, indirizzata per alimentare i motori dei mezzi navali, soprattutto sottomarini e portaerei; non ci si poteva permettere molto di più, perché era vietato dal trattato di pace firmato al termine della Seconda guerra mondiale, e comunque poi la Francia si chiamò fuori.
L’Italia qualche anno dopo riuscì a sviluppare una tecnologia all’avanguardia per l’utilizzo civile dell’energia nucleare, che avrebbe potuto dare la possibilità di costruire bombe atomiche in tempi relativamente rapidi fosse mutato lo scenario.
Ma nel 1975 il Paese aderì al Trattato di non proliferazione nucleare e quindi nessun programma venne portato a compimento, malgrado il trattato, però, nella Penisola sono ospitate testate atomiche statunitensi.
Oggi nel nostro Paese sono ospitate bombe atomiche americane nell’ambito del programma della Nato per il nuclear sharing (condivisione nucleare, applicato anche in altri Stati). Le bombe possono essere attivate solo con i codici posseduti dal personale militare statunitense, ma, in caso di guerra, devono essere montate su aerei del Paese ospitante.
Fonte per quest'ultima parte Geopop.
In conclusione una speranza, che non si arrivi in qualche modo, demolendo quanto scritto da me in precedenza, a mettere al potere in Iran Reza Pahlavi, visto, innanzitutto, che si dichiara pretendente al trono iraniano, quindi dalla padella alla brace, poi perché, sinceramente, non credo che in Iran se lo fili più di qualcuno e che abbia il carisma per poter governare un cambiamento libero ed incondizionato.
sabato 28 febbraio 2026
DAL GOLAN ALL' IRAN: CHI CI PERDE E COSA POSSIAMO FARE
Partirò esprimendo pensieri personali per giungere a pensiero politico che sicuramente è condiviso dal movimento politico in cui milito.Il mio primo ricordo della guerra risale a quando, nel giugno del 1967, non avevo ancora compiuto tre anni e seguivo, come si usava allora, sulla TV B/N del nonno, le vicende delle alture del Golan e della "Guerra dei Sei Giorni".Tra l'altro a 60 anni di distanza, ma è cosa che dura nei millenni, li la pace è ancora un ipotesi.In questi oltre sessanta anni di vita l'unica certezza che ho sviluppato è che le guerre si combattono, si creano, a volte finiscono, solo ed unicamente per denaro ed interesse.
Chi muove gli interessi?Certamente i grossi gruppi di affari legati alla politica, sicuramente i capi di stato delle maggiori potenze (nessuna esclusa), sicuramente ogni genere di mafia, dalle europee alle sudamericane, sicuramente influenzano, più o meno direttamente, le tre principali religioni mondiali, che economicamente parlando, non sono sicuramente le ultime ad avere voce in capitolo.
Chi ci perde?
A volte ci perde chi può sembrare più forte.
In Ucraina sicuramente la Russia non può cantare vittoria, in quattro anni non è stata capace di avanzare, la sua economia è al collasso e sta per crollare, però ci raccontano che si preparando ad invadere l'Europa, che dobbiamo prepararci alla guerra, che è necessario spostare risorse da sanità, istruzione e servizi per finanziare il riarmo, perché nel 2027 o nel 2030 saremo invasi dai russi.
In un azione militare in Afghanistan, messa un po' nel freezer negli ultimi anni , nel 2020, l'amministrazione Trump ( personaggio di cui riparliamo tra qualche riga) firmò un accordo con i Talebani per il ritiro delle truppe, mentre sotto l'amministrazione Biden, i Talebani lanciarono un'offensiva fulminea riconquistando Kabul il 15 agosto 2021.
Sempre perdiamo noi cittadini, di tutto il mondo, in serenità, a livello economico ed i più sfortunati, quelli direttamente interessati, conoscono direttamente l'orrore e la morte.
E' di oggi la notizia della nuova escalation in Iran, qui torniamo su Trump, quello che chiude le guerre, così dice.
Certo forse è ancora presto immaginare gli scenari dei prossimi giorni. ma non è idea peregrina ipotizzare il rischio di una terza guerra mondiale, considerando che l’Iran, che ci ha fatto sapere che questa volta risponderà seriamente, ha una popolazione di cento milioni di persone, non 32 come il Venezuela e può contare su amici potenti come ad esempio la Cina, cui fornisce 1,7 barili di petrolio al giorno e la Russia che lo tutela in funzione anti americana, senza dimenticare che come scrivevo qui tempo fa, non va dimenticato che nello scacchiere internazionale a fianco e spesso in collaborazione con Cina e Russia si sono fatti forza paesi come Brasile, India, Sudafrica, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Indonesia e ribadisco oggi quanto affermavo politicamente nel finale di quell'articolo.
La mia ricetta da servire a Patto per il Nord, per un indirizzo politico internazionale, è tanto semplice quanto impegnativa. Innanzitutto, dicevo, siamo piccoli quindi non è il momento di prendere posizioni strategiche a livello internazionale, ma è quello di "esplodere" sul territorio.Lo stiamo facendo, stiamo lavorando per creare una rete che comprenda sui territori, oltre noi, associazioni, liste civiche, imprenditori, gente di "buona volontà", uniti da un unico vero e inscindibile punto, la cura e lo sviluppo dei territori del Nord, la buona gestione delle risorse economiche da tenere in loco e lo sviluppo di strategie sostenibili su ogni tematica.Sta succedendo e ci porterà nel tempo a governare, tutti insieme, borghi, città, regioni e ad entrare in Parlamento. Successo questo, la nostra linea sulla politica internazionale, a mio avviso, può essere una sola.Siamo parte integrante dell'UE, anzi il Nord Italia è uno dei motori principali dell'economia europea, manca però, a mio avviso, di un elevato potere politico.Noi dovremo lavorare per avere questo potere politico, per poter indirizzare le scelte europee sullo scacchiere internazionale.Parlavo dell'Europa dei Popoli, questa non va intesa solo a livello socioculturale, etnico, storico, va intesa anche sul peso che ogni Popolo mette a disposizione, volontariamente, al resto della comunità.Il Nord Italia esercita un potere economico significativo in Europa, soprattutto grazie alla Lombardia (seconda regione UE per PIL totale dopo Île-de-France), all'Emilia-Romagna, al Veneto.Il potere economico del Nord Italia è fondamentale per l'Unione Europea, grazie alla forza e alla caparbietà degli abitanti, autoctoni o meno che siano, del Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta) e del Nord-Est (Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia).Ma non è solo una questione economica a valorizzare ed ad alimentare le mie pretese di potere a livello europeo. Il Nord Italia ad esempio eccelle anche sul sociale, specialmente a livello di volontariato sia in dentro i confini che fuori.Il Nord Italia è un motore cruciale per il volontariato europeo, con tassi di partecipazione significativamente alti, fornendo una solida base di volontari, soprattutto in settori come la sanità e il soccorso, sebbene l'Italia complessivamente si collochi indietro rispetto ai paesi nordici per partecipazione complessiva. La maggior parte dei volontari attivi in Italia si trova nel Nord, con la Lombardia che da sola ne ospita oltre 1 milione, più di molte regioni del Sud messe insieme.Il Nord Italia è un punto di riferimento per il volontariato sanitario (ambulanze, clown dottori), supportando l' infrastruttura di volontariato a livello europeo. Poi, il Nord Ovest e tutto il nord dell’Italia, hanno l’economia più “green” d’Europa. Sono l’eccellenza nell’economia circolare, più ancora di Paesi come la Germania, la Svezia, l’Olanda abitualmente celebrati come i più avanzati quanto a sostenibilità ambientale e capacità di eco-innovazione delle rispettive economie. Il Nord Ovest è primo in Europa per consumo interno di materia procapite e per unità di Pil, e per tasso di riciclo sul totale di rifiuti prodotti , e si colloca nelle prime posizioni anche per quota di motorizzazioni alternative a benzina e diesel (metano, Gpl, ibrido, elettrico) sul parco auto (8,1%) e per consumi finali di energia per unità di Pil.
Potrei cercare mille altre motivazioni per asserire che il Nord Italia ha il diritto ed il dovere di essere forza decisionale importante sullo scenario europeo ed internazionale, ma mi fermo qui, ribadendo che è necessario per Patto per il Nord crescere velocemente creando la "nuova classe politica" che sarà non solo la salvezza del Nord, ma una grande forza di indirizzo nella politica internazionale.
Giorgio Bargna
domenica 15 novembre 2015
Qual'è il mondo migliore?
lunedì 6 aprile 2015
...nemmeno lentamente muore...
venerdì 30 gennaio 2015
Non avrai altro Dio
Per quanto io sia fermamente convinto (oggi come allora) che una lotta in difesa della libertà di religione (ma di ogni libertà) vada sempre fatta, a suo tempo ho sostenuto che i tempi non fossero ancora maturi per questo passo, per svariati motivi; a mio vedere però una volta fatta la scelta questa deve essere difesa a spada tratta, con la convinzione pari a quella che la ha fatta maturare, a dispetto questo di quanto ne pensi il Sindaco di Cantù.
In campagna elettorale era stata spesa una promessa di consultazione, ma (ribadisco il concetto) andava concretizzata prima delle scelte. A bocce ormai lanciate era certamente più elegante e giusto ammettere un errore, piuttosto che rincorrerlo, commettendone altri ed aprendo il campo a chi su questa vicende costruisce una battaglia politica.
Come era ovvio, viste leggi e regolamenti, la proposta di Referendum avanzata dalla Lega nei giorni scorsi è stata cassata, senonchè proprio in concomitanza con “Il giorno della Memoria” è stata varata una norma regionale minante, a mio personale e magari sbagliato modo di vedere, in modo esplicito i principi di uguaglianza e di libertà religiosa.
Non sono ne un tecnico ne un esperto giuridico ma mi pongo una domanda pur non conoscendone il testo preciso in questo momento: sarà cassabile dalla Consulta questa norma?
Ma passiamo alla parte meno tecnica e più politica ed ideologica. A varare la norma un Consiglio presieduto da uno dei leader di un movimento politico proclamatosi di volta in volta libertario, indipendentista, federalista e autonomista, un movimento ed un leader che oggi invece agiscono da Podestà, calando dall’alto vincoli alle comunità, come farebbe un esperto centralista.
Si parla in questi giorni di integralismo islamico. Questo integralismo esce vincente, in queste ore, in questa regione, grazie ad un altro integralismo, quello cattolico che ha ingaggiato la battaglia locale varando una norma che va a creare enormi difficoltà a tutte le religioni che non siano quella cattolica, tanto che contro questa norma si sono schierati anche i rappresentanti delle altre 11 confessioni presenti in Lombardia.
Come leggo su “La stampa-online”: «Netto dissenso» esprime la Conferenza Evangelica nazionale, mentre i Valdesi scrivono che «ancora una volta in Italia si dimostra che la tutela della libertà di religione e di pensiero non è un dato acquisito».
Aldilà della legittimità della norma e della sua eventuale applicazione nella vicenda canturina (tutto da appurare davanti al testo) vedere telecamere, limitazioni urbanistico-edilizie praticamente impossibili da superare e organi regionali di censura che sottraggono autonomia agli enti locali, mi porta a pensare una cosa: semmai esista una guerra tra religioni questa battaglia non è stata vinta da una parte, ma persa dall’altra che, autisticamente comportandosi, davanti all’assenza di risposte legate all’intelletto è passata alle vie di fatto, vie di uno stampo non propriamente legate al confronto, anzi, semmai, sommarie e isolazioniste.
Giorgio Bargna
venerdì 16 gennaio 2015
(Effetto) Domino II
martedì 13 gennaio 2015
La libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente
Sono iscritto a parecchie newsletters, tra queste anche una gestita da Marco Tarchi, sostanzialmente l'alter ego italiano di Alain de Benoist per anni; da lui mi giunge questa riflessione del pensatore francese che voglio condividere. Potete leggere qui l'articolo originale, io vi lascio in calce la traduzione.
Evidenzio i punti a mio avviso salienti, buona lettura.
sabato 10 gennaio 2015
(Effetto) Domino
Basta “guardarsi in torno” per scolpire chiaro nelle nostre cortecce cerebrali il convincimento che l’Italia probabilmente non vedrà mai la rivoluzione e neppure delle serie riforme. Ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di “assaporarsi” un immagine che immortalava prestigiosi uomini politici mescolati con palazzinari, mafiosi d'alto bordo, giornalisti mezzani, direttori nominati di reti televisive, puttane e parassiti di ogni fronda. Osservare un parlamentare all’interno di questo insieme può semplicemente portare ad una sola conclusione: gli strali lanciati contro la mafia ed il malaffare, le polemiche debordanti, gli scontri dialetticamente cruenti che ogni giorno ci vengono propinati altro non sono che il “teatrino della politica”, l’esecuzione artistica della parodia della politica…ma la via è concretezza e questo cancro sta divorando il Paese attraverso delle metastasi devastanti che possiamo identificare tranquillamente nel clientelismo, nella burocrazia, nel parassitismo e nella corruzione, nella mentalità mafiosa diffusa e capillare che ritroviamo ormai presenti in ogni scenario delle nostre vite.
Ho tradotto in mie considerazioni quanto scritto da Massimo Fini, ho disegnate nella mia mente queste immagini da quando ero un bambino, ho visto passare sotto i miei occhi “Tangentopoli”, ora assisto ancor più esterrefatto agli eventi di “Roma Capitale” e gli sviluppi successivi.
Scriveva recentemente Massimo Fini sugli ultimi eventi:
“Da allora e dalla successiva Tangentopoli nulla è cambiato. Se non in peggio. Se prima era la politica corrotta e corruttibile a comandare, adesso deve ubbidire alla criminalità cui si è intrecciata. Siamo governati dalla banda della Magliana. E non poteva che finire così. Perché una classe dirigente interamente corrotta, se in questo termine facciamo rientrare anche il clientelismo, il parassitismo, la mentalità mafiosa di cui parlavo in quel lontano articolo del 1979, non poteva combattere il sistema del malaffare senza scavarsi la fossa sotto i piedi”.
Io sono convinto che la malavita, quella seria, non quella dei ladri di polli, abbia sempre compartecipato alla direzione della danza, magari sotto mentite spoglie, che essa non sia una conseguenza, ma una delle concause.
L’Italia probabilmente non vedrà mai la rivoluzione e neppure delle serie riforme poiché il massimo boato dell’italiano onesto è stato un approccio timido ai voti verso movimenti alternativi (a seconda delle fasi Lega e M5S) ed ora l’astensionismo che seppure è un messaggio importante non ha gli effetti di una ribellione. Ma in fondo, senza una rivoluzione di tipo culturale antecedente, è meglio che non vi sia una rivoluzione pratica.
Che si arrivasse a questo stato di fatto poteva essere logico? Elaboro il concetto prendendo sempre spunto da Fini e lo dettaglio con la mia visuale.
La democrazia trova il proprio punto debole nella sua massima espressione: la scelta da parte dei cittadini dei propri rappresentanti. Nelle idee dell’integralismo democratico si contemplava che si dovessero scegliere semplicemente dei singoli individui in rappresentanza, ma la presenza pressoché immediata dei partiti ha annullato di fatto questa prerogativa; i singoli individui quindi sono stati soverchiati dalle oligarchie. Va tenuta in considerazione un’ altra variabile della situazione: la competizione elettorale obbliga il partito a prendere delle scelte non sempre dello stampo migliore; sostanzialmente, almeno per quanto riguarda il consenso, in parte la politica si lascia guidare dagli umori degli elettori.
Avendo necessità di finanziamento i partiti sono diventati ben presto preda della corruzione e come dettaglia Fini:
“Paesi di frontiera fra Est e Ovest, i suoi partiti sono stati finanziati per decenni da potenze straniere, Dc e Psdi dagli americani, il Pci dall'Urss. Restavano fuori i socialisti che non a caso saranno i più assatanati durante l'epopea di Tangentopoli. In seguito, illanguidendosi quei finanziamenti esteri, lo scenario cambia”.
Descrive Fini, a suo avviso, l’ultima parte della corruzione in Italia: “Nemmeno l'avvertimento di Mani Pulite è servito ai partiti per emendarsi. Al contrario, ci hanno messo pochi anni a trasformare i ladri in vittime e la Magistratura nel bersaglio preferito. Del resto una classe partitica interamente corrotta, al 100% se nel termine facciamo rientrare anche il clientelismo, il familismo, la mentalità intimamente mafiosa, non poteva combattere seriamente la corruzione senza scavarsi la fossa sotto i piedi. E così arriviamo alla quarta fase, all'oggi. Ma con una differenza di non poco conto che è stata sottolineata da tutti. Se prima era la politica corrotta e corruttibile a dirigere le danze, adesso deve ubbidire alla criminalità cui si è strettamente intrecciata. Non solo a Roma ma in tutte le regioni del Paese e quindi nell'Italia intera, noi siamo governati non da coloro che formalmente rappresentano le Istituzioni, ma da una qualche 'banda della Magliana' ”.
Scrivevo all’inizio che l’Italia probabilmente non vedrà mai la rivoluzione e neppure delle serie riforme; possiamo darci una speranza? Solo se lo vogliamo con tutte le nostre forze e le nostre capacità, la nostra onestà individuale.
Troppi tra noi hanno presunzione di onestà intellettuale ritenendosi, di fatto, vittime del sistema ed addossando in toto le colpe ai politici, ai fannulloni ed in genere al proprio prossimo; troppi non avvertono la necessità, il dovere, di essere attori nell’attuazione di cambiamenti personali di grande entità, troppi non avvertono alcun senso di colpa dinanzi allo scempio a cui assistiamo.
Di questo passo, con queste convinzioni, non si uscirà mai da questo obbrobrio, la colpa è anche e forse soprattutto di milioni di persone ignare di averlo determinato con le proprie azioni viziose. Tra questi soggetti ci sono stato (in parte ci sono ancora) io e ci sei, molto probabilmente, anche tu che in questo frangente stai leggendo. Ho parlato anche di me, non sono immune, ma oggi se vogliamo cambiare insieme mi sento autorizzato ad inquadrare soprattutto te affinché tu non ti senta autorizzato a stare alla finestra a guardare.
Avendo noi, di fatto, consentito lo sviluppo di questa situazione critica sta a noi, a me e a te, costruire la soluzione! Non sono richieste grandi cose, solo di fare ciascuno una piccola parte. Non occorre poi chissà cosa, volendo si può partire anche semplicemente da quanto indico qui per poi andare, volendo, oltre tramite un vero impegno socio-culturale.
Direi che già mi sono dilungato parecchio, scriveremo e leggeremo prossimamente magari di istruzione, di immigrazione e di lavoro e delle paure che conseguono a questi due ultimi temi citati che spesso viaggiano collegati.
(continua)
domenica 21 ottobre 2007
ERA SOLO UN SOGNO,VERO?
Qualche sera fa stavo gustando un delizioso caciucco preparato dalle abili mani di mia moglie,nel frattempo,oltre che abusare fuorimisura di una bottiglia di verdicchio,seguivo l'edizione serale di un TG.Una delle notizie narrava di clandestini naufragati sulle coste della Sicilia.Alla fine del TG annebbiato dal troppo bere mi sono trasferito sul comodo divano che mi attendeva qualche metro più in la,complice il palinsesto estivo della TV non c'è voluto molto ad appisolarmi.Nel pieno del mio russare mi appare in sogno (oppure era un incubo?) un pellerossa di età avanzata con in testa il copricapo tipico di un Grande Capo Indiano.Mi racconta di quando lui e la sua gente si lanciavano in felici scorribande a caccia di mastodontici bisonti,e,di quando felici e spensierate le tribù indiane pescavano a mano libera nei fiumi.Poi,mentre una ruga di tristezza attraversa il suo volto,mi racconta di quando per la prima volta uomini dal viso pallido si avvicinarono al suo villaggio;erano semplici famiglie di agricoltori e pastori che cercavano solamente una nuova terra dove rifarsi dalla sfortuna che li aveva colpiti in Inghilterra.Dopo di loro,che erano gentili ed amichevoli,piano piano,poco alla volta cominciarono ad arrivare personaggi sempre meno socievoli e sempre più armati fino a capire un giorno,che questi masnaderi altro non erano che dei galeotti inglesi che erano stati spediti li dal loro governo che,non sapendo come sbarazzarsene,non trovò idea migliore che spargerli in giro per il mondo.Con un affievolamento della sua ruga mi guarda e, col sorriso beffardo di chi si gusta una piccola rivincita,mi dice:oggi i vostri governi occidentali ospitano ed aiutano tanta brava gente che arriva da paesi più sfortunati dei vostri,ATTENTI,i governi di quei paesi approfittano di loro per aggregargli delinquenti di ogni genere e fanatici religiosi che non sanno più come gestire.Mi sono svegliato trasecolante ma subito ho realizzato che si trattava solo di un sogno,perchè era solo un sogno.......VERO???
....................OGGI E' L'11 SETTEMBRE...........................
Giorgio








