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giovedì 7 maggio 2026

Pedemontana: traffico, costi e l'incubo diossina che ritorna



Ci sono temi che non dovrebbero avere colore politico, ma semplicemente essere trattati con buonsenso.
Torniamo a parlare della tratta Lentate - Cesano Maderno che sarebbe la parte iniziale della Superstrada Milano Meda.
Su questa vicenda Patto per Il Nord si è speso molto, compreso un presidio ad Affori, altri movomenti politici di opposizione si sono mossi, comitati si sono formati, ma da parte  Regione Lombardia e organi competenti soltanto no, al limite vaghe risposte.
Aldilà del costo a cui andranno incontro i pendolari, che spenderanno un centinaio di euro al mese, a cui andranno incontro automobilisti di ogni genere, pensionati e disabili compresi, vi sono effetti collaterali che andranno a colpire anche chi la superstrada in questione non la utilizzano, rei di viverne ai bordi.
E' garantito infatti un intenso aumento di traffico e inquinamento, anche acustico, nei centri abitati della Brianza e del Comasco.
Eh si signori, non semplicemente  effetti pesanti non solo per cittadini e imprese, ma anche sulla viabilità locale, le strade secondarie diventeranno percorsi alternativi gratuiti, ergo, oltre l'aumento del traffico e dell'inquinamento potremmo includere rischi anche per chi il mattino va a scuola, tanto per fare il più banale degli esempi.
Ma dobbiamo aggiungere un tema che a molti sfugge ed ad altri conviene tacere.
I lavori di trasformazione della superstrada Milano-Meda (SP ex SS 35) nella Tratta B2 dell'Autostrada Pedemontana Lombarda coinvolgeranno aree di Seveso, Meda e Cesano Maderno, storicamente contaminate dalla diossina TCDD dopo il disastro ICMESA del 1976.L'introduzione del pedaggio è legata alla realizzazione di questa nuova opera, il cui progetto prevede la bonifica dei terreni prima della costruzione.
Per quanto siano in corso lavori di bonifica su una superficie di circa 100.000 metri quadrati nei comuni interessati, con l'obiettivo di mettere in sicurezza le aree, comitati ambientalisti, ma soprattutto analisi dell'ARPA hanno segnalato criticità, evidenziando che in alcune zone i livelli di diossina superano i limiti di legge, complicando le operazioni.
A Seveso e Meda c'è preoccupazione per il movimento terra e lo spostamento dei teli di copertura dei terreni già bonificati, a causa del rischio di inalazione o dispersione dei residui.
Insomma, tra pedaggi onerosi, traffico in tilt, strade secondarie paralizzate e l'incubo diossina che ritorna, la Pedemontana si conferma un progetto calato dall'alto, dannoso e anacronistico. Regione Lombardia fermi i lavori: il territorio di Seveso, Meda e Cesano Maderno ha già pagato abbastanza.
La battaglia contro la Pedemontana non è solo politica, è una battaglia di civiltà per il diritto alla salute e alla viabilità della Brianza e del Comasco.
Ci sono battaglie che superano le bandiere: la Tratta B2 della Pedemontana è una di queste. Trasformare la Milano-Meda in un’autostrada a pagamento non è progresso, è un attacco al nostro territorio.

Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como



 

lunedì 2 febbraio 2026

Pedaggio sulla “Milano – Meda”, una tassa a danno di pendolari ed imprese

 


Lo scorso sabato 31 Gennaio Patto per il Nord ha organizzato un presidio presso la parte iniziale in Milano della Superstrada "Milano - Meda".

La Milano-Meda (SP ex SS 35) è una superstrada gratuita, ma è previsto che prossimamente diventi a pagamento integrandosi nella Pedemontana Lombarda (tratta B2), tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno. 

Il pedaggio per i circa 13 km, calcolato andata e ritorno, ammonterà a 9 euro giornalieri per i pendolari e per le aziende che usufruiscono della tratta, nel primo caso sarà una sorta di decurtazione dello stipendio, nel secondo porterà ad un aumento delle merci trasportate; soprattutto a livello locale metterà in difficoltà molti fornitori e molte piccole aziende che creano il tessuto economico locale. 

La tratta oggi non prevede pedaggi, ma è in corso di riqualificazione per connettersi alla Pedemontana.

Questi lavori tra le altre cose prevedono modifiche su terreni che anni fa furono contaminati dalla diossina di Seveso; tredici km di terza corsia non serviranno ad altro che a spostare l'imbuto del traffico qualche km più avanti.

Questo pedaggio sposterà ovviamente molte auto e camion dalla superstrada al traffico locale, con ovvio aumento del traffico in paesi e cittadine che già subiscono problemi con i passaggi a livello di Trenord e ovviamente con un impatto ambientale enorme.

Non esiste una logica in questa scelta se non quella economica a favore di chi incasserà i  pedaggi quando basterebbe l’1,5% del residuo fiscale lombardo per mantenere la gratuità della strada.

Siamo di fronte al paradosso di una strada statale pubblica trasformata in autostrada, sostanzialmente una nuova tassa introdotta a danno di cittadini, pendolari ed aziende.

Patto per il Nord ha fatto sentire la propria voce politica, così come hanno fatto, in realtà, le amministrazioni locali della zona, ma la voce che manca è quella di chi utilizza questa strada più o meno frequentemente.

Unitevi in comitati, fate sentire la vostra voce, difendete i vostri stipendi, che la voce non sia solo politica, ma che sia anche dei cittadini.

Noi se occorre vi daremo supporto, ma gli attori in questo caso dovete essere voi.


Giorgio Bargna

Segretario Provinciale 

Patto per il Nord  Como