domenica 24 maggio 2026
Portafogli a dieta: il caso Como e la trappola dei rincari
venerdì 22 maggio 2026
La Repubblica delle Comunità: perché il Comune è il vero Ente Centrale
giovedì 7 maggio 2026
Pedemontana: traffico, costi e l'incubo diossina che ritorna
sabato 25 aprile 2026
FiIGLI DI UN BENESSERE CHE NON SA PIU' CREARE
Affidiamoci ancora una volta ai dati pubblicati dal quotidiano locale "La Provincia di Como" per poi sviluppare un tema.
Parliamo degli artigiani, e non solo di Cantù, stiamo parlando di una città che era strutturata sull'artigianato ed il piccolo commercio, una di quelle che più paga dazio, ma il discorso secondo me fila anche altrove.
Nel 2025 le imprese artigiane canturine sono scese da 1.299 a 1.231 unità, 68 in meno.
Il quotidiano ci racconta che ogni settimana sparisce un attività, ma anche che nell'arco dell'ultimo decennio vi è stato un calo del 14,57%.
Chi rappresenta la categoria a livello di associazioni ovviamente guarda la parte piena del bicchiere, ma davanti a questi dati non si può nascondere la testa sotto terra.
E' chiaro anche a me che i tempi in cui sotto ogni appartamento a Cantù vi era una bottega artigiana sono un ricordo, ma mi è chiaro, che, malgrado i cambiamenti di mercato, un patrimonio culturale ed economico non possa essere buttato tra le ortiche.
Ma dicevo non solo artigiano, leggendo l'articolo scopriamo anche che a Cantù, nel 2025, chiudeva anche un negozio ogni settimana.
Oggi è vero che esistono le tensioni internazionali (ma c'erano e anche più marcate negli anni addietro), che viviamo una supposta incertezza economica, che sopportiamo l’aumento dei costi e veniamo affossati da un assurda burocrazia, ma queste, se in parte sono dinamiche, in altra visione sono scusanti.
Oggi chi come me è nato negli anni 60 va in pensione portandosi dietro la sua dote di capacità e voglia di produrre con il cuore.
Dietro di noi c'è il nulla purtroppo.
In parte la colpa è nostra che "abbiamo sognato la laurea dei nostri figli", in parte i nostri figli non hanno conosciuto la "fame", non tanto quella del cibo, ma quella di faticare per imparare un lavoro, sicuramente duro, ma gratificante come quello dell'artigiano o del commerciante.
Si dice spesso che oggi non incoraggiamo i giovani, visti certi contratti capestro, ma dimentichiamo che chi ha la mia età a messo a disposizione il sacrificio, lavorando spesso al limite del gratis per anni, per imparare un lavoro, un arte, una produzione fatta col cuore.
Oggi manca proprio questo, il cuore.
Manca alle imprese, che , posso capire davanti al mercato, hanno abbandonato (salvo rare eccezioni) la qualità ed il sacrificio.
Manca a noi genitori che non siamo stati capaci di trasmettere la cultura del lavoro.
Manca a questi ragazzi che non hanno stimoli, nati troppo ricchi per aver bisogno di maturare e competere.
Manca ad una società che si è votata all'usa e getta.
Oggi se cerchiamo su internet le soluzioni ci suggeriscono una serie di interventi di strategia, utili ed efficaci sicuramente, ma che non comprendono che, malgrado questo, tra dieci anni non avremo nessuno in grado di sostituire nemmeno la molla di una tapparella.
Qui occorre intervenire sul territorio.
Ripristinare il senso di appartenenza, a Cantù come a Recanati, ad una categoria ed ad una storia.
Occorre far rinascere una comunità.
Bisogna capire tutti insieme che anche in un mondo che punta ad altro non si può vivere senza un falegname, un idraulico o un ferramenta esperto.
Torniamo a puntare sul sacrificio, sulla scuola professionale ed all'insegnamento, altrimenti vivremo solamente di un caro e ricattante usa e getta.
Giorgio Bargna
mercoledì 22 aprile 2026
Mussolini e il pane quotidiano
lunedì 2 febbraio 2026
Pedaggio sulla “Milano – Meda”, una tassa a danno di pendolari ed imprese
Lo scorso sabato 31 Gennaio Patto per il Nord ha organizzato un presidio presso la parte iniziale in Milano della Superstrada "Milano - Meda".
La Milano-Meda (SP ex SS 35) è una superstrada gratuita, ma è previsto che prossimamente diventi a pagamento integrandosi nella Pedemontana Lombarda (tratta B2), tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno.
Il pedaggio per i circa 13 km, calcolato andata e ritorno, ammonterà a 9 euro giornalieri per i pendolari e per le aziende che usufruiscono della tratta, nel primo caso sarà una sorta di decurtazione dello stipendio, nel secondo porterà ad un aumento delle merci trasportate; soprattutto a livello locale metterà in difficoltà molti fornitori e molte piccole aziende che creano il tessuto economico locale.
La tratta oggi non prevede pedaggi, ma è in corso di riqualificazione per connettersi alla Pedemontana.
Questi lavori tra le altre cose prevedono modifiche su terreni che anni fa furono contaminati dalla diossina di Seveso; tredici km di terza corsia non serviranno ad altro che a spostare l'imbuto del traffico qualche km più avanti.
Questo pedaggio sposterà ovviamente molte auto e camion dalla superstrada al traffico locale, con ovvio aumento del traffico in paesi e cittadine che già subiscono problemi con i passaggi a livello di Trenord e ovviamente con un impatto ambientale enorme.
Non esiste una logica in questa scelta se non quella economica a favore di chi incasserà i pedaggi quando basterebbe l’1,5% del residuo fiscale lombardo per mantenere la gratuità della strada.
Siamo di fronte al paradosso di una strada statale pubblica trasformata in autostrada, sostanzialmente una nuova tassa introdotta a danno di cittadini, pendolari ed aziende.
Patto per il Nord ha fatto sentire la propria voce politica, così come hanno fatto, in realtà, le amministrazioni locali della zona, ma la voce che manca è quella di chi utilizza questa strada più o meno frequentemente.
Unitevi in comitati, fate sentire la vostra voce, difendete i vostri stipendi, che la voce non sia solo politica, ma che sia anche dei cittadini.
Noi se occorre vi daremo supporto, ma gli attori in questo caso dovete essere voi.
Giorgio Bargna
Segretario Provinciale
Patto per il Nord Como
sabato 1 luglio 2023
Riflessioni su "L'appello ai Canturini", il valore ed il possibile sviluppo
E’ rimbalzato alla cronaca politica delle ultime settimane l’ "Appello Politico a tutti i Canturini" lanciato da 25 esponenti della “Società Civile” capitanati da Sergio Marelli e sottoscritto in seguito da altre numerose persone.
Essendo da tempi non sospetti sostenitore di pratiche inclusive e di democrazia diretta e partecipata, non mi sono potuto certo esimere da firmare questo appello, anche e perché negli scorsi anni, in compagnia di una persona, che so essere schiva e quindi non cito, ho riscritto quella parte di Statuto Comunale Canturino che riguarda questo argomento.
Sono pienamente d'accordo con i primi firmatari che questo accordo vada innanzitutto sottoscritto dal numero più alto possibile di cittadini, che poi vada illustrato ad ogni forza politica presente sul territorio; ma sono anche convinto che poi vada tradotto in un azione politica concreta da parte dei sottoscrittori .
Lasciare che rimanga un semplice Manifesto Politico sarebbe innanzitutto uno spreco, poi in seconda battuta verrebbe dimenticato dai media e dai cittadini ed ignorato volontariamente da ogni organizzazione politica che fa riferimento alla politica tradizionale.
Bisogna quindi agire e due sole sono le possibilità: la costituzione di un comitato che sfrutti ogni forma di democrazia diretta per entrare nel dibattito canturino, oppure creare un movimento politico che abbia come punto centrale del proprio programma tutto quello che è elencato nell'appello.
Io sono decisamente per la seconda opzione.
Però affinchè funzioni dovrà essere l'unione d'intenti da parte di gente di "buona volontà" che si svincola dai propri legami politici, non può essere la coalizione di più movimenti, ma deve essere la coalizione di più persone che credono in questo appello e nelle pratiche inclusive e nella Democrazia Diretta e Partecipata.
Da qui i miei due appelli.
Il primo ai Cittadini, firmate anche voi.
Il secondo agli aderenti tutti, trasformiamo questo pensiero in azione politica concreta, creiamo quella che potrei definire "Alleanza Democratica Canturina", doniamo linfa vitale per la nostra politica locale un pò dormiente.
Cito Walt Disney, "L'unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere parlare e iniziare a fare".
E' ora di fare, mettiamo da parte l'oratoria e vediamo di concretizzare questo splendido pensiero.
Come sempre grazie per la pazienza,
Giorgio Bargna
domenica 3 marzo 2019
La nuova sfida
Ma restiamo su Cantù, "Lavori in Corso", lista veramente civica, esperienza quasi unica di un movimento nato dal basso che raccoglie aderenti che provengono da ogni area politica e presumo unica lista civica che abbia mai governato una città di circa 40.000 abitanti.
Negli anni questo movimento ha avuto diversi assetti organizzativi, sono entrate e uscite parecchie persone (alcune veramente valide, politicamente di buona visione), cambiato non so quante sedi e/o luoghi di ritrovo, ha vissuto con forza l'opposizione e vissuto con forte passione e qualche momento di forte emotività l'amministrare Cantù.
Negli anni due cose non sono mai cambiate, la decisione assembleare delle scelte e alcuni capisaldi tra i militanti, tra tutti spiccavano Enzo Latorraca e Claudio Bizzozero, un unico obbiettivo, spesso due modi diversi di interpretarlo.
Negli ultimi due anni è venuta a mancare questa seconda peculiarità.
Alla fine del mandato amministrativo Claudio ha sentito la necessità di scorare le tossine dell'impegno assunto seguendo solo marginalmente e "fuori Cantù" la politica.
Enzo, dopo anni di militanza in LiC, da indipendente, si presenterà come candidato Sindaco in un alleanza che ospita un "partito romano"; a mio avviso un percorso contrario alla logica ma che sicuramente avrà il suo perchè e che rispetto.
Per fortuna "Lavori in Corso", grazie anche e soprattutto a loro, ha seguito un percorso di maturazione tale da potersi permettere di continuare la propria azione anche senza le due figure che per anni l'hanno guidata.
Sarà, per quanto già scritto qualche riga sopra, l'Assemblea a dettare le scelte di questa prossima campagna elettorale cittadina, questo però non mi impedisce di esternare alcuni pensieri in merito.
Cantù, elettoralmente, è una città di destra, con elettori che fanno richieste e ragionano secondo questo pensiero. Starà a LiC sapere recepire queste mostranze e farle proprie, portandole avanti col proprio stile, che sicuramente prevede colpi di fioretto, anche se precisi e significativi, e non di sciabola.
Starà a Lic raccogliere dentro di se, attorno a se e alla fine dentro le urne quel popolo di destra canturino che in questi anni non si è sentito soddisfatto dalle azioni della coalizione di centro-destra canturina, ma innanzitutto ascoltarne, capirne e soddisfarne le istanze.
Sarà proprio la maturità politica acquisita a portare a capire queste esigenze alla parte più mancina dell'Assemblea e di contraltare a suggerire alla parte destrorsa di ascoltare ancora una volta le istanze dei cittadini di sinistra che non si affidano a "gioiose macchine da guerra".
Staremo comunque a vedere, buone elezioni a tutti,
Giorgio Bargna













