mercoledì 25 febbraio 2026

MACABRI TALK SHOW



Ci occupiamo oggi di un fenomeno sociale che entra nelle nostre case, quotidianamente, ormai da anni.

Chiediamoci quanto incidono le trasmissioni televisive sui fatti di cronaca e i processi.

Io credo sia innegabile che le trasmissioni televisive in Italia incidano in modo significativo sui fatti di cronaca nera e sui processi giudiziari, riuscendo spesso e volentieri a trasformarli in veri e propri "processi mediatici" che rischiano di condizionare l'opinione pubblica e, in casi estremi, le indagini stesse.

Talk show e programmi di approfondimento tendono a ricostruire casi giudiziali, formando "mostri" o innocenti prima della sentenza definitiva. Gli atti processuali, come intercettazioni e verbali, vengono spesso diffusi, decontestualizzati e commentati in studio, influenzando la percezione di colpevolezza.

La forte esposizione mediatica può, indirettamente, influenzare il corso delle indagini, esercitare pressione sugli inquirenti o condizionare la memoria e la testimonianza di persone coinvolte.

Teniamo presente che investigatori e magistrati, in  quanto esseri umani, non sono immuni dalla pressione dell'audience, il che può spingerli più o meno inconsciamente verso soluzioni rapide o clamorose, anche perché a volte si assiste a una narrazione mediatica che contrasta l'operato della magistratura, con il rischio di influenzare la percezione di imparzialità.

Tra l'altro si è assistito a casi di magistrati che hanno utilizzato la televisione per comunicare le proprie indagini.

I "Processi Mediatici" sovente si sostituiscono alle aule di giustizia, creando un'opinione pubblica che giudica prima delle sentenze definitive. Inoltre la forte esposizione mediatica, indirettamente, potrebbe condizionare la memoria e la testimonianza di persone coinvolte.

Vi è anche un altro elemento a non sottovalutare, il linciaggio mediatico, il mancato rispetto del diritto alla presunzione di innocenza, possono causare gravi danni reputazionali agli indagati, anche prima di un eventuale rinvio a giudizio o condanna. 

Vi aggiungo alla fine di questa riflessione un testo molto interessante e molto critico che trovate nell'originale a questo link.

"Quante trasmissioni hanno fatto sul delitto di Garlasco? Centinaia di programmi a spaccare il capello in quattro coinvolgendo avvocati, opinionisti e vari esperti investigativi. Ore ed ore a discutere su un biglietto del parcheggio uscito fuori vent’anni dopo dal cassetto di Sempio. Che c’è di strano? Chi è che non custodisce i tagliandini del parcometro per anni, è la cosa più normale di questo mondo!  Per non parlare delle ore a speculare su un presunto video hard della povera ragazza girato con il suo fidanzato. La poveretta non trova pace neanche da morta. 

Poi veniamo a conoscenza dell’esistenza di un’organizzazione criminale globale impegnata in abusi sessuali, tratta e sfruttamento sistematico di donne e bambine – una rete che coinvolge anche le élite politiche, economiche e mediatiche europee – e tutto improvvisamente viene messo a tacere. Milioni di prove schiaccianti nei cosiddetti Epstein file rivelano ragazze costrette in condizioni di schiavitù sessuale, torture, sparizioni e veri e propri crimini contro l’umanità. Vittime abusate da personalità di alto rango dell’Occidente, tra Stati Uniti ed Europa: criminali, pedofili, torturatori coinvolti in pratiche sataniche e, si vocifera, perfino cannibalismo. Dietro a tutto questo l’ombra dei ricatti del Mossad. Eppure, i grandi media restano in silenzio o, al massimo, mandano qualche servizio a notte fonda. In compenso, continuano puntigliosamente ad analizzare un biglietto del parcometro e le celle agganciate dal cellulare di quel Sempio. Assurdo e vergognoso".

E come diceva Maurizio Costanzo: Buona televisione a tutti!!!

Grazie per l'attenzione,

Giorgio Bargna

 

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