Tra i tanti temi che attanagliano i nostri territori, oggi scegliamo di trattarne uno molto caro al Presidente Federale di Patto per il Nord Roberto Bernardelli ed anche al Sindacato del Nord.
Parliamo del Diritto al Lavoro, parliamo del Diritto ad un Esistenza Libera e Dignitosa.
Due diritti che sono correlati strettamente a persone e famiglie che hanno il diritto di vivere sia dignitosamente che serenamente.
Parliamo di donne e uomini, più o meno giovani, lavoratori e/o pensionati, parliamo di ragazzi che hanno diritto a un futuro, a casa propria, non emigrando.
Questo riguarda tutti, chi lavora da dipendente e chi ha aperto una partita IVA, chi sta nel privato e chi lavora nel pubblico, oggi tutti siamo vessati da uno Stato Despota.
Certo è che l'economia paga l'emersione di nuovi paesi, sia come produzione che come consumo, certo è che essendo "pancia molle" in Europa paghiamo dazio, certo è che come Territori del Nord dovremmo prendere in mano la situazione nell' UE, visto che ne siamo uno dei motori trainanti, ma oggi è certo che, grazie alla sottomissione delle forze politiche romane, paghiamo dazio in povertà e difficoltà.
Viviamo di stipendi falsati e di pensioni che chiedono vendetta.
Ci sono anziani che devono rinunciare al riscaldamento ed alle cure mediche, così come anche sempre più famiglie.
Tutto questo crea inevitabilmente un calo demografico che renderà difficile sostituire i circa 6 milioni di lavoratori che andranno in pensione entro il 2035, mettendo pressione sul mercato del lavoro.
Tutto questo porta inevitabilmente ad un aumento dei pensionati che mantengono un'occupazione regolare (444 mila nel 2021, +13,3% rispetto al 2020) spesso per necessità personale o per sostenere le famiglie.
In Italia, nel 2024, quasi 4,6 milioni di pensionati (il 28,1% del totale) percepiscono meno di 1.000 euro al mese e non è che con 1.300 si navighi nell'oro e consideriamo che a causa del passaggio al sistema contributivo puro, chi va in pensione oggi conta su un tasso di sostituzione dell'81,5% rispetto all'ultima busta paga, ma per i giovani lavoratori questo scenderà al 64,8% nel 2060, prospettando pensionati sempre più poveri.
I salari in Italia faticano a recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi anni, rimanendo tra i più bassi nell'area OECD, più di un lavoratore su dieci vive in una famiglia a rischio povertà, con retribuzioni spesso inferiori al 60% della mediana, i prezzi dei beni alimentari sono aumentati drasticamente (+30-34% nell'ultimo decennio) e i costi abitativi/affitti sono cresciuti tra il 28% e il 60%, rendendo difficile la gestione del quotidiano.
Settori come l'automotive, gli elettrodomestici e la siderurgia, ma anche il tessile o l'edilizia, per fare degli esempi, vedono un aumento non solo della cassa integrazione, ma anche dei licenziamenti.
Sarò ripetitivo, sarò nauseante, ma dobbiamo spingere sempre di più al rientro dal residuo fiscale ed all'applicazione delle gabbie salariali.
Oggi non dobbiamo più separarci tra destra e sinistra, non dobbiamo più dividerci tra settore pubblico o privato, oggi ci dobbiamo unire tutti a difesa del nostro futuro.
Patto per il Nord, il Sindacato del Nord, sono qui per raggiungere anche questo obbiettivo, lottiamo insieme per il Nostro Futuro.
Unisciti a Noi, lottiamo insieme per riprenderci il diritto di una vita serena e felice.
Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como

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