Visualizzazione post con etichetta Umberto Bossi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Umberto Bossi. Mostra tutti i post

sabato 13 giugno 2026

Giorgio Masocco: il Doge, il fratello, l’amico leale

 



Negli scorsi giorni, trattando di politica locale, sulle pagine canturine del quotidiano "La Provincia di Como", è finalmente emersa con forza sul territorio la presenza del movimento Patto per il Nord. 

Eppure, non sarà questo il tema principale di queste righe, per quanto rappresenti il perfetto trait d’union che collega Giorgio Masocco e Giorgio Bargna.

Tra me e Masocco non c'è una semplice amicizia o un banale rispetto: c'è una vera e propria fratellanza. Non quella di chi si ritrova al bar per giocare a carte o parlare di calcio, ma quella di chi condivide l'amore viscerale per il proprio territorio e accusa una certa classe politica — soprattutto chi in passato aveva promesso la luna — di averlo colpevolmente abbandonato. 

Voglio un immenso bene a Giorgio, l'unica persona, tra l'altro, ad avermi teso la mano nel momento del bisogno, tra mille persone che si sono nascoste.

Io e il Doge di Cantù arriviamo da storie e percorsi politici nati su fronti diversi. Eppure, da diversi anni, le nostre strade convergono con determinazione verso un unico, grande obiettivo comune: difendere e rilanciare la nostra terra.

Giorgio è noto per uno stile comunicativo diretto e spesso provocatorio; io, al contrario, sono più riflessivo, diplomatico e giornalistico.

Durante la sua carriera politica, Giorgio ha avuto il coraggio – o la follia – di presentarsi in via Bellerio per dare sfogo a tutta la sua franchezza contro la Lega Nord, decretando così la fine di un percorso brillante. È rimasto celebre anche per le sue proteste simboliche, come il "rogo" delle camicie e dei fazzoletti verdi nel 2015, che sancì la sua rottura definitiva con il partito.

Io, pur essendo idealmente più leghista, autonomista e federalista dei leghisti stessi, non sono mai stato iscritto alla Lega. Ho scelto di fare politica locale all'interno di una lista civica, restando fedele ai miei ideali autonomisti: nessun atto simbolico o clamore, ma un lavoro per il territorio portato avanti con fermezza e discrezione.

Era la mattina del Consiglio Comunale in cui Giorgio si preparava ad attaccare la Lega. Ivano, un amico comune, mi chiamò per dirmi che Giorgio voleva mostrarmi il suo intervento per avere un parere, poiché stimava il mio stile di scrittura sul web. Quel testo si rivelò perfetto, impeccabile nella forma e nella sostanza politica. Ma vi assicuro che, anche se non lo fosse stato, non avrei mai avuto il coraggio di toccarlo: l'amore che trasudava da quelle parole era travolgente. 

Il nostro sodalizio è nato quel giorno, anni fa, e continua tuttora.

Ci accomuna anche un altro aspetto: siamo due spiriti liberi, pur esprimendoci in modo differente. Se lui non frena né teme la propria irruenza, io canalizzo la mia indole anarchica nel rispetto del ruolo istituzionale che ricopro, anche se a fronte di un grande sforzo rispetto ai diktat che un'organizzazione politica inevitabilmente impone. 

Da anni, ormai, condividiamo lo stesso percorso politico.

Ricordo il "Fronte di Liberazione Fiscale", il "Grande Nord", il cammino nato a Biassono con Gianni Fava e, oggi, il "Patto per il Nord".

Ma questo articolo, come anticipato, non è dedicato al nostro movimento politico, bensì a Giorgio Masocco. 

All'apparenza può risultare antipatico e aggressivo, ma vi assicuro che è la persona più leale e onesta che io abbia mai conosciuto, soprattutto in uno scenario politico troppo spesso popolato da autentici "figli di buona donna".

Giorgione, è stato un lungo giro di parole, ma tutto si riassume in pochi vocaboli: ti stimo e ti voglio bene!

E ti aspetto per la prossima telefonata all'alba...

domenica 22 marzo 2026

AVANTI DRITTA (Chi si estranea dalla lotta...)



Qualcuno, nascosto tra finte lacrime, camice verdi, tolte dalla naftalina, e condoglianze di circostanza crede che con la morte di Umberto Bossi si sia chiuso un ciclo.

Il sogno, nato decenni fa, invece continua.

Ne hanno fatte di tutte, più o meno sporche, per sputtanare il sogno, negli anni addietro, non ci sono riusciti.

Poi qualcuno si è fatto inglobare dal sistema ed il sogno l'ha venduto, anzi svenduto, anzi tradito.

Ma non l'ha soffocato perché milioni di persone ci credono ancora, primo fra tutti proprio il Senatùr che ha chiamato a raccolta i sognatori.

Da questa chiamata, alla fine del 2024, è nato "Patto per il Nord", in sordina per crescere piano piano.

Non ha portato a se solo ex leghisti ma anche centinaia di autonomisti ed indipendentisti mai affilati alla Lega, ha portato a se un IDEALE!!!

Mi dispiace per chi oggi davanti alla morte di Bossi sogghigna, si accorgerà che siamo vicini, per associazione di idee, alla morte di un martire.

Si accorgerà che molti che si erano allontanati dal sogno ora torneranno a volerlo concretizzare.

Noi, "Patto per il Nord", siamo qui per questo e da oggi inizia la conta su chi vuole restare a sognare e su chi vuole realizzare.

Si è dimenticata "Mani Pulite", non esiste più la "Milano da bere", non esistono ne la prima che la terza Repubblica, si risponde signorsi a Bruxelles, sono passati gli anni ma la questione settentrionale rimane e chi si estranea dalla lotta…

Giorgio Bargna


 

sabato 21 marzo 2026

RIBADISCO PERCHE' HO SCELTO " PATTO PER IL NORD"



In questi giorni in cui il Nord, in cui chi crede nell'Autonomia, piange la scomparsa di Umberto Bossi torno a spiegare perché ho scelto "Patto per il Nord".

Seguo la politica da quando ero bambino e la RAI trasmetteva la "Tribuna Politica" di Jader Jacobelli.

Da ragazzo non ho mai amato il termine "Arco Costituzionale", sapeva già di casta quando ancora nessuno poteva immaginare il futuro.

Quattro persone con il loro carisma, con la loro capacità, la loro intelligenza mi hanno ispirato.

A livello filosofico Alain de Benoist, a livello pratico Giorgio Almirante, Umberto Bossi, Claudio Bizzozero.

Il mio primo voto andò al Movimento Sociale Italiano, innanzitutto perché emarginato, poi per il fascino di Almirante e poi perché in quel periodo mi ispirava l'idea sociale di una destra non fascista, che però dopo la mancata acclamazione a Tarchi abbandonai.

Nasceva poco dopo il "Sogno Padano", i giornalini della Lega Lombarda nelle cassette della posta, Bossi che girava per città e quartieri, verità scomode che venivano portate a galla.

Da sempre ho creduto nelle Regioni Autonome basate sui Municipi, ci credo ancora oggi, lo crederò sempre.

Non mi sono mai iscritto alla Lega, l'ho seguita, sponsorizzata, votata e poi a volte criticata.

Non apprezzai mai la coalizione con Berlusconi e poi nel Maggio del 97 le scelte di Bossi rispetto all'assalto al Campanile di San Marco, alcuni errori e scelte che non sto ad elencare, mi convinsero a  pensare alla politica locale e basta.

Aderii a "Lavori in Corso" (Lista civica canturina), sempre con il sogno bossiano in testa però, li conobbi, incontrai, apprezzai Claudio Bizzozero che considero il mio maestro politico.

Con lui, poi però, non solo la civica canturina ma tanti altri passaggi tra cui "Partito d'Azione Civica", "Movimento Autonomista Lombardo", "Fronte di Liberazione Fiscale", "Grande Nord", il comune filo di tutto questo la Regione Autonoma a Statuto Speciale della Lombardia.

Oggi sono ancora qui con Paolo Grimoldi, Giancarlo Pagliarini, Roberto Bernardelli, Angelo Alessandri, Jonny Crosio, Monica Rizzi, Giuseppe Leoni e molti altri a combattere per il mio sogno lombardo.

Come i Samurai penso che l’essenza di un’azione pura consista nel raggiungere lo scopo dopo aver sfiorato l’abisso dello scacco, ogni giorno è un passaggio in più verso la vittoria.

Patto per il Nord è l'ultimo treno che passa, concreto e determinato e li continuo la mia lotta verso il futuro che voglio per me e le generazioni a venire.

Tutto il resto sono solo chiacchiere e distintivo, citando De Niro.


Giorgio Bargna

Tessera 0624

Patto per il Nord


 

giovedì 19 marzo 2026

NEL TUO NOME, AVANTI TUTTA!!!!!

 


Non ho mai avuto la tessera della Lega, ma vi assicuro di essere il più leghista tra i "leghisti".

Ti saluto Umberto, tu non lo sai, ma io volevo invitarti al mio matrimonio, ma tu il giorno prima celebravi la "Dichiarazione di Indipendenza della Padania" e non ho osato disturbarti.

Tu sei stato il vero motivo che mi ha spinto e mi spinge oggi a fare politica.

Tu sei l'unico che ha portato l'idea di un innovazione sullo scenario politico nazionale.

Tu, da oggi, sappi che nel tuo ricordo, nel tuo onore, nella tua grandezza mi impegnerò ancora di più per portare avanti l'idea federalista.

Meriti che il sogno si coroni, meriti che il Nord abbia dignità.

Ma noi, Lumbard, siamo generosi, a volte senza saperlo e il nostro impegno porterà benessere a tutta la Nazione, perché la burocrazia, la negligenza, le mafie e il malcostume si cancellano soltanto attraverso il federalismo.

Riposa in pace Umberto, il tuo sogno verrà realizzato da Paolo, me e tutti i "ragazzi" di Patto per il Nord e grazie ancora per essere stato il mio maestro politico.


Giorgio Bargna

Segretario Provinciale

Patto per il Nord