domenica 1 marzo 2026

TRA UN CAPPUCCINO ED UNO SPRITZ LASCIAMO FUORI ALMENO REZA PAHLAVI


Iniziamo questo personale ragionamento partendo da un fatto che potrebbe risultare futile, ma che forse tanto futile non è.

Il nostro ministro della difesa Guido Crosetto, ma fosse stato il ministro della Sanità poco cambiava, si è ritrovato bloccato, in pieno scenario di guerra a Dubai. 

Una situazione tra il surreale ed il grottesco, che ad essere maliziosi porta a pensare che lui e il governo Meloni non fossero stati pre-allertati sull’escalation di guerra. 

Altrimenti dovremmo pensare a qualche difficoltà intellettiva del Ministro, tanto è vero che , ironicamente il generale Roberto Vannacci ha commentato la questione: “Salvate il soldato Crosetto, l'unico ministro della difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo”. 

Ma andiamo oltre, usciamo dai ragionamenti che si fanno davanti ad un cappuccino o ad uno spritz.

E' morto Khamenei? Va bene!!!

E' caduto Maduro? Va bene!!!

Intanto l'amministrazione Trump ha annunciato un piano per acquisire e commercializzare il petrolio venezuelano, versando i proventi in conti controllati dagli Stati Uniti,  nel frattempo gli USA mantengono una sorveglianza (quarantena) sulle navi e credo proprio che il 56% della popolazione locale che vive in condizioni di estrema povertà non abbia molte speranze di miglioramento.

Ma torniamo in Iran, qui hanno fatto fuori la testa, una testa anziana ed incaponita che dava, probabilmente, ormai fastidio anche ai suoi collaboratori, che sono pronto a scommettere, direttamente o indirettamente resteranno al loro posto.  

Magari la Gestapo locale che non si richiamerà più ai guardiani della rivoluzione, farà maquillage, magari vedremo qualche nuovo volto in TV, ma gli amici di Khamenei, ora, per restare comodi al loro posto, non si faranno problemi ad accordarsi con CIA e Mossad per vendere gas e petrolio. 

Finita questa proiezione cinematografica ai giovani iraniani, forse, verrà concesso un minimo di internet e qualche peccatuccio sessuale in più, ma la vera libertà non la conoscerà nemmeno questa generazione.

Ma spostiamoci un passo a fianco, io l'ho definita testa anziana ed incaponita, ma Khamenei, soprattutto il suo ruolo, nel mondo sciita è paragonabile a quello che il Papa ha per il mondo occidentale.

Troviamo fondamento in questo nelle odierne manifestazioni di piazza in Iran, come in Pakistan, come persino in Grecia,  dove le varie comunità sciite stanno, in alcuni casi, mettendo a ferro e fuoco le ambasciate americane. 

Per concludere torniamo ai discorsi davanti al cappuccio od allo spritz.

In un Paese come l'Italia, dove secondo dati Istat, il 31,5% delle donne ha subito violenze nella vita, con prevalenza di minacce e violenze fisiche da partner, ma dobbiamo aggiungere quelle psicologiche ed economiche, in un Paese che si posiziona all'85° posto nel mondo nel Global Gender Gap Report 2025 per la parità, oggi molti indefessi del chiacchiericcio festeggeranno per la presunta libertà delle donne, dei giovani, degli omossessuali in Iran. 

Oggi perché è il giorno X, domani, al più tardi la prossima settimana, per loro non ci sarà il problema, esattamente come non c'è mai stato in passato, visto che, abbiamo letto qualche riga fa, sono coloro che hanno riempito la statistica ISTAT che non rileva ovviamente le violenze non dichiarate.

Alla fine di questo ragionamento vi lascio una mia certezza ed una domanda, che contiene secondo me una risposta direttamente correlata alla mia certezza.

La certezza.

Quando un paese attacca od invade un altro non lo fa mai sicuramente in nome della libertà dell'altro.

Le libertà i popoli se riescono ad averle è soltanto perché le volevano e se le sono conquistate.

Il resto si chiama guerra, si fa per ragioni economiche e spesso e volentieri sui territori "liberati" rimangono presenti le forze armate dei "liberatori".

La pseudodomanda.

Perché in Italia non ci sono centrali nucleari? Oh certo, abbiamo tenuto un referendum su questo, ma in un momento di crisi energetica praticamente nessuno, a livello politico, sposa l'idea di riaccendere il dibattito.

Perché in Italia non abbiamo armi nucleari?

Molto semplice, l'Italia, 70 anni fa ha perso una guerra e quindi in Italia sono custodite testate atomiche statunitensi nelle basi militari di Ghedi (BS) e Aviano (PN).

Pochi anni dopo l’Italia avvio programmi per utilizzare l’energia nucleare in ambito militare internazionale, indirizzata per alimentare i motori dei mezzi navali, soprattutto sottomarini e portaerei; non ci si poteva permettere molto di più, perché era vietato dal trattato di pace firmato al termine della Seconda guerra mondiale, e comunque poi la Francia si chiamò fuori. 

L’Italia qualche anno dopo riuscì a  sviluppare una tecnologia all’avanguardia per l’utilizzo civile dell’energia nucleare,  che avrebbe potuto dare la possibilità di costruire bombe atomiche in tempi relativamente rapidi fosse mutato lo scenario.

Ma nel 1975 il Paese aderì al Trattato di non proliferazione nucleare e quindi nessun programma venne portato a compimento, malgrado il trattato, però, nella Penisola sono ospitate testate atomiche statunitensi.

Oggi nel nostro Paese sono ospitate bombe atomiche americane nell’ambito del programma della Nato per il nuclear sharing (condivisione nucleare, applicato anche in altri Stati). Le bombe possono essere attivate solo con i codici posseduti dal personale militare statunitense, ma, in caso di guerra, devono essere montate su aerei del Paese ospitante.

Fonte per quest'ultima parte Geopop.

In conclusione una speranza, che non si arrivi in qualche modo, demolendo quanto scritto da me in precedenza, a mettere al potere in Iran Reza Pahlavi, visto, innanzitutto, che si dichiara pretendente al trono iraniano, quindi dalla padella alla brace, poi perché, sinceramente, non credo che in Iran se lo fili più di qualcuno e che abbia il carisma per poter governare un cambiamento libero ed incondizionato.

Grazie per l'attenzione
Giorgio Bargna