sabato 17 gennaio 2026

CONVOGLI IMPAZZITI


L'immagine che accompagna questo mio pensiero e le espressioni di Jonny Crosio sono due sassi lanciati contro le finestre, soprattutto, di chi viaggia in treno ma anche contro quelle di chi subisce ogni genere di disservizio.

Il primo sasso è non pagate il biglietto.

Allo stolto può sembrare una boutade, la solita frase ad effetto; non la vedo così, provate ad immaginare che solo il 25% dei pendolari che raggiungono Milano in treno (farebbe 100.000 persone) il 1 Febbraio non pagassero l'abbonamento. 
Tracollo economico non solo per le ferrovie, impossibilità di multarli tutti, ma soprattutto un messaggio chiaro alle istituzioni e a chi gestisce il traffico ferroviario.

Il secondo, fragoroso, sasso parla di disobbedienza civile.
L'ha predicata il mio maestro Miglio ai Padani, i quali l'hanno colpevolmente snobbata, l'ha predicata agli indiani il  Mahatma Gandhi, che l'hanno utilizzata per liberarsi dall'oppressione britannica.

Ma non ci sono solo i sassi nella vita.
Noi siamo "Patto per il Nord" e non ci limitiamo a lanciare sassi, agiamo.
Vi assicuro che Jonny Crosio, uno dei massimi conoscitori delle infrastrutture lombarde, sta già lavorando a livello federale per trovare le soluzioni.
Vi assicuro che io, Segretario Provinciale per Como, provincia molto coinvolta nella situazione, in sinergia con la mia più stretta collaboratrice, stiamo già lavorando sul territorio.
Ogni Provincia, tutta la Regione, gli Organi Federali, in sinergia, trarranno una sintesi e vedrete presto le azioni.

Però una cosa va detta, perché è primaria, noi coinvolgeremo tutte le parti in causa, ma esse dovranno rispondere, altrimenti nulla è possibile, praticabile.

Chiusa la parte prettamente politica, facciamo una mia analisi personale della situazione, parleremo di strutture, situazioni, sicurezza e dei dipendenti che lavorano sulla rete ferroviaria.

IL PREAMBOLO
Le problematiche che affliggono il sistema ferroviario, non solo lombardo, ma anche italiano, sono complesse e multifattoriali, radicate in una gestione storicamente carente e in una mancanza di investimenti adeguati in infrastrutture e sicurezza, tutto questo non solo danneggia la reputazione del settore, ma ha ripercussioni dirette sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. 
Se altre nazioni sono state in grado di investire in innovazioni e miglioramenti, in Italia assistiamo a un assordante silenzio da parte delle istituzioni. 
Esattamente come in altri settori i fondi non vengo stanziati, finiscono assorbiti dalla spugna che disseta l'apparato politico e le conseguenze si fanno sentire, in modo drammatico, manifestandosi in ritardi, cancellazioni e, tragicamente, in incidenti mortali.
Le dichiarazioni di intenti, le promesse di investimenti e i piani ambiziosi per il futuro non possono sostituire azioni concrete e tempestive.

LE SITUAZIONI
Un dato eclatante, circa 400.000 persone utilizzano treni, metro e Passante ferroviario per entrare a Milano, parliamo essenzialmente di Milano perché è il catalizzatore, su questo tema, per la mia provincia.
Due terzi dei pendolari arrivano da fuori provincia, percorrendo spesso lunghe distanze, mentre un terzo dalla Città Metropolitana. Un'analisi del Politecnico di Milano tra l'altro stima un afflusso totale  di quasi 900.000 pendolari giornalieri. 
I pendolari che raggiungono Milano in treno affrontano problemi comuni quali ritardi e soppressioni frequenti, dovuti a guasti all'infrastruttura (binari, linea elettrica) e problemi di gestione di Trenord, sovraffollamento e cantieri in corso che causano deviazioni o limitazioni, specialmente serali, creando disagi notevoli come viaggi più lunghi o cambi forzati. Questi disservizi si aggiungono ai costi elevati degli abbonamenti e alla frustrazione di alternare treno a auto, con conseguente aumento di traffico e inquinamento.
Chi viaggia in treno verso Milano ogni mattina, ed ogni sera, deve confrontarsi con percentuali elevate di corse in ritardo se non addirittura cancellate.
Guasti alla rete e ai treni, usura degli impianti, problemi ai passaggi a livello e lavori di manutenzione sono cause frequenti di interruzioni, i treni spesso non hanno una composizione completa, risultando troppo corti per il numero di passeggeri, creando disagi e difficoltà nell'accedere ai vagoni e soprattutto a restarci, pressati come sardine, per decine di minuti.
I cantieri ferroviari possono portare a soppressioni serali e deviazioni, prolungando i tempi di viaggio e rendendo difficile rientrare a casa e gli abbonamenti possono essere molto cari, rendendo il trasporto un onere significativo.
La precarietà del servizio rende difficile pianificare gli spostamenti, allungando le giornate e aumentando lo stress, inoltre molti pendolari, nei giorni critici, preferiscono utilizzare l'auto privata, aggravando traffico e inquinamento urbano.

IL DIPENDENTE FERROVIARIO NON E' UN NEMICO
Stando sul mio territorio, spesso, soprattutto a causa degli scioperi, il dipendente Trenord viene visto, da parte di chi utilizza il servizio, come un nemico, magari anche come un fannullone.
Vi invito a una riflessione, chi sciopera quattro volte al mese rinuncia a quattro giorni di stipendio.

Chi, nel personale, lavora con onestà, denuncia  la grave carenza di personale (soprattutto macchinisti), le condizioni di sicurezza precarie, con aggressioni e violenza quotidiane, la mancanza di spazi adeguati nei depositi e una formazione insufficiente, il tutto aggravato da un contratto di servizio inapplicato che non tutela adeguatamente il personale, generando forte malcontento e frequenti scioperi, con richieste sindacali di interventi concreti per tutelare la salute e l'incolumità dei dipendenti oltre quella degli utenti.
Oltre la tutela dei diritti di chi paga il biglietto, se tutti siamo lavoratori solidali,  va richiesta, da parte di tutti, l'attuazione concreta del contratto di servizio, oltre a richiedere investimenti in personale e infrastrutture.
Vecchi dati dell’Inail, che ho potuto leggere, raccontavano che denunce di infortunio mortale sul lavoro erano arrivate nei primi sei mesi del 2023, nonostante il calo del 2,8% rispetto al primo semestre del 2022, a 450.

LA SICUREZZA PERSONALE A LIVELLO DI DELINQUENZA
Nonostante che la sicurezza su treni e stazioni in Lombardia venga considerata una priorità alta, con controlli potenziati, nuove tecnologie (videosorveglianza, bodycam per agenti) e maggiore personale, evidentemente non sufficiente, la guerra quotidiana continua imperterrita. 
I reati più comuni nelle stazioni e sui treni sono i furti, seguiti da spaccio e detenzione di stupefacenti, violenze sessuali; la Polizia Ferroviaria combatte anche i furti di rame dalle infrastrutture, oltre ai reati contro la persona e il patrimonio. 
I furti rappresentano la maggioranza dei reati segnalati nelle stazioni.
La criminalità nelle stazioni e sui treni, specialmente in Lombardia, ha visto aumentare le denunce per furti e violenze, con una media di oltre 16 reati al giorno in alcune aree.
Qui, come in altre decine di situazioni quotidiane, lo Stato latita, non dando le risposte che ogni contribuente meriterebbe di avere.

Noi di Patto per il Nord, interagendo con voi pendolari, con voi Cittadini, vogliamo risolvere questa situazione, in nome del nostro territorio e dei nostri figli.

Per il Nord, Insieme!!!!

Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como

domenica 11 gennaio 2026

BILANCIO COMUNALE: Considerazioni, critiche ed un pò di Educazione Civica

 



PREAMBOLO

Parliamo oggi di Bilancio Comunale, per molti, "questo sconosciuto". Portiamo avanti però qualche ragionamento politico prima di entrare nella fase "educazione civica". Il testo sarà molto lungo, ma la parte politica si racchiude nei primi 90 secondi di lettura.

LETTURA POLITICA

Da quello che vi elencherò in seguito possiamo capire una volta di più che esiste un problema legato ai residui fiscali e alle perequazioni, che le regioni autonome funzionano meglio e che l'assistenzialismo è un problema serio, esso unito alla burocrazia è la parte più frenante ed insopportabile del nostro Paese.

Subiamo in Italia un parassitismo politico che si riferisce a un sistema politico-burocratico appesantito ad arte da individui (politici, burocrati) che traggono benefici economici e privilegi a spese delle risorse pubbliche, senza contribuire produttivamente, drenando fondi e risorse che potrebbero essere impiegati per la crescita economica e sociale, creando un peso per il paese e i lavoratori produttivi.

Parliamo di una "casta" politica e burocratica che ostacola lo sviluppo, paragonabile al parassitismo biologico, dove un organismo vive a spese di un altro. 

Stiamo parlando di:

• un eccessiva spesa pubblica per stipendi, pensioni e privilegi di politici e funzionari.

• un sistema burocratico lento e inefficiente, che ostacola l'economia e la vita dei cittadini.

• una classe politica immune da responsabilità e legata a logiche di potere piuttosto che di servizio.

Tutto questo, in simbiosi con un eccessivo assistenzialismo, che ora descriverò, impedisce, soprattutto ai Comuni, la sopravvivenza sostenibile, malgrado, come potrete leggere prima a parole sciolte e poi in una versione che potremmo definire "il bilancio comunale spiegato ad un bambino", non mancherebbero possibilità di situazioni molto più sostenibili.

Dato per scontato che nessun cittadino dovrebbe essere privato di scuole, sicurezza e trasporti, oltre che di misure di sostegno attivo per contrastare la crisi e l'abbandono, gli aiuti passivi non generano crescita sostenibile, anzi, alimentano spopolamento e precarietà lavorativa (anche con stipendi bassi) nonostante incentivi temporanei. 

Oltretutto decenni di assistenzialismo non hanno creato danni solo al resto del Paese, ma soprattutto al Sud; tutti gli aiuti non legati a sviluppo produttivo hanno dipendenza dallo Stato e dalle mafie; i vari incentivi fantasiosi possono creare soltanto occupazione temporanea, ma non risolvere i problemi strutturali; il mondo del lavoro spesso e volentieri è "al nero" e gestito spesso da organizzazioni malavitose e inoltre le zone del Sud, anche loro, si spopolano, perdendo abitanti e forza lavoro qualificata, esattamente come al Nord, seppure per diversi motivi. 

FACCIAMO IN BASE, A QUESTE CONSIDERAZIONI, UN QUADRO GENERALE SUI COMUNI

Un comune riceve fondi da varie fonti (tasse locali, trasferimenti statali/regionali, entrate proprie), da queste fonti si estraggono ad esempio gli stipendi degli amministratori (sindaco, giunta, consiglieri) che variano enormemente in base alla dimensione demografica del comune, con stipendi lordi che vanno da circa 1.600 euro per i piccoli comuni fino a oltre 13.000 euro per le grandi città metropolitane, oltre a gettoni di presenza per i consiglieri, che in realtà sono un inezia paragonati agli sforzi che fa un consigliere comunale responsabile del proprio ruolo. 

Oltre agli stipendi citati, i comuni hanno costi per personale, servizi, manutenzione e opere pubbliche. 

In sintesi, non esiste una cifra unica, ma un complesso flusso di risorse e spese che varia per ogni ente locale, con differenze significative tra un piccolo paese e una grande metropoli.

Stato e Regioni erogano ai Comuni risorse principalmente tramite il Fondo di Solidarietà Comunale (FSC), che nel 2020 era di circa 3,75 miliardi di euro per la perequazione, e fondi specifici per investimenti, come quelli per rigenerazione urbana (circa 3,4 miliardi per 2021-2026) e per il PNRR, con somme variabili che dipendono da leggi di bilancio e decreti, superando complessivamente decine di miliardi di euro ogni anno, con trasferimenti che variano per dimensione del comune e fabbisogno territoriale. 

Principali Flussi di Finanziamento:

Fondo di Solidarietà Comunale (FSC): È il principale strumento di perequazione, che garantisce risorse ai comuni per le funzioni fondamentali, con importi definiti annualmente.

Fondi per Investimenti e Rigenerazione Urbana: Il Ministero dell'Interno gestisce fondi pluriennali (es. 3,4 miliardi per il 2021-2026) destinati a progetti di sviluppo sostenibile e infrastrutturale.

PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): Una quota significativa di fondi europei viene ripartita tra Regioni e Comuni per progetti specifici, con importi elevati (es. milioni per le Regioni, e fondi per i Comuni).

Fondi per Servizi Specifici: Risorse dedicate per settori come l'assistenza agli anziani (Social Card), asili nido, protezione civile, ecc..

Decreti specifici: Il Governo stanzia fondi aggiuntivi per esigenze contingenti o per sostenere i servizi (es. 250 milioni nel 2022). 

Come vengono distribuite le risorse:

Perequazione: Si calcolano i fabbisogni standard di ogni ente locale, tenendo conto di dimensioni e caratteristiche territoriali, per assicurare un livello essenziale di servizi.

Capacità Fiscale: Le risorse sono distribuite tenendo conto della capacità contributiva dei comuni, con trasferimenti maggiori per quelli con minore autonomia fiscale. 

Esempi di Dati (indicativi, variano ogni anno):

I comuni ricevono complessivamente migliaia di milioni di euro, come dimostrano i fondi per il PNRR o quelli per la rigenerazione urbana.

La spesa pubblica locale pro capite media è di circa 2.937 euro, ma varia enormemente tra regioni (es. Valle d'Aosta vs. Puglia). 

In sintesi non esiste un'unica cifra, ma un flusso complesso di miliardi di euro annuali, gestito attraverso fondi perequativi e specifici, che Stato e Regioni trasferiscono ai Comuni per garantire servizi essenziali e investimenti, con una forte variabilità a seconda delle esigenze territoriali e delle normative di bilancio. 

Le regioni italiane che ricevono più fondi statali per i comuni in termini assoluti sono Lazio, Lombardia, Sicilia e Campania, grazie alla loro dimensione e centralità istituzionale, ma se si guarda alla spesa pro capite (per abitante), le regioni a Statuto Speciale come Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, insieme al Lazio, ricevono le somme maggiori, evidenziando un maggior trasferimento di risorse in relazione alla popolazione.

Regioni con maggiori fondi in termini assoluti (2023/2024):

Lazio: Guida la classifica dei fondi statali ricevuti, spesso per la presenza di istituzioni centrali, ricevendo circa 43-44 miliardi di euro.

Lombardia: Si posiziona al secondo posto con circa 34-35 miliardi di euro.

Sicilia: Riceve ingenti risorse, circa 28 miliardi.

Campania: Segue con circa 26 miliardi. 

Regioni con maggiori fondi pro capite:

Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia: Ricevono la spesa statale più alta per abitante, riflettendo le specificità dei loro Statuti Speciali.

Lazio: Anche in termini pro capite si posiziona molto in alto, sopra la media nazionale.

Lombardia e Veneto: Tendono ad avere la spesa statale pro capite più bassa, in quanto regioni più ricche con maggiori entrate proprie. 

Fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza):

Per quanto riguarda i fondi specifici del PNRR, comuni come Palermo, Roma e Venezia sono stati tra i più finanziati, indicando un'allocazione che tiene conto anche di specifici progetti e necessità. 

In sintesi, mentre Nord e Sud ricevono ingenti somme in valore assoluto, le regioni meridionali e quelle a Statuto Speciale tendono a ricevere una quota maggiore di fondi statali rispetto alla loro popolazione, spesso compensando redditi medi più bassi, mentre le regioni più produttive del Nord contribuiscono di più allo Stato.

Il residuo fiscale italiano rappresenta la differenza tra le tasse e le altre entrate che un territorio (spesso una Regione) versa allo Stato centrale e le risorse che riceve indietro sotto forma di spesa pubblica e servizi; un saldo positivo indica che una regione contribuisce più di quanto riceve (es. Lombardia, Veneto), mentre un saldo negativo significa il contrario (es. Sud Italia), generando dibattiti sull'autonomia differenziata e la perequazione tra Nord e Sud. 

Come funziona:

Entrate: Tasse (IRPEF, IVA, IMU), contributi sociali (INPS), interessi, dividendi, profitti reinvestiti, ecc..

Spese: Servizi pubblici erogati dallo Stato (sanità, istruzione, difesa, welfare, investimenti).

Saldo: Entrate - Spese.

Positivo (saldo netto positivo): Il territorio versa più di quanto riceve (es. Lombardia, Veneto), contribuendo al bilancio nazionale.

Negativo (saldo netto negativo): Il territorio riceve più di quanto versa (es. Campania, Sicilia), beneficiando di trasferimenti dal resto del Paese. 

Dati e Implicazioni (esempi):

Nel 2019, la Lombardia aveva un avanzo di circa 56,8 miliardi, mentre regioni del Sud come Campania, Sicilia e Puglia avevano saldi negativi significativi.

Questi squilibri alimentano il dibattito sull'autonomia regionale, con chi sostiene che una maggiore autonomia responsabilizzi le classi dirigenti locali e chi vede nei trasferimenti un meccanismo di solidarietà nazionale necessario per ridurre i divari di reddito. Il calcolo è complesso e dipende da metodologie di attribuzione spaziale delle spese, spesso oggetto di discussione politica, ma sicuramente risulta una nota stonata, l'unica regione a statuto speciale con saldo negativo risulta essere la Sicilia.

ORA LA PARTE DI EDUCAZIONE CIVICA:

Il bilancio del Comune è un documento che ha un grande valore, perché descrive le risorse finanziarie che l’Ente ha a disposizione, indica da dove provengono e come l’Amministrazione comunale decide di impiegarle per il bene della comunità. Leggerlo, permette di essere consapevole di come viene gestita la città e delle scelte compiute, dagli Amministratori comunali.

Il bilancio comunale è un documento programmatico fondamentale che stima le entrate (tributi, trasferimenti) e le spese (personale, servizi, investimenti) previste per l'anno successivo, assicurando il pareggio di bilancio (entrate = spese). Funziona come un piano triennale (annuale + due anni successivi) e, una volta approvato dal Consiglio Comunale entro il 31 dicembre, autorizza la Giunta a impegnare le spese, stabilendo i limiti di spesa e le destinazioni delle risorse, con una chiara distinzione tra parte corrente (gestione ordinaria) e conto capitale (investimenti).  

Cos'è il bilancio di un Comune? 

Il bilancio è il documento contabile più importante del Comune. Con il termine bilancio ci si riferisce comunemente a due documenti che vengono approvati ogni anno: 

1 - Bilancio di previsione

Si tratta di un documento con cui il Comune programma l’attività e i servizi che offrirà ai cittadini nei 3 anni successivi, indicando le fonti di finanziamento a cui attingerà per pagare le spese. 

•specifica le entrate e le spese previste e autorizzate sulla base delle necessità e delle priorità individuate dall’Amministrazione. 

•è triennale per permettere una programmazione di lungo periodo. 

•spese ed entrate previste devono uguagliarsi per raggiungere il pareggio di bilancio, obbligatorio per legge. Dal 2016, pur rispettando il pareggio di bilancio, le pubbliche amministrazioni devono anche osservare ulteriori vincoli di finanza pubblica per garantire il contenimento della spesa. 

•prevede il Fondo crediti di dubbia esigibilità che è un “paracadute” a garanzia degli equilibri, cioè una somma “messa da parte” per coprire i rischi derivanti da entrate già accertate e iscritte a bilancio (crediti) ma di dubbio e/o difficile incasso (ad es. le sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, attività accertativa, ecc.). 

•è approvato entro il 31 dicembre dell’anno prima a quello a cui si riferisce, o entro la data dell’eventuale proroga stabilita con decreto ministeriale. 

•se le previsioni di entrata o di spesa cambiano in seguito a eventi nuovi o imprevedibili, è necessario apportare le variazioni di bilancio (che seguono uno specifico percorso di approvazione). •quando il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio, la Giunta Comunale approva il Piano esecutivo di gestione (PEG), con cui affida ai dirigenti dei servizi le risorse finanziarie, strumentali e umane da utilizzare. 

2 - Rendiconto

•è un documento di rendicontazione, quindi “tira le somme” a fine anno per certificare le entrate e le spese effettivamente incassate e sostenute dal Comune. 

•è annuale. 

•viene approvato entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello a cui si riferisce. 

•può presentare un “avanzo”, cioè somme non spese che vengono rinviate all’anno successivo o accantonate, oppure un “disavanzo”, cioè spese che superano le entrate dell’anno.

Come si legge

Nelle aziende pubbliche il bilancio si basa sulle previsioni delle entrate e delle spese che si verificheranno nell’anno. Parlando di entrate e spese, nel bilancio di previsione si distingue tra: 

•competenza: rappresenta il criterio in base al quale l'ente per un determinato anno ha il diritto di accertare le entrate (quindi il diritto di percepirle) o di impegnare le spese (e quindi l'obbligo di pagare). •cassa: rappresenta le entrate e le spese che l'ente effettivamente incassa o paga. In un anno l'ente può incassare entrate e spese di competenza dello stesso anno, ovvero può incassare e pagare somme di competenza di anni precedenti (si parla quindi di residui attivi crediti - e di residui passivi - debiti).

LE ENTRATE

- Entrate correnti: derivano dai titoli 1-2-3 e sono usate per finanziare le spese correnti.-Entrate in conto capitale: entrate da vendita di beni patrimoniali e da trasferimenti in conto capitale; finanziano le spese in conto capitale (principalmente destinate agli investimenti).

-Entrate vincolate: entrate che possono essere utilizzate solo per specifiche finalità, definite per legge o atto amministrativo.

-Residui attivi: entrate accertate ma non incassate: costituiscono un credito dell’Ente. L’analisi delle entrate di un bilancio, cioè delle risorse finanziarie di cui il Comune può disporre, è importante, perché una corretta politica delle entrate migliora la possibilità di raggiungere gli obiettivi che l’Amministrazione propone per il benessere dei cittadini. 

L’entrata di un Comune nasce quando si verifica l’accertamento, cioè quando sono individuati: la persona debitrice verso il Comune, la cifra dovuta, la ragione e la scadenza. 

Le fasi successive sono:

-la riscossione (momento in cui il debitore paga la somma dovuta al tesoriere/Cassiere del Comune o all’Agente della riscossione esterno, per es. nel caso dei tributi);

-il versamento (quando le somme riscosse sono trasferite nelle casse del Comune). 

Le entrate di ogni Comune arrivano da voci differenti; per brevità si può dire che si possono distinguere in due grandi categorie, entrate correnti e entrate in conto capitale e derivano principalmente da:

 •entrate tributarie: tributi locali 

•trasferimenti di altri enti (Stato, Regione, Provincia, ecc.) 

•entrate extra-tributarie: canoni e affitti dei propri immobili, incassi legati ai servizi che fornisce, sanzioni che emette 

•trasferimenti per investimenti. 

Non è detto che tutte le fasi di entrata avvengano nello stesso anno, quindi un’entrata potrebbe essere accertata in un anno, ma il denaro nelle casse comunali (riscossione) potrebbe entrare l’anno successivo, dando luogo ai cosiddetti residui attivi. La voce entrate nel bilancio, quindi, è frutto della somma di alcune sottovoci (che in linguaggio tecnico si chiamano titoli) che compongono la cifra complessiva e che sono a loro volta articolati in successive classificazioni (tipologie, categorie). Capitoli e articoli sono un aspetto puramente gestionale del bilancio e sono specificati nel PEG Piano esecutivo di gestione, con il quale viene affidata ai responsabili dei servizi dell’Ente la dotazione finanziaria, di personale e strumentale necessaria per raggiungere gli obiettivi assegnati. Una parte delle entrate del Comune, per es. le sanzioni per violazione del Codice della strada, sono entrate vincolate, perché possono essere utilizzate solo per specifiche spese individuate da leggi o atti amministrativi.

Classificazione delle entrate

TITOLI

Per esempio: 

1. Entrate correnti di natura tributaria e contributiva 

2. trasferimenti correnti 

3. Entrate extratributarie 

4. Entrate in conto capitale, ecc.

TIPOLOGIE

Per esempio nel titolo “Entrate correnti di natura tributaria e contributiva”, si possono distinguere le tipologie: 

•imposte, tasse e proventi assimilati 

•  tributi diretti 

•fondi perequativi da amministr. centrali

CATEGORIE 

Classificano l’entrata in base all’ oggetto 

Per esempio: nella tipologia “Imposte, tasse e proventi assimilati” possiamo avere le categorie: 

• IMU 

•add.le comunale IRPEF 


CAPITOLI/ARTICOLI

I capitoli sono le unità elementari ai fini della gestione e della rendicontazione e possono essere a loro volta disaggregati su eventuali articoli.

LE SPESE

Le spese Le spese di ogni Amministrazione comunale si dividono principalmente in spese correnti e spese in conto capitale. La spesa nasce quando si costituisce un impegno, cioè quando il Comune individua il soggetto che fornirà la prestazione e ne quantifica la spesa. L’impegno, quindi, è la prima fase del processo di erogazione della spesa. Le successive sono: ordinazione della prestazione, liquidazione (=somma effettiva da pagare nei limiti dell’impegno di spesa assunto inizialmente) e pagamento. Non è detto che tutte le fasi avvengano nella stesso anno, quindi una spesa potrebbe essere impegnata in un anno ma il pagamento effettivo, e quindi l’uscita di denaro dalle casse comunali, potrebbe avvenire l’anno successivo (residui passivi). Il bilancio di previsione ha carattere autorizzatorio, perché fissa il limite agli impegni di spesa che l’Ente può costituire, in modo che siano coperti dalle entrate previste nell’anno. Quindi, ogni volta che si verificano necessità di spesa diverse da quelle previste nel bilancio e dunque approvate dal Consiglio comunale, occorre approvare una variazione di bilancio. Classificazione della spesa.

Esempi di spesa:

-Spese correnti: spese per gestire l‘organizzazione complessiva ed il funzionamento dell’ente (strutture e persone).

-Spese in conto capitale: investimenti per manutenzioni straordinarie del patrimonio comunale e per nuove infrastrutture.

-Residui passivi: spese impegnate ma non ancora pagate.

Il DUP 

Documento Unico di Programmazione Il DUP presenta informazioni e dati che motivano le scelte di bilancio, favorendone una migliore comprensione. È lo strumento di programmazione strategica e operativa con cui il Comune organizza le attività e le risorse necessarie per realizzare i suoi fini sociali e promuovere lo sviluppo economico e civile della città. Si compone di due sezioni: 

1. la SEZIONE STRATEGICA in cui è definito il programma delle attività dell’Ente per l’intero periodo di mandato del Sindaco, con particolare attenzione a: 

•principali scelte che caratterizzano il programma 

•politiche di mandato 

•indirizzi generali di programmazione. 

2. la SEZIONE OPERATIVA che specifica, per ogni singola missione, i programmi che il Comune metterà in atto per realizzare gli obiettivi definiti nella sezione strategica. Per ogni programma sono individuati: •obiettivi operativi annuali da raggiungere 

•fabbisogni di spesa 

•modalità di finanziamento. La sezione operativa si riferisce ad un periodo di 3 anni, che coincide con quello del bilancio di previsione.

Come si arriva al bilancio di previsione? 

LE FASI 

1. Proposta: è la prima stesura delle proposte di bilancio. Prevede la partecipazione attiva degli assessori e dei funzionari responsabili dei servizi che, attraverso un processo di affinamento progressivo, realizzano gli indirizzi prefissati in condizioni di equilibrio. Il progetto di bilancio è approvato dalla Giunta e proposto al Consiglio comunale. 

2. Presentazione: entro il 15 novembre di ogni anno, la Giunta presenta al Consiglio Comunale il bilancio di previsione triennale, frutto della mediazione fra gli obiettivi dell’Amministrazione e il rispetto dei limiti economici e di bilancio (pareggio, vincoli di finanza pubblica, ecc.). 

3. Approvazione: il bilancio di previsione viene discusso in Consiglio comunale per raccogliere eventuali modifiche e poi approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello a cui si riferisce. Ogni intervento successivo all’approvazione da parte del Consiglio comunale deve essere oggetto di una variazione di bilancio, che sarà sottoposta nuovamente all’approvazione del Consiglio. Il bilancio può subire variazioni nel corso dell’anno sia nella parte relativa alle entrate, che nella parte relativa alle spese. Le variazioni di bilancio, quindi, possono migliorare gli obiettivi in funzione di maggiori entrate, ma potrebbero anche comportare la modifica di impegni presi o la modifica di opere pubbliche inizialmente previste. 

4. Gestione: La gestione dell’anno inizia una volta approvato il bilancio di previsione. La fase di gestione richiede l’approvazione del Piano Esecutivo di gestione (PEG) da parte della Giunta comunale, con il quale l’Amministrazione affida a ciascun responsabile gli obiettivi da conseguire, le risorse (economiche, umane e strumentali) e le relative competenze. Nel PEG le risorse e gli interventi individuati sono ulteriormente dettagliati su varie voci. 

5. Salvaguardia degli equilibri di bilancio: almeno una volta all’anno, entro il 31 luglio, il Consiglio Comunale delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio (rapporto tra entrate e spese). Nel caso il bilancio non fosse in equilibrio, il Consiglio deve assumere i provvedimenti opportuni per ripristinare l’equilibrio (pareggio obbligatorio).


Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)

Con il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80 è stato introdotto un nuovo strumento di pianificazione per la Pubblica amministrazione, chiamato Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO). Le finalità dell’introduzione del PIAO sono in sintesi: 

-Consentire un maggior coordinamento dell’attività programmatoria delle pubbliche amministrazioni e una sua semplificazione, finalizzato anche ad ordinare priorità e fabbisogni;

-Orientare il cambiamento al valore pubblico (inteso come livello complessivo di benessere economico, sociale, ma anche ambientale e/o sanitario, dei cittadini, delle imprese e degli altri stakeholder creato da un’amministrazione pubblica - o co-creato da una filiera di PA e organizzazioni private e no profit), rispetto a un livello di partenza); 

-Assicurare una migliore qualità e Trasparenza dell’attività amministrativa e dei servizi ai cittadini e alle imprese. 

All’interno del PIAO, infatti, convergono in maniera sintetica e organica alcuni fra i principali documenti di programmazione dell’Ente: 

a) Piano della Performance/Piano dettagliato degli obiettivi; 

b) Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT); 

c) Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA); 

d) Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale (PTFP);

e) Piani della Formazione. 

f) Piano Triennale delle Azioni Positive (PAP); 

Il PIAO deve essere approvato dalla Giunta Comunale entro il 31 gennaio di ogni anno e in caso di differimento del termine di approvazione del bilancio entro 30 giorni successivi a detto termine.


IL RENDICONTO FINALE O BILANCIO CONSUNTIVO 

Dopo aver rilevato le entrate e le spese effettive dell’anno, nei primi mesi dell’anno successivo viene approvato il rendiconto, in cui si prende atto dell’avanzo (utile) o del disavanzo (perdita). Il rendiconto è l’atto con cui la Giunta comunale rendiconta e certifica, di fronte al Consiglio Comunale, le spese e le entrate effettivamente sostenute nell’anno per la gestione dell’Ente. Il bilancio consuntivo, approvato dal Consiglio Comunale, conclude il processo di programmazione e di controllo. Si tratta, infatti, di una sintesi al 31 dicembre dell’anno precedente che serve a: 

• rendere conto alla comunità del corretto utilizzo delle risorse a disposizione del Comune; 

• misurare il raggiungimento degli obiettivi e la realizzazione dei programmi previsti; 

• valutare i risultati definitivi della gestione economica dell’anno precedente e gli effetti socialmente rilevanti. Il rendiconto evidenzia se le risorse sono state ottenute ed utilizzate secondo quanto indicato dal bilancio di previsione. 

Se da un lato la rendicontazione è una fase tecnica, fatta di cifre e di numeri, dall’altro rappresenta un documento dal contenuto fortemente politico, che permette al Consiglio Comunale di esercitare la sua attività di indirizzo e di controllo.


Come sono CONTROLLATI i risultati? 

Durante l’anno è costantemente monitorato l’equilibrio di bilancio tra entrate e spese. Il collegio dei revisori vigila sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione, mentre l’Amministrazione verifica costantemente le scelte di programmazione e i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati. I risultati della gestione sono indicati nel rendiconto, approvato dal Consiglio Comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.


Riferimenti legislativi principali 

• Decreto legislativo 267/2000 (cosiddetto “testo unico degli Enti Locali”) parte II. 

• Decreto legislativo 118/2011 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli art. 1 e 2 della l. 5 maggio2009, n. 42”. 

• Legge 243/2012 “Disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’articolo 81, sesto comma, della Costituzione.“ 

• Statuto comunale. 

• Regolamento comunale di contabilità. 

•Legge di bilancio. 

Con lo Statuto e il Regolamento di contabilità ciascun ente locale applica i principi contabili stabiliti dal Testo unico con regole organizzative corrispondenti alle caratteristiche di ciascuna comunità. 

Il bilancio comunale può essere consultato attraverso i siti comunali nella sezione Amministrazione trasparente - Bilanci.