Ci occupiamo oggi di un fenomeno sociale che entra nelle nostre case, quotidianamente, ormai da anni.
Chiediamoci quanto incidono le trasmissioni televisive sui fatti di cronaca e i processi.
Io credo sia innegabile che le trasmissioni televisive in Italia incidano in modo significativo sui fatti di cronaca nera e sui processi giudiziari, riuscendo spesso e volentieri a trasformarli in veri e propri "processi mediatici" che rischiano di condizionare l'opinione pubblica e, in casi estremi, le indagini stesse.
Talk show e programmi di approfondimento tendono a ricostruire casi giudiziali, formando "mostri" o innocenti prima della sentenza definitiva. Gli atti processuali, come intercettazioni e verbali, vengono spesso diffusi, decontestualizzati e commentati in studio, influenzando la percezione di colpevolezza.
La forte esposizione mediatica può, indirettamente, influenzare il corso delle indagini, esercitare pressione sugli inquirenti o condizionare la memoria e la testimonianza di persone coinvolte.
Teniamo presente che investigatori e magistrati, in quanto esseri umani, non sono immuni dalla pressione dell'audience, il che può spingerli più o meno inconsciamente verso soluzioni rapide o clamorose, anche perché a volte si assiste a una narrazione mediatica che contrasta l'operato della magistratura, con il rischio di influenzare la percezione di imparzialità.
Tra l'altro si è assistito a casi di magistrati che hanno utilizzato la televisione per comunicare le proprie indagini.
I "Processi Mediatici" sovente si sostituiscono alle aule di giustizia, creando un'opinione pubblica che giudica prima delle sentenze definitive. Inoltre la forte esposizione mediatica, indirettamente, potrebbe condizionare la memoria e la testimonianza di persone coinvolte.
Vi è anche un altro elemento a non sottovalutare, il linciaggio mediatico, il mancato rispetto del diritto alla presunzione di innocenza, possono causare gravi danni reputazionali agli indagati, anche prima di un eventuale rinvio a giudizio o condanna.
Vi aggiungo alla fine di questa riflessione un testo molto interessante e molto critico che trovate nell'originale a questo link.
"Quante trasmissioni hanno fatto sul delitto di Garlasco? Centinaia di programmi a spaccare il capello in quattro coinvolgendo avvocati, opinionisti e vari esperti investigativi. Ore ed ore a discutere su un biglietto del parcheggio uscito fuori vent’anni dopo dal cassetto di Sempio. Che c’è di strano? Chi è che non custodisce i tagliandini del parcometro per anni, è la cosa più normale di questo mondo! Per non parlare delle ore a speculare su un presunto video hard della povera ragazza girato con il suo fidanzato. La poveretta non trova pace neanche da morta.
Poi veniamo a conoscenza dell’esistenza di un’organizzazione criminale globale impegnata in abusi sessuali, tratta e sfruttamento sistematico di donne e bambine – una rete che coinvolge anche le élite politiche, economiche e mediatiche europee – e tutto improvvisamente viene messo a tacere. Milioni di prove schiaccianti nei cosiddetti Epstein file rivelano ragazze costrette in condizioni di schiavitù sessuale, torture, sparizioni e veri e propri crimini contro l’umanità. Vittime abusate da personalità di alto rango dell’Occidente, tra Stati Uniti ed Europa: criminali, pedofili, torturatori coinvolti in pratiche sataniche e, si vocifera, perfino cannibalismo. Dietro a tutto questo l’ombra dei ricatti del Mossad. Eppure, i grandi media restano in silenzio o, al massimo, mandano qualche servizio a notte fonda. In compenso, continuano puntigliosamente ad analizzare un biglietto del parcometro e le celle agganciate dal cellulare di quel Sempio. Assurdo e vergognoso".
E come diceva Maurizio Costanzo: Buona televisione a tutti!!!
Grazie per l'attenzione,
Giorgio Bargna









