Tra file e ritardi, la Provincia di Como non può più aspettare: concretezza e territorio al centro della mobilità
Code interminabili ad ogni ora del giorno, collegamenti tra i paesi spesso insufficienti e pendolari costretti a sacrificare ore preziose ogni settimana. È questa la fotografia quotidiana della provincia di Como: una realtà dinamica e operosa, mortificata da una rete di mobilità e trasporti non più all’altezza del presente.
Non servono ulteriori promesse elettorali né ricette ideologiche calate dall'alto. Il nostro territorio non ha bisogno di slogan, ma di interventi concreti, manutenzione capillare e una programmazione seria, costruita ascoltando chi vive, lavora e produce ogni giorno su questo territorio.
Soprattutto, serve affermare un principio di giustizia ed equità territoriale: autonomia decisionale e federalismo fiscale. La Lombardia e la provincia di Como producono un residuo fiscale imponente che per troppi anni è servito a finanziare la burocrazia centrale anziché ritornare sotto forma di infrastrutture moderne. Meno centralismo e più risorse al territorio: è arrivato il momento di cambiare passo.
Le sfide sul tavolo: dal quotidiano alla visione d'insieme
Garantire il diritto alla mobilità significa sostenere le famiglie, i lavoratori, i nostri studenti e il tessuto economico locale. Le priorità per il comasco sono chiare:
Infrastrutture sicure e manutenzione costante: La sicurezza stradale e l'efficienza della rete viaria provinciale debbono essere il punto di partenza imprescindibile.
Potenziamento del Trasporto Pubblico Locale: Servono coincidenze reali tra treni e autobus, riducendo i tempi morti e garantendo un servizio dignitoso.
Integrazione e interscambio: Realizzare ed estendere i parcheggi di interscambio per permettere a chi arriva dai centri minori di accedere agevolmente ai servizi e ai mezzi pubblici.
Coordinamento sovra-comunale: Basta con gli interventi a macchia di leopardo. Serve una regia condivisa che metta in rete i Comuni della provincia.
Cinque impegni chiari per il territorio
Per passare dalle parole ai fatti, mettiamo sul tavolo cinque impegni politici ben precisi e misurabili:
Un Piano Provinciale della Mobilità reale: Mettere attorno allo stesso tavolo Comuni, Provincia, Regione e gestori dei trasporti. L'obiettivo è superare le frammentazioni locali ed esigere risorse adeguate per le nostre infrastrutture.
Corse modellate sulla vita dei pendolari: Autobus e treni devono adattarsi agli orari di lavoro, delle scuole e delle aziende, non il contrario. Meno burocrazia nei tagli, più flessibilità nell'offerta.
Collegamenti trasversali tra i paesi: È fondamentale potenziare le direttrici tra i vari centri della provincia. Non ha senso costringere lavoratori e studenti a confluire sempre verso il capoluogo per potersi spostare da un comune all'altro.
Piano straordinario per i parcheggi di interscambio: Creare punti strategici di sosta lungo le principali direttrici d'accesso, rendendo comoda e vantaggiosa la transizione dall'auto privata al mezzo pubblico.
Interventi mirati sui nodi critici della viabilità: Individuare i colli di bottiglia del traffico, stabilire priorità trasparenti, sbloccare i finanziamenti e monitorare i cantieri fino alla chiusura dei lavori.
Risorse e progetti ci sono: ora serve determinazione
Queste proposte non sono promesse irrealizzabili. Gli strumenti e i dati di partenza sono già sul tavolo: pensiamo alle criticità quotidiane lungo la Statale Regina per la Variante di Tremezzina, oppure alla pressione costante sui valichi di confine affrontata ogni giorno dai nostri frontalieri. I nodi critici sono ben noti e documentati anche dai progetti di cooperazione transfrontaliera come SMILE, così come le esigenze di riqualificazione delle direttrici e dei nodi di interscambio cittadino e provinciale.
I cittadini comaschi contribuiscono in maniera determinante alla ricchezza del Paese: meritano infrastrutture efficienti, servizi all'altezza e interventi rapidi, non di essere rassegnati a passare la vita in coda.
Meno promesse, più fatti. Meno centralismo, più attenzione al comasco!
Giorgio
Bargna
R.O. Como
Patto per il Nord




