domenica 15 febbraio 2026

SARA' NAVIGARD LA PROSSIMA FRONTIERA DELLA PRIVACY?

 



Una delle prossime novità, che entreranno nella nostra vita,  si chiama comunemente Navigard.

Ci dicono che il sistema, nato per sostituire e superare i limiti del Tutor, unisce innovazione tecnologica e sicurezza, offrendo un monitoraggio accurato e capillare della rete. Sviluppato da Autostrade per l’Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, il dispositivo integra radar, telecamere, sensori e server per monitorare in tempo reale il traffico e rilevare le violazioni del codice della strada.

Il funzionamento di Navigard è dovuto al concorso e alla sinergia tra vari dispositivi.

Radar e videocamere: misurano velocità media e istantanea dei veicoli

Sensori nel manto stradale: permettono di pesare i mezzi pesanti in tempo reale

Intelligenza artificiale: individua ostacoli, veicoli contromano e comportamenti irregolari

Server periferici e centrali: raccolgono e analizzano i dati, coordinando le informazioni in tutta la rete autostradale

Si tratta dunque di un vero e proprio ecosistema tecnologico che dialoga con varchi elettronici, telecamere di sorveglianza e centrali operative, questo significa che i dati raccolti non restano isolati, ma sono integrati in un sistema di monitoraggio continuo del traffico (ops).

Ci dicono da Autostrade che il Navigard risponde a diverse esigenze.

Controllo della velocità media e istantanea dei veicoli

Monitoraggio del rispetto delle corsie e dei limiti di massa per i mezzi pesanti

Rilevazioni di veicoli contromano e ostacoli sulle carreggiate

Verifica del rispetto dei percorsi e dei limiti di velocità dei mezzi pesanti

Supporto alla Polizia Stradale nella gestione del traffico

Riduzione dei tempi di intervento delle pattuglie

Navigard è stato sviluppato da Autostrade per l'Italia (ASPI) in collaborazione con la Polizia di Stato.

Ufficialmente non è previsto un costo diretto per gli automobilisti per l'installazione o il funzionamento del sistema, tuttavia, il sistema è progettato per aumentare l'efficacia delle sanzioni (velocità, cinture, uso cellulare), quindi il "costo" per l'utente deriva dalle multe in caso di infrazione del Codice della Strada.

Ci dicono che il sistema non sostituisce semplicemente i tutor, ma rappresenta un'evoluzione capace di rilevare in tempo reale non solo la velocità, ma anche il mancato uso delle cinture di sicurezza e l'uso del cellulare alla guida, oltre a monitorare il traffico pesante.

Quindi la domanda viene spontanea, se viene rilevato il mancato uso delle cinture e l'utilizzo improprio del cellulare quante altre cose possono essere "spiate" all'interno dei nostri abitacoli ed all'interno dei nostri dati mobili visto il monitoraggio tecnologico?

La capacità del sistema di tracciare in modo dettagliato i percorsi e i comportamenti dei veicoli solleva dubbi sulla gestione dei dati personali e sul livello di sorveglianza sulla vita privata degli automobilisti, tra l'altro da parte di un azienda in parte privata; di conseguenza esiste ( se volete, il remoto) il rischio di essere in "sottocontrollo" continuo da parte dello Stato e il rischio che i nostri dati personali siano a disposizione di database di un azienda privata, con tutti i rischi che conseguono.

Il tutto corredato dal rischio dei "Falsi Positivi". L'uso dell'intelligenza artificiale per l'analisi automatica delle infrazioni potrebbe portare a errori di interpretazione, costringendo gli automobilisti a ricorsi contro multe potenzialmente errate. Un problema poi difficile da gestire che ricade sempre sulle tasche dei cittadini e raramente su quelle delle istituzioni.

Rischiando pure di essere considerati populisti e/o visionari vediamo di alzare la soglia dell'attenzione, perché in nome di una sicurezza, tra l'altro molto latitante, ci stanno abituando ad essere monitorati.

Già nel lontano 1948 George Orwell immaginava un Grande Fratello, il Partito controllava ogni aspetto della vita privata e pubblica attraverso i "teleschermi" (dispositivi di sorveglianza bidirezionale) e la Psicopolizia, alla fine il protagonista passa dal ruolo di oppositore a quello di chi non solo obbedisce, ma "ama il Grande Fratello".

Quindi in campana gente, anche perché in città gli farà compagnia il suo fratello gemello SafeDrive.

Giorgio Bargna

Nessun commento: