Oggi trattiamo il tema dell'astensionismo, identificabile sia come fenomeno sociologico che come "piaga sociale".
Intanto proviamo ad analizzare i motivi che hanno portato a questa situazione.
Esistono tre vocaboli che messi insieme definiscono un concetto: democrazia liberale rappresentativa.
Oggi la democrazia (in senso stretto il potere del popolo) finisce con lo sfumare nel dominio di poteri quali ad esempio finanza, economia, tecnostruttura, organizzazioni transnazionali, di conseguenza quel che resta della volontà popolare viene sequestrata da cricche partitiche e oligarchie burocratiche.
Se c'è stato un tempo in cui liberale era un aggettivo che riportava alle libertà, oggi questo attributo si è andato a trasformare nella legittimazione della privatizzazione del mondo e dell’esclusione di qualunque limite economico, morale, comportamentale.
Quanto descritto purtroppo si unisce, in sinergia, alle trappole normative, agli sbarramenti da superare per ottenere almeno un diritto di tribuna nei parlamenti, alle innumerevoli difficoltà pratiche frapposte alla partecipazione al dibattito pubblico.
Tutto questo ovviamente porta allo scollamento tra cittadino e politica, tra cittadino ed amministrazione, considerato che ci troviamo a confrontarci anziché che con la democrazia con la plutocrazia, dominio del denaro, oligarchia dei potenti.
Questo è quello che il cittadino legge, che l'elettore percepisce, che di conseguenza alimenta sfiducia ed astensionismo.
Negli ultimi anni, il Covid è stato un esempio concreto, le democrazie liberali che vivono un paradosso crescente, si presentano come garanti delle libertà civili, ma moltiplicano i meccanismi normativi che limitano, controllano e regolano il comportamento individuale e collettivo. Le misure liberticide non vengono mai presentate per quello che sono (restrizioni, obblighi, divieti), sistematicamente giustificate in nome di principi postulati come superiori: salute, sicurezza, lotta all’odio, solidarietà, tutela dell’ambiente, eccetera. Il sistema si dice neutrale in termini valoriali e assiologici, ma legittima sé stesso in termini di virtù: uno stato etico di nuovo conio. Il procedimento mille volte replicato funziona, così si introduce una restrizione (divieto, tassa, obbligo, sorveglianza). Questa viene giustificata da un valore morale presentato come ovvio, auto evidente: salvare vite umane, proteggere i bambini, difendere il pianeta, accogliere i rifugiati.
Pian piano si sono presi questi poteri, senza ostruzione di parte alcuna ed un pensiero ripetuto più volte diventa verità assodata, supinamente accettata.
Lasciare, consapevolmente o meno, si creasse un immigrazione incontrollata, sfociante in un aumento della criminalità ha aperto la strada ad altri limiti della libertà.
E' aumentato l’apparato di sicurezza. Telecamere, droni, tecnologie di riconoscimento biometrico incombono, nel nome della sicurezza regolamentano, burocratizzano, rendono illegittime le condotte più ordinarie.
Sconfortante vero?
Ma c'è chi ancora vuole dare voce al cittadino.
C'è ancora chi vuole mettere al centro il cittadino.
C'è ancora chi vuole costruire una nuova classe politica formata da cittadini.
Questa speranza, che divampa, si chiama "Patto per il Nord".
A te astensionista non chiediamo solo il voto, noi ti invitiamo a collaborare, ti invitiamo a portare sui nostri social ed ai nostri gazebo, le tue istanze, le tue idee, il tuo contributo sotto ogni forma.
Tradotto, costruiamo insieme il nostro futuro.
Noi ci siamo.
Ghe semm, e vorum fal insema a te!!!!
Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como

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