martedì 28 aprile 2026

L’ ignoranza che alimenta la polemica: come funziona davvero la Sanità

 


Il tema trattato oggi risulterà antipatico a molti, soprattutto a chi ragiona di pancia o per spirito di polemica a prescindere.
Ammetto che in certe circostanze si potrebbe cercare di soprassedere, ma certi meccanismi sono spesso automatici e normali per chi svolge una professione.
Prima di entrare appieno nel tema facciamo una specifica. 
In Lombardia, come in altre Regioni italiane, è prevista una forma di trasparenza sui costi del ricovero, ma è importante distinguere tra l'informazione del costo a carico del Servizio Sanitario Regionale e l'effettivo pagamento da parte del paziente.
E' una cosa che ho vissuto anche io come antipatica, vista una mia particolare situazione, ma che è stabilita da una legge e che comunque non mi accusa di nulla, tantomeno di aver sfruttato il Servizio Sanitario.
Aggiungo un esperienza personale di più di 30 anni fa.
Un sabato sera, 35 anni fa, a Lugano mia moglie ha un leggero malore, andiamo all'Ospedale Italiano.
Pronto Soccorso pulito, vuoto, efficace, visita rapida e approfondita.
Mi vengono chieste 100.000 lire che poi la Regione (con calma olimpica) mi restituirà; qualche anno dopo andando in Grecia scopro che la regola d'ingaggio è la stessa.
Oggi (vi ricordo che stiamo parlando dalla nazione della strage di Corinaldo) si monta la polemica sulla trasmissione dei costi sanitari della tragedia di Cran Montana.
Che i giornali che devono fatturare montino un caso, che qualche giornalista che non approfondisce, polemizzano ci sta. Che lo faccia il Presidente dl Consiglio un po' meno, dovrebbe essere informato sulle ratifiche internazionali, dovrebbe. Invece abbiamo vissuto una totale ignoranza del funzionamento del sistema sanitario svizzero, e dall’ignoranza sul contenuto dei trattati bilaterali fra i due Paesi, che regolano anche l’assistenza medica. 
Nella Confederazione, ma come detto anche in alcune Regioni italiane, enti e soggetti che forniscono prestazioni mediche, sono obbligati a inviare copia delle fatture alle persone che hanno curato.
Le cure prestate in Svizzera a una persona di cittadinanza italiana sono regolate dai trattati bilaterali fra i due Paesi. In nessun caso, a quella persona verrà richiesto di pagare una fattura. Sono gli enti rispettivi a gestire la partita, attraverso l’Istituzione comune LAMal, fondazione di diritto pubblico elvetica che gestisce le pratiche sanitarie internazionali ed in ogni caso oggi  le famiglie non dovranno pagare alcuna fattura medica.
L'unico in Italia che sembra avere le idee chiare è Guido Bertolaso,assessore al Welfare della Regione Lombardia: “Atti dovuti, certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili. È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo”.
Inoltre va ricordato che in Italia:
-  I cittadini europei possono usufruire delle cure necessarie (urgenti e non) esibendo la Tessera Europea Assicurazione Malattia. Il costo viene addebitato allo Stato di provenienza.
-  I turisti o visitatori extracomunitari sono tenuti al pagamento delle tariffe regionali per le prestazioni sanitarie ricevute.
- Ai cittadini stranieri non in regola è comunque garantita l'assistenza sanitaria urgente o essenziale in pronto soccorso. Il costo di tali prestazioni è a carico del SSN, cioè il Contribuente, in attesa di eventuale rivalsa. 
Se sull'ultima prestazione si potrebbe lanciare un altro approfondimento sul resto direi che se a Corinaldo fosse stato ferito uno Svizzero, quindi extracomunitario, a parti inverse la legge è praticamente la stessa, da vedere il buonsenso non chiedere risarcimenti.
L'invito è ad informarsi, su questo come su tutto, anziché farsi traviare dalle polemiche sterili e magari consapevoli.
Nella Confederazione, ma come detto anche in alcune Regioni italiane, enti e soggetti che forniscono prestazioni mediche sono obbligati per legge a rendicontare il valore economico dell'intervento. Non si tratta di una "fattura da pagare" inviata per mancanza di tatto, ma di un atto amministrativo dovuto, previsto dai trattati bilaterali che regolano l'assistenza tra Stati.
È il meccanismo della trasparenza: il cittadino viene informato di quanto la collettività ha sostenuto per la sua salute. Eppure, abbiamo assistito allo spettacolo deprimente di una politica che, pur di inseguire il consenso immediato, preferisce cavalcare l’indignazione piuttosto che spiegare il diritto.
Se persino le massime istituzioni confondono un atto di trasparenza con un atto di scortesia, significa che abbiamo rinunciato a capire come funziona il mondo per ridurlo a un eterno, inutile post sui social. La gestione della cosa pubblica meriterebbe competenza e studio dei trattati, non reazioni emotive che servono solo a nascondere la realtà dei fatti.
Giorgio Bargna