Oltre il tramonto della vecchia politica: un sogno da scongelare
Chi, come me, ha superato i sessanta e segue con passione l'orizzonte politico, custodisce nel cuore un sogno che resta più che mai possibile: trasformare il nostro Stato-nazione in un moderno Stato federale, tappa necessaria per approdare a un'Europa dei popoli e rifondare il senso della nostra comunità.
Il blocco del sistema
Purtroppo, questo percorso è stato ostacolato da una politica nazionale restia a cambiare rotta. Si è preferito preservare un assetto che ha favorito l’ascesa di una classe dirigente autoreferenziale e tecnocratica. Dopo la stagione di Tangentopoli, il sistema politico è degenerato: siamo passati dal confronto tra i grandi schieramenti di un tempo a un’accozzaglia di sigle che, pur dichiarandosi di destra o di sinistra, hanno fatto ricorso ad accordi sottobanco pur di gestire il potere. Emblematico è il caso di molti movimenti che, nati come federalisti, hanno tradito le proprie radici in nome di un nazionalismo di convenienza.
Sfatare il mito dell'apatia giovanile
Tuttavia, questo sogno non è morto; è semplicemente "surgelato", in attesa di qualcuno capace di riportarlo in vita. E i protagonisti devono essere i giovani. Contrariamente a quanto raccontano i media, i ragazzi non sono affatto disinteressati: un recente studio dell'Istituto Toniolo smentisce categoricamente lo stereotipo dell'apatia giovanile, offrendoci una fotografia chiara della situazione:
Interesse e partecipazione: Il 76,4% dei giovani si dichiara mediamente o molto interessato alla politica, mentre il 71,7% considera il voto uno strumento fondamentale per la democrazia.
Volontà di impegno: Circa l'80% è pronto a impegnarsi in prima persona, a patto di trovare occasioni concrete.
Il vero ostacolo: Il problema non è la mancanza di interesse, ma un profondo senso di esclusione. Il 62,3% ritiene che la politica italiana non offra spazi reali di partecipazione, percependo i pochi canali esistenti come puramente simbolici o consultivi.
Sfiducia nei partiti: Solo il 31,6% dei giovani ripone fiducia nei partiti tradizionali, sentendosi sistematicamente ignorati dai leader attuali.
Proprio a causa di questo isolamento, i giovani si sono orientati verso forme di attivismo alternative — movimenti tematici per il clima, diritti civili e parità di genere, piazze digitali e consumo critico — che, pur mantenendo viva la loro passione, non sono ancora sufficienti a trasformare radicalmente il quadro politico nazionale.
La proposta di "Patto per il Nord" secondo la mia visione
Noi di Patto per il Nord abbiamo una visione diversa: vogliamo spalancare le porte al confronto, per costruire insieme una classe dirigente che nasca dal basso. La nostra politica vuole essere, davvero, "con la gente, tra la gente, per la gente".
Mi rivolgo soprattutto ai giovani: solo voi potete portare quel pensiero innovativo che noi, "anziani" dell'impegno politico, non siamo più in grado di generare da soli. È tempo di passare il testimone: noi mettiamo l'esperienza, voi l'energia necessaria per scongelare finalmente il nostro sogno.
Non chiedo ai giovani di 'seguire' un leader, ma di costruire con noi.
Per questo ritengo che, Patto per il Nord, debba lanciare qualcosa di simile a delle proprie Officine del Territorio: laboratori aperti dove l’esperienza di chi ha vissuto la politica del secolo scorso incontra l'energia e le competenze dei nativi digitali.
Non occorrono giovani che facciano da spettatori ai congressi, ma protagonisti che, attraverso mentorship dedicate e maratone di idee, scrivano le soluzioni per il futuro del Nord.
Lo spazio che le istituzioni vi negano, noi lo vogliamo aprire insieme a voi, perchè vi è dovuto.
So che siete stanchi di sentire promesse e so che i partiti vi hanno deluso, per questo non vi chiedo di iscrivervi a un partito, ma di partecipare a un cantiere aperto.
Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como
