È più importante discutere di una cittadinanza onoraria di 100 anni fa o delle liste d'attesa in sanità? Nel comasco si torna a parlare di Mussolini, ma il sospetto è che sia l'ennesimo polverone distrattivo per non affrontare i problemi reali di operai e pensionati. Ecco la mia riflessione.
Leggiamo nelle cronache locali di questi giorni che in alcuni Comuni della Provincia di Como, Olgiate Comasco e Cantù, viene richiesta, discussa, la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Si parla di una deliberazione messa in pratica 102 anni fa da moltissimi comuni di tutta Italia, un atto di propaganda fascista in linea con i dettami di quel tempo.
Fatto salvo che se non fosse stato indicato il tema dal "Comitato comasco per la morte di Giacomo Matteotti", nessun comasco si sarebbe mai svegliato la mattina con questa problematica, chiamiamola così, da risolvere.
Anzi diciamola tutta, il comasco nemmeno sapeva che queste cittadinanze fossero state assegnate.
Diciamocela tutta, chi scrive è persona sicuramente di destra, ma mai stata fascista, anzi tra le mie pagine il fascismo viene aberrato, ma ogni volta che viene riproposta una posizione ideologica arcaica, obsoleta, belligerante su fatti di storia seppelliti decenni fa, qualche dubbio mi assale.
Mi chiedo, siamo semplicemente davanti a persone che non riescono ad uscire da uno stereotipo?
Mi chiedo, non essendo in grado di proporre concretezza, alcune persone si attaccano al passato?
Mi chiedo, soprattutto quando si tratta di amministratori, ma nella vostra città non ci sono problemi concreti da risolvere?
Mi chiedo, anzi vi chiedo, per il cittadino, per il pensionato, per l'operaio pensate che sia più importante un Consiglio Comunale che tratti di questa tematica oppure uno dove si discute di un problema quotidiano?
Parliamoci chiaro, il fascismo andava e va condannato, ai ragazzi va insegnato che è male.
Parliamoci chiaro, l'antisemitismo, le discriminazioni, il razzismo, forme ancora presenti, vanno combattuti, ma basandosi sugli accadimenti moderni, ragionando e proponendo in base alla realtà attuale, non continuando ad attaccarsi ad episodi di un secolo fa, perpetrati tra l'altro in una situazione sociopolitica oggi inconcepibile e neppure immaginabile, vista la diversità dei tempi e delle culture a confronto.
L'ho già scritto decine di volte, la divisione anacronistica tra destra e sinistra è ormai superata da anni, oggi la "battaglia" si combatte, si deve combattere, tra chi deve salvare il proprio salario, il proprio potere d'acquisto e chi ogni giorno glielo erode voracemente pur di mantenere in piedi un apparato politico consolidato.
Nel momento in cui non devi far sapere al cittadino, al contribuente, che lo stai sodomizzando, tanto a chi sta a destra, quanto a chi sta a sinistra, viene comodo alzare polveroni distrattivi.
Perché il popolo non deve pensare alla mafia, non deve pensare alle lunghe liste d'attesa in sanità, non deve pensare all'aumento delle bollette.
Il popolo deve seguire i processi in TV, i talk show di cui abbiamo scritto qui, i grandi fratelli ed i piccoli artisti allo sbaraglio, richiamando si, in questo modo, la disinformazione tipica dei regimi.
Quindi da sinceri antifascisti, questo si lo dobbiamo essere, non facciamoci gabbare da inutili discussioni, ma pretendiamo risposte sui nostri problemi e sulle nostre necessità quotidiane.
Giorgio Bargna


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