Scrissi, nel lontano 28 settembre 2007, su un altra piattaforma, un breve articolo intitolato "L'incivile nemico".
Iniziavo osservando che occorre far crescere la responsabilità individuale del cittadino e con questa citazione di Thomas Jefferson: "Se un popolo crede di poter essere libero e disinteressarsi della politica, immagina qualcosa che non è mai stato né mai sarà. "
Sostanzialmente sostenevo che un vero cambiamento del paese non sarà mai completo né definitivo se non cambierà, insieme alle strutture istituzionali, anche l’atteggiamento personale di ciascuno cittadino.
Da quest’ultima considerazione derivava quindi un' obiettivo: far crescere il senso di responsabilità dei singoli cittadini nei confronti della cosa pubblica, dell’umanità, della natura e delle generazioni future.Troppe sono le persone chiuse nel proprio orticello, vuoi per menefreghismo o per plagio, abituate dai media o dall'ignoranza a pensare che i problemi vanno risolti da altri.
Già mi accorgevo che scardinare l'opposizione di chi è schiavo dell'oligarchia e del parassitismo è impresa improba, ma sostenevo che l'ostruzione del menefreghista è possibile convertirla in interesse; che applicandoci noi stessi nella vita civica della nostra città e della nostra nazione possiamo per far capire loro che partecipando alla vita civica e sociale diventano attori significativi e responsabili come lo sono le istituzioni.
Chiudevo sostenendo che bisogna istruire loro sul fatto che quello che produrrano in termini di collaborazione e decisionalità non porta frutti solo al loro immediato futuro ma anche a quello dei loro figli; che devono inoltre rendersi conto che una società che gode della partecipazione di tutti migliorerà la vita anche a chi è meno fortunato di altri. Che forse un mondo migliore formato in larga da persone responsabili è un'utopia, ma fino al giorno in cui la maggior parte dei cittadini non sarà “civicamente matura” non vi è speranza di cambiamento.
Sono passati ormai nove anni, li ho spesi quasi tutti nell'impegnare il mio tempo libero, sacrificandolo spesso alla mia famiglia, in attività politica.
Ho fatto politica sia filosoficamente che di milizia. Ho scritto di tutto e di più per cercare di far capire quanto sopra. Ho agito anche sul territorio, ultimamente anche come Prosindaco della mia frazione.
Se devo fare il sunto della situazione temo che in questi nove anni non sia cambiata una virgola. Il cittadino medio ancora non ha capito nulla di quanto accade attorno a lui o, peggio ancora magari, ha convenienza a non capirlo.
Quindi non solo menefreghismo purtroppo, a mio avviso, ma poco cambia.
Questo è il Cavallo di Troia che i padroni del vapore usano pensando che funzioni a tempo illimitato.
Probabilmente hanno ragione, ma per fortuna esistono persone non assoggettate che ancora e per sempre non hanno intenzione di piegarsi.
Qualche evento e la nostra voglia di combattere forse un giorno cambierà "l'andamento".
Di tanto in tanto mi chiedo se vale la pena di lottare in nome di chi non lo vorrebbe...ci metto sempre qualche ora a rispondermi, ma la risposta è sempre la stessa: SI!!
Giorgio Bargna
giovedì 25 agosto 2016
Il Cavallo di Troia
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venerdì 22 luglio 2016
Logorii
Diceva la vecchia volpe del Giulio: “Il potere logora chi
non ce l’ha”.
Ora non intendiamo il potere nel senso più spregevole che si
possa utilizzare, pensiamo solo a chi vorrebbe che le cose andassero
diversamente da come si evolvono e non può nulla per farlo accadere.
Ora da circa un anno, dall’ultimo Congresso, girano sui
media notizie più o meno vere (perlopiù meno vere) su “Lavori in Corso”, che la
fanno apparire come una sorta di seconda “Balena Bianca”.
Ora posso capire che chi lavora sui media cerchi i colpi a
sensazione, anzi lo giustifico, meno capisco chi continuamente remi, dall’interno,
contro un movimento veramente unico, danneggiandolo facendo trapelare
particolari e nomi, violando inoltre la privacy di chi pensa di deliberare in
una certa discrezione.
Non capisco chi rema dall’interno contro un amministrazione
che è l’unica, negli ultimi 150 anni, a Cantù, che si è aperta ai cittadini,
magari con modalità da perfezionare, ma che si è aperta. L’unica amministrazione
che ha limato i debiti ed ha iniziato a produrre opere pubbliche veramente
necessarie.
Sono pochi i cittadini, in realtà, che seguono il dibattito politico
canturino, ma a quei pochi va ricordato un semplice, elementare, ma importantissimo
particolare: “Lavori in Corso” (e l’amministrazione che la rappresenta segue questo
trend, nei limiti del possibile) è un movimento politico che basa le proprie
azioni su scelte assembleari.
Dopo di che, ad alcuni dei membri, le scelte possono anche
non piacere.
Questo qualcuno, mancando di rispetto al resto dell’Assemblea,
può anche esternare le proprie posizioni…non c’è legge che lo vieti … però
questo qualcuno deve sapere una cosa chiara ed inequivocabile … in “Lavori in Corso”
decide l’Assemblea e quanto deliberato da essa, volenti o nolenti lo si
RISPETTA E NON LO SI METTE IN DUBBIO!!!
Lo fa l’Amministrazione, lo fa il movimento … poi a casa
propria si possono dire mille parole, ma all’interno del movimento e davanti ai
cittadini canturini esiste un solo vincolo: RISPETTO!!!
Tutto il resto sono solo chiacchere e distintivo, oppure
delirio di onnipotenza.
Giorgio Bargna
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lunedì 25 aprile 2016
Non solo Benito
Oggi, come spesso capita, ho partecipato alle celebrazioni
del XXV Aprile tenutesi nella mia città, Cantù.
E’ la prima volta che lo faccio ricoprendo una, seppur minuscola, carica la quale mi consente ancor di più di capire la situazione in atto che per altro già avevo già ben chiara.
Mi hanno fatto, come sempre, quel certo effetto le note del “Silenzio”, di “Bella ciao” e di “Il Piave mormorava”…brani che a dispetto di chiunque voglia affermare il contrario non hanno appartenenza d’area politica, se non quella della libertà, dei diritti civili e del rispetto della vita umana.
Davanti alle critiche di visionismo e populismo mosse dai soli noti, mi sono sentito rinfrancato dalle parole di Don Lino Cerutti, espresse durante l’omelia nella Messa celebrata al Cimitero Maggiore in ricordo dei morti per la Libertà.
Don Lino ha citato Norberto Bobbio, non proprio classificabile come populista. Ha citato, per inciso, un suo pensiero del 1961, dove parlava di classe dirigente autoreferenziale, corrotta, inetta, irriverente, despota e menefreghista nei confronti dei cittadini. Ed era il 61, Bobbio non aveva visto il peggio del peggio.
Fa rabbia pensare alle migliaia di persone morte per creare un futuro democratico per se stessi e per i propri eredi, che si vedono oggi, osservando dal cielo, defraudati di un sogno, di un impegno, di qualcosa che dovrebbe essere naturale, spontaneo, dovuto.
Mi riconosco, lo dico e lo scrivo spesso anche io, anche nelle parole pronunciate da Claudio Bizzozero pochi minuti dopo in Piazza Garibaldi; il 25 Aprile non basta limitarsi a ricordare la resistenza e il fascismo dei primi 50 anni del novecento, oggi ci sono altri dittatori, altri despoti, altre oligarchie, altri grandi poteri da contrastare e forse sono più subdoli e pericolosi di quelli che si imponevano con le armi. Oggi si è schiavi di altro e non sempre ce ne si rende conto.
Come sempre sono sempre in pochi a capire subito, ma arriveranno anche gli altri, spero arrivino veloci però, prima che la situazione sia ingovernabile.
Accompagnata da una riforma federalista di stampo elvetico, una via verso il cambiamento, la rinascita, la più pacifica, quella usata anche da Gandhi, è quella della rivoluzione e della redistribuzione fiscale, la via che gli autoreferenziali temono di più.
Con buona pace per i despoti,
Giorgio Bargna
Giorgio Bargna
venerdì 22 aprile 2016
Forme di intelligenza irrazionali
Parleremo oggi di intelligenza, di essa e di similari. Se ne
parlerò in prima persona non sarà per eccesso di megalomania ma perché mi piace
scrivere di quello che vivo o conosco e non di quello che mi passa lontano.
Lo spunto nasce da un recente colloquio che ricalca altri
avuti in precedenza; colloqui vissuti in prima persona con persone che conosco
o tramite mezzi informatici con persone che nella realtà non conosco.
Il mondo delle mie conoscenze, reali e virtuali, si divide
abbastanza equamente tra estimatori e detrattori. I secondi spesso mi irridono,
denigrano e ridicolizzano; i primi spesso si dichiarano attratti mentalmente
e/o comunque dichiarano di apprezzare la mia, presunta, intelligenza.
A tutti rispondo di non essere assolutamente intelligente,
semmai tutt’altro…proverò a spiegarne le ragioni in queste righe di outing.
Tecnicamente ritengo che l'intelligenza si identifichi nella
capacità di affrontare e risolvere con successo e senza fatiche enormi situazioni
e problemi nuovi o sconosciuti utilizzando risorse disponibili e anche non
disponibili.
Questa è una capacità che assolutamente non mi appartiene, anzi
direi che sono agli antipodi da questo.
Una forma di razzismo mentale mi fa pensare alle persone
intelligenti quali fredde, razionali, prive di emozioni sebbene avanti anni
luce nei miei confronti.
Quanto io dica, faccia, scriva, suggerisca e pensi è invece
quasi sempre dettato dall’istinto e dal cuore, con risultati alterni.
I miei estimatori si basano nelle valutazioni soprattutto sulle
parole che trovano stampate in questo blog. Nego assolutamente ogni forma di
intelligenza razionale in quanto esprimo. Io semplicemente cerco di osservare,
assorbire, amalgamare quanto vedo, vivo e leggo in assoluta libertà per poi
esprimere le mie valutazioni, quelle che i detrattori chiamano giudizi.
Fossi stata una persona intelligente oggi probabilmente
vivrei meno pensieri, ma anche meno emozioni. Non so se sarebbe stato meglio
essere intelligente, sempre si possa dipingere l’intelligenza con i colori che
ho espresso, ma a quel punto avrei perso in libertà di pensiero e in emozioni
ed allora mi convinco che forse io stia meglio così, cuore e istinto.
Come spesso succede chiedo il vostro parere, non su di me
ovviamente, ma sul concetto di intelligenza.
Giorgio Bargna
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lunedì 28 marzo 2016
La superbia
Nei momenti in cui la politica mi nausea, capita che io mi
butti anche su temi sociali, sociologici o comunque di riflessione. Capita lo
faccia a volte per pura analisi, altre volte perchè toccato dai temi.
Oggi provo ad esprimere il mio pensiero, le mie valutazioni
sulla superbia.
Andassimo ad indagare su dizionari e pagine descrittive ci
verrebbe sicuramente spiegato che stiamo trattando di una valutazione eccessiva
delle proprie qualità e capacità che si manifesta con un comportamento
altezzoso e sprezzante. Ci verrebbe descritto che con superbia si intende la
pretesa di meritare per se stessi, tramite ogni mezzo, una posizione di
privilegio sempre maggiore rispetto agli altri. Essi devono riconoscere e
dimostrare di accettare la loro inferiorità correlata alla superiorità
indiscutibile e schiacciante del superbo.
Sicuramente nella persona superba è presente la personalità
dell'apparenza ed in parte anche un certo senso di violenza, non fisica
ovviamente ma psicologica. Sicuramente ci troviamo di fronte ad un'esagerata
stima di sé e dei propri meriti (reali o presunti), manifestata con un continuo
senso di superiorità verso gli altri.
Spesso incontriamo persone che nutrono una grande stima di
se stesse (spesso immotivata), questo però non significa necessariamente superbia,
il salto di qualità avviene quando essi intraprendono quella “gara”, quel
“confronto” che arbitrariamente decidono di avere con gli altri.
Il superbo si sente superiore agli altri e manifesta ciò con
una sorta di apparenza nell'agire. Il nostro descrive di fatto una propria
reale visione di se stesso, dalla quale alienerà quei particolari che
potrebbero sminuirla, e che interpreta in modo che i riflettori si accendano
solo su di lui. Motivato da questo
continuo confronto verso coloro che ritiene inferiori, il superbo esprime la
propria violenza psicologica...il senso di umiliazione provata dal perdente
diventa la sua gratificazione esistenziale.
Succede comunque non di rado che il superbo si creda una persona semplice, che
non si renda conto dei danni provocati dal suo continuo dimostrarsi superiore.
Rimane di fatto però che la sua scomoda situazione gli renda ostili tutti
coloro che reputa inferiori e che lo renda ridicolo agli occhi di chi grande lo
è davvero. Il superbo, purtroppo per lui (o lei) vivrà praticamente solo di
relazioni umane temporanee, al meglio superficiali, spendibili in ambienti
chiusi, sostenuti dalla superbia quale regola di vita.
Sono convinto che non tutti quelli che "se la
tirano" siano superbi ... anzi, sono anche convinto che dalla superbia si
possa uscire in molti casi basta trovare la giusta causa per aprire il cuore,
grimaldello fondamentale in questo caso.
Facendo outing ammetto di avere passato anni ad essere fiero
del mio pensiero superiore, ad evitare di ritenere fondato quanto espresso da
chi, razzisticamente, ritenevo intellettualmente inferiore, in base poi a
chissà quale parametro. Lavorare in team e praticare per una decina di anni
politica in un associazione libera e partecipativa mi ha aperto gli occhi
lasciandomi intravvedere un mondo diverso da quello che mi ero precedentemente
dipinto.
L'istinto ancora oggi mi porta a volte ad interpretare
atteggiamento quasi autistico dell'ascolto altrui, vivendo però una differenza sostanziale rispetto al
passato; oggi riesco ad immagazzinare nel cervello le altrui convinzioni per
poi attuare in seguito riflessioni e correzioni.
Sono convinto che dalla superbia, se non è giunta alla
metastasi, si possa uscire
... mi piacerebbe come sempre avere i vostri
riscontri.
Giorgio Bargna
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giovedì 25 febbraio 2016
140
Ho la presunzione di intendermi di partecipazione e politica,
sulla partecipazione anni fa ho impegnato molto tempo nello studio, tempo che
mi ha consentito di sviluppare con Emilio Arnaboldi (principalmente) e con
altri aderenti LiC e Rugiada tutta la regolamentazione sulla partecipazione
popolare a Cantù, poi discussa e approvata a piene mani da Commissioni Comunali
e Consiglio Comunale.
Parlando della Consultazione Popolare che a Cantù ha determinato la nuova
destinazione d’uso dell’area dell’ ex Tribunale, non prendo nemmeno in
considerazione i commenti delle altre forze politiche canturine che parlano di
flop in relazione al numero dei partecipanti, ma devo ammettere che, se posso
capire alcune affermazioni, purtroppo rimango basito da quelle del PD,
movimento che della partecipazione ha fatto spesso bandiera, probabilmente
senza sapere di cosa si parla.
140 è il numero dei partecipanti. Secondo qualcuno è un
flop. A mio avviso è un numero che sta nella norma, nelle previsioni, visto che
il popolo italiano è stato, da sempre, indottrinato a non scegliere
direttamente del proprio futuro.
Ma qui stiamo parlando di un evento che è stato fortemente
voluto dalle uniche forze politiche e dall’unica amministrazione che praticano
la vera democrazia. Non è il numero a contare, conta l’occasione creata a
favore del cittadino.
Davanti a questa Consultazione Popolare lo sforzo più grande è stato
riuscire a organizzare il tutto, al prossimo giro l’obbiettivo sarà far
partecipare almeno un solo cittadino in più e sarà già questa una seconda
vittoria.
Dalle nostre parti non si parla di politica, si propone
Democrazia, quindi, prima di parlare sciacquarsi la bocca.
Giorgio Bargna
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sabato 20 febbraio 2016
Spezziamo le catene (Fronte di Liberazione Fiscale)
Chi mi conosce sa che scrivo e mi impegno su questa
situazione, su queste soluzioni, da tempo non sospetto.
Viviamo in una società ormai degradata, insostenibile dal
punto di vista morale che, a forza di alimentarsi di questo malcostume, si è
ridotta in mutande o in braghe di tela se preferite.
La forza centrifuga della classe dirigente autoreferenziata
ha reso oggi insostenibile la situazione, questo a causa dell’esagerata spesa
pubblica ormai completamente fuori controllo e della conseguente insopportabile pressione
fiscale che rappresenta di fatto una vera e propria rapina da parte dello stato
a danno delle persone oneste, trasformate in veri e propri schiavi fiscali ad
esclusivo vantaggio di una pletora infinita di corrotti e parassiti.
Non rimane molto tempo a disposizione se vogliamo evitare
che questo paese fallisca, si deve intervenire senza incertezza.
L’ho scritto centinaia di volte ormai, per risolvere la
situazione occorre l’intervento diretto di chi subisce gli effetti più
devastanti del sistema che si è venuto a creare.
Non ci si può certo aspettare che chi ha creato tale
situazione abbia interesse a modificarla…cito direttamente dai testi FLF… “chi
vive di parassitismo e privilegi non ha alcun interesse a modificare la stato
di cose esistente e dunque nessuna speranza di reale cambiamento è possibile
riporre nei partiti di regime, tutti parimenti compromessi col sistema o, nella
migliore delle ipotesi, privi di una seria proposta di cambiamento profondo
della realtà”.
Il “Fonte di Liberazione Fiscale” nasce proprio
nell’intenzione di spingere ad agire direttamente le persone che subiscono gli effetti
più devastanti del sistema.
Cito sempre dai testi FLF gli obbiettivi da perseguire:
- dimezzare la pressione fiscale e previdenziale (in modo
che la somma di tributi ed oneri non superi mai il 40% del reddito pro capite);
- azzerare la spesa pubblica improduttiva (in modo che la
spesa complessiva non superi mai il 30% del PIL);
- trasformare lo “Stato centralista dei partiti” nella
“Confederazione dei Liberi Comuni” (in modo che il 90% del gettito erariale e
delle pubbliche funzioni sia di competenza diretta dei Comuni e sotto il
controllo diretto e vigile dei cittadini contribuenti).
E’ giunto il momento, facciamo si che dalle prossime
elezioni regionali esca forte un nuovo movimento, forte tanto da andare a
trattare ad un tavolo con lo stato e strappare tante similitudini con la
Svizzera e la Catalogna.
Aderite al movimento, portate la vostra forza, la vostra
voglia, le vostre capacità. Se invece non vi sentite in grado di fare questo
sostenetelo.
Spezziamo le catene!!!
Giorgio Bargna
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mercoledì 10 febbraio 2016
Io farò lo stesso
Viviamo un mondo pauroso, corriamo come pazzi, viviamo al
limite, ci confrontiamo con cose e persone ogni giorno senza dare a loro sempre
il peso che hanno.
Succede anche a me. A volte capita di rallentare per fortuna
e riflettere su cose recenti o distanti, sulle persone e gli eventi che hanno
riempito la mia vita.
Ogni tanto capita di rilassarmi e riflettere su quanto
successo accanto a me, di come mi sono comportato e di come lo ha fatto chi,
vuoi per gioco o per sentimenti o per lavoro, ha passato tanto tempo vicino a
me.
Rifletto e capisco quanto è successo, capisco le sfumature
che prima mi erano sfuggite, capisco alcuni atteggiamenti che nel corso delle cose
sembravano intollerabili.
Capita di parlare con altri di situazioni e/o persone e
sentire da loro notizie che ti fanno capire quello che non hai saputo ascoltare
o che non ti hanno voluto raccontare.
Sono convinto che anche le controparti non hanno capito il
mio modo di essere, quindi al termine di questo breve pensiero chiedo a chi
calcherà in futuro il sentiero della mia vita di esprimersi apertamente e di
ascoltare anche il mio cuore…io farò lo stesso.
Giorgio Bargna
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martedì 9 febbraio 2016
Ragazze, donne , madri
Nei momenti in cui la politica non mi assorbe troppo i
pensieri mi diletto a scrivere di argomenti più indirizzati a valori,
sentimenti, situazioni, il tutto senza avere la pretesa di essere un sociologo.
Parliamo oggi di donne, donne che diventeranno madri.
L’infanzia sicuramente influenza la vita di tutti, ma l’universo
femminile a mio avviso ne rimane vittima in modo maggiore.
Molto dipende dall’inizio della nostra vita, chi nasce tra
le coccole e i premi sicuramente avrà una vita sostanzialmente diversa da chi
cresce tra padri padroni e madri per niente tenere che a sei anni ti fanno
lucidare le padelle.
Il padre padrone genera sostanzialmente quella ragazza che
già a dodici anni sogna di volare via, che spesso spicca il volo a sedici e a
diciotto a capito già, tra botte e tradimenti, che non è stata una grande idea
sposare il primo che passa per la strada.
Genitori che dispensano coccole e vizi in quantità
cresceranno ragazze più serene che avranno il tempo di godersi la vita, diversi
ragazzi, la discoteca ed il viaggio di nozze d’elite.
Incontreranno tutte un marito, non sempre è regola che
quanto sopra (ed anche sotto) succeda,
ma l’uomo che sposerà la prima ipotesi di donna certamente avrà al fianco una
donna pronta a lottare, lavorare, sputare sangue ed essere fedele alla casa fin
quando le forze glielo consentiranno, corna e botte comprese. Chi sposerà la
seconda ipotesi di donna corre il rischio di avere una persona a fianco che le
responsabilità non le conosce nemmeno da lontano, che non triterà la cipolla perché
piangono gli occhi e via di seguito.
Diventeranno madri entrambe, queste tipologia di donne, entrambe
ameranno i propri figli, ma in base a chi sono diverso sarà il sacrificio e l’educazione
che sapranno trasmettere, diverso sarà quello a cui sapranno rinunciare per l’amore
che hanno verso i figli.
Certo l’ho messa schematica, molte sono poi le varianti
nella vita che fanno saltare gli schemi; la più grande sono gli uomini (non
necessariamente mariti) che avranno al loro fianco e gli amici che le
consiglieranno, consoleranno, sproneranno.
Io ho espresso una filippica data da una visione maschile
della cosa, mi piacerebbe sapere cosa ne pensano soprattutto le donne, ma anche
altri maschietti.
Giorgio Bargna
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lunedì 1 febbraio 2016
Qualche domanda ad ASF ed a voi
Nella prima mattinata del 28 gennaio scorso un autista della
società ASF Autolinee emette un verbale di accertamento e sequestra a mio
figlio minorenne tesserino identificativo ed abbonamento (regolarmente pagato).
Viene contestato al ragazzo un “ABBONAMENTO FUORI TRATTA”,
sostanzialmente la linea indicata sul tesserino e quella indicata sull’abbonamento
non coincidono. A prima vista sembrerebbe che ci troviamo in una situazione di
torto, ma secondo me vale la pena di contestare il verbale per i motivi che
elenco in seguito e mi viene spontaneo porgere alcune domande ad ASF
Autotrasporti.
Innanzitutto contesto all’azienda il luogo dove
viene elevato il verbale; è
testimoniabile da terza persona che è stato elevato in altro luogo rispetto a
quanto indicato nel verbale.
Chiedo all’azienda come sia possibile ricevere una multa
utilizzando un tesserino avuto in possesso dopo una richiesta compilata tramite
assistenza di un loro rivenditore.
Chiedo perchè, visto che il problema è stato rilevato in
salita sull'autobus ad Albate, mio figlio non sia stato fatto scendere
immediatamente dal mezzo anzichè essere stato accompagnato e fatto scendere in Como città.
Chiedo se è nelle facoltà di un autista il sequesto di un
documento personale di riconoscimento e di un abbonamento regolarmente pagato.
Chiedo se avendo pagato regolarmente l'abbonamento sia
giusto che il viaggio di ritorno il giorno 28 e i viaggi andata/ritorno del
giorno 29 siano dovuti essere stati pagati di nuovo tramite acquisto di
biglietti giornalieri.
Ma soprattutto, ed è questo il punto su cui voglio
focalizzare la situazione, mi chiedo come sia possibile lasciare senza tesserino
ed abbonamento (regolarmente pagato) necessari per il rientro a casa tramite
mezzo pubblico un ragazzo minorenne senza prima accertarsi se abbia le facoltà fisiche
e/o mentali di poter avvisare la famiglia e/o di comprare un biglietto e senza
accertarsi se sia dotato di un telefono per chiamare un genitore e/o del denaro necessario per acquistare un
qualsiasi biglietto.
Mi chiedo nel caso fosse successo qualcosa di spiacevole
al ragazzo chi avrebbe dovuto rispondere legalmente. L'autista? ASF? I
genitori?
Buona riflessione, Giorgio Bargna
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