venerdì 31 dicembre 2021

E' ora del "Piano B"

 


Parto da un piccolo inciso, segno dei tempi che riguarda solo in parte il tema del post; i miei articoli di politica (esclusi quelli "tecnici") hanno sempre avuto almeno 200 visualizzazioni, malgrado chi leggesse spesso fosse in disaccordo.Da quando sono una voce fuori dal coro in tema Covid siamo a una media di 20 visualizzazioni... a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...


Però la verità alla fine viene a galla, i fatti non mentono.

Io sono diventato fervente critico delle mosse governative da subito, ma questo è essenzialmente un pensiero politico, poi viene la scienza, che non mente, se non viene strumentalizzata.

La maggior parte di noi purtroppo guarda solo il TG a tavola o legge i giornali che vivono di sovvenzioni statali, altri come me cercano anche tra le pieghe delle notizie e scovano notizie di questo tipo questa oppure questa.

Dicevamo scienza e la scienza la ritengo identificata con l'Istituto Superiore di Sanità (che è leggittimo immaginare porti un pò di acqua al governo, quindi i dati potrebbero essere più clamorosi) smentisce le quotidiane affermazioni di Premier e Ministri. Di quella categoria che circa un anno fa proclamava che dopo la vaccinazione (parliamo di prima dose) del 70% della popolazione vaccinabile si sarebbe raggiunta l'immunità di gregge; i dati odierni, a seconda dose completata, li smentiscono spudoratamente.


Fu uno dei video più equilibrati visti su youtube (ovviamente oscurato) a portarmi ad essere più che scettico sui vaccini. Una signora, medico, non esortava a non vaccinarsi, ma spiegava i motivi scientifici che la portavano a decidere di non vaccinarsi. 

Due principali e fondamentali.

Il primo: i vaccini sono basati sul primo virus cinese e quindi superati ed inutili. Le varianti hanno confermato questa tesi.

Il secondo: la quantità di test era elevata, ma i tempi troppo stretti per poter intuire quali controindicazioni si potessero scatenare.

La signora era convinta che comunque molte patologie latenti si sarebbero potute scatenare a causa del vaccino, non ricordo purtroppo quali.

Da sempre sostengo che sarebbe stato meglio investire sulle cure. Una delle risposte sentita più volte era che che la cura costa molto.
Beh, anche la crisi economica susseguente al Covid ci costerà parecchio e quello che il contribuente non ha speso per la ricerca sulle cure lo spenderà in aumento di costi dei servizi e delle energie, per non parlare delle attività lavorative distrutte nel frattempo, che nessun "Recovery" potrà mai sanare.

Parlo di scelte sbagliate (a livello globale, non solo nazionale) senza voler accusare di scelte deliberate, però è chiaro che gli aumenti del costo della vita, le restrizioni sulle libertà, le morti che continuano copiosamente, attività che chiudono e saranno boccone appetitoso per le Mafie, siano pane appetitoso per i complottisti.

Mi auguro davvero un cambio di rotta da parte dei Governi, spinto magari ogni giorno di più, dai Popoli che finalmente prendano coscienza del fatto che finora il "Piano A" non ha funzionato.

Giorgio Bargna

domenica 19 dicembre 2021

Andare oltre le posizioni

Non è certo una novità che gli argomenti politici e di dominio pubblico creino campanilismi, da sempre ad esempio esistono violenti estremismi di destra e sinistra e campanilismi da bar; ma oggi, da un paio di decenni in realtà, la situazione è peggiorata.

Gran parte della colpa è da addossare alla TV ed ai media in generale, social network compresi.

Una sferzata violenta avvenne ad esempio in politica quando si iniziò a lasciar passare la politica urlata in TV negli anni in cui la Lega Nord cercava visibilità, avvenne nello sport quando trasmissioni come il "Processo del lunedì", inizialmente una novità positiva, si trasformarono in corride subito messe in onda anche dalle televisioni private.

Così anche oggi, davanti "all'emergenza Covid", ogni giorno di più, sale l'estremizzazione dei dialoghi.

Cosa vedo io come cittadino che cerca di farsi un opinione?

Vedo che siamo di fronte a un ondata di influenza molto più infettiva in confronto alla normalità.

Vedo, stando ai dati delle cartelle esaminate, che il Covid in se stesso uccide non di più delle altre epidemie influenzali (che sono annuali), ma riesce ad uccidere più facilmente i soggetti deboli (se prendiamo per vere e verificate le "morti con Covid" che ci vengono esposte.

Vedo misure di contenimento spesso in contraddizione l'una con l'altra, persone confuse, persone insicure, persone che cercano di capire, "estremisti a prescindere" che trovano campo libero, persone che si affidano alle decisioni di scala mondiale, vuoi per mancata voglia di ragionare, vuoi per pura fiducia nella "scienza".

Vedo, ho visto, vedrò, la politica, le istituzioni affrontare il Covid seguendo i dettami della "scienza e della medicina" che suggeriscono restrizioni di massa e vaccinazioni a tutto spiano.

Cosa vorrei vedere o cosa considero?

Considero sbagliata la scelta della vaccinazione diffusa (non perchè io sia contro i vaccini, li ho fatti tutti e tutti li ho fatti fare a mio figlio) perché per quanto sperimentata su larga massa e basata sui vaccini Sars precedenti non c'è stato il tempo di testarne gli effetti sul lungo tempo.

Avrei preferito che fossero al limite vaccinati e costretti a forme di restrizione i "soggetti deboli", che si fosse sviluppata di più la ricerca sulle cure.

Abbiamo visto scelte veramente basate sull'ebetismo, tipo i banchi a rotelle (questa spesa era meglio investirla sulla ricerca). Abbiamo vissuto restrizioni (che posso aver concepito solo durante il primo lockdown, quando non sapevamo cosa stessimo affrontando) che ancora oggi stanno dilaniando l'economia uccidendo migliaia di attività ed il potere d'acquisto di ognuno di noi.

Vedo e non vorrei vedere le istituzioni cercare di imporre senza obbligo greenpass e vaccini, anche se ultimamente vediamo proclamare i primi obblighi per categoria.

Ho visto, vedo persone non convinte di queste politiche doversi assoggettare per non perdere il posto di lavoro a tamponi, ma soprattutto al vaccino (perchè non si dice ad alta voce, ma alcune aziende non gradiscono i tamponi).

Ho visto e vedo persone buggerate, convinte a vaccinarsi credendo fosse necessario il greenpass per andare in vacanza, vedo scelte incoerenti che vietano feste di piazza a Capodanno, ma ti lasciano libero di essere in 60.000 allo stadio, uno seduto a fianco l'altro.

Torniamo però all'argomento iniziale; cancellare estremizzazione e differenze di pensiero.

Quindi prendo per buone le indicazioni della "scienza" fatte proprie dalla "politica" e lancio la mia idea ai governanti.

Anziché imporre,  convincere gli indecisi ed i contrari.

Come?

A livello economico dimostrando di avere fatto la scelta migliore.

A livello medico su due fronti.

Innanzitutto dimostrando (loro, i politici e i governanti) di essersi vaccinati ed eseguendo periodicamente analisi che dimostrino che non hanno avuto effetti collaterali.

Poi eseguendo, a campione, autopsie su persone vaccinate, decedute per qualsiasi causa, anche con la partecipazione di esponenti "no vax", in modo tale da dimostrare anche così l'assenza di effetti collaterali.

Solo così si potranno convincere gli scettici ed eventualmente vaccinare tutti, anche perché davanti al 100% dei vaccinati poi c'è solo la verità assoluta.

lunedì 30 agosto 2021

Ferragust di legnamèe


L’ultimo lunedì del mese d’agosto è tradizione che le ormai non più numerose botteghe artigiane del legno-arredo canturine, e non solo, festeggino il proprio ferragosto; la tradizione è nata decenni fa, quando il giorno dell’Assunzione spesso e volentieri gli artigiani canturini del legno lavoravano.

Una tradizione molto in voga nei paesi del canturino che va perdendosi sia a causa della chiusura di molte “botteghe”, sia a causa del ricambio generazionale all’interno delle aziende, i giovani cresciuti con altri valori e senza l’assimilazione delle tradizioni, sono decisamente meno legati a quel rapporto quasi parentale, pur nel rispetto dei ruoli, fra “ùl padrun” e i suoi dipendenti. 

A suo tempo era una vera e propria giornata di meritata vacanza dopo un anno di duro lavoro, sponsorizzata dai titolari, che offrivano a tutti i loro collaboratori un giorno di svago in trasferta presso qualche paese rivierasco lariano dove si celebrava, in qualche ristorante di lusso, il pranzo “da sciùri”. 

Lo sviluppo economico e sociale della nostra “Terra” è passato, ci si augura passerà, soprattutto dal “mondo” del legno-arredo, non sarebbe errato mantenere vivi anche questi esempi vissuti in tempi meno facili rispetto ad oggi. 

Giorgio Bargna


giovedì 4 giugno 2020

Pecore da tosare


Negli ultimi tempi mi sono concentrato parecchio sui risvolti economici della pandemia, oggi vorrei tornare riflettere invece un pò su quelli sanitari e umani della situazione.

Sorvolando i discorsi già accennati nel tempo sulle lacune sanitarie ben visibili agli occhi di tutti (personale sanitario lasciato allo sbaraglio, strutture carenti per scelte politiche, presidi medico/chirurgici inesistenti) e l'abbandono totale della prevenzione verso gli anziani, una cosa mi rimane per prima impressa nei pensieri, si tratta dell'immagine dei camion militari a Bergamo che portano via le bare.

Ce l'ho impressa però, per un motivo probabilmente diverso da quello della maggioranza delle persone.

Io ho avuto l'impressione che si volesse portare in forni crematori abbastanza velocemente delle prove, cadaveri (scusate il termine poco umano) che anziché essere sottoposti ad autopsia dovevano essere eliminati, per non rischiare che demolissero le certezze che ci venivano propinate riguardo a cause, effetti primari e collaterali (che vedremo prossimamente nei sopravvissuti) e possibili terapie che non fossero soltanto fondate sull'ultima speranza di una terapia intensiva.

Una seconda cosa impressa, anche se la cosa più importante di cui voglio parlare è la terza, sono sempre i militari, già arrivati per circoscrivere la zona più "calda" d'Italia e rispediti in caserma; il continuo rimpallarsi le responsabilità da parte di politici lombardi e romani, almeno avessero la decenza di tacere, ipocriti maledetti, sia gli uni che gli altri avevano l'obbligo di istituire la zona rossa, era loro DOVERE.

Ma oggi vorrei porre l'attenzione su un punto sempre rimasto sotterraneo, un punto che difficilmente verrà risaltato. Purtroppo non avremo mai un analisi reale delle vittime (di dove esse si sono contagiate e morte), non sapremo mai come abbia inciso sul numero dei decessi e dei contagiati.
Vorrei porre l'attenzione sui contagiati rimasti in casa, sui parenti delle persone infette gravemente, che sono stati a loro volta rimasti contagiati e abbandonati nelle loro case, privi molto spesso di cure e assistenza.
Una categoria che, prima e dopo il lockdown, ha sicuramente inciso molto sul numero di infetti e vittime, una categoria che comunque ha molto sofferto anche nei casi meno gravi e che probabilmente non essendo censite non avranno diritto ad aver riconosciuti i "danni di guerra".

I racconti di amici e conoscenti mi parlano di persone rimaste settimane con febbre altissima (terapie da influenza generica prescritte senza tamponi o test), persone che hanno subito dolori articolari tremendi, polmoniti e bronchiti pesanti, diarrea forte, perdita di olfatto e gusto, congiuntiviti, invitati a farsi la quarantena autogestita a casa, possibilmente senza rompere i maroni.
Semiabbandonati senza cure e senza preoccupazioni, vittime di scelte di strategia politico/sanitaria fatte da sciacalli senza pietà.

 Storie sommerse di cui poco si sa, che a pochi interessano, storie a firma Italiana, la nostra versione dell'immunità di gregge, negata ufficialmente, ma perpetrata nella realtà dei fatti.

Ma in fondo è giusto così, la maggior parte degli italiani sono pecore condotte dal pastore, quindi giustamente meritano di essere agnelli da sacrificare, pecore da tosare, gregge da indottrinare a piacimento chi manovra più o meno occultamente le sorti del mondo.

Giorgio Bargna

martedì 2 giugno 2020

Il tasso più alto



In pochi giorni mi sono dovuto sorbire i gilet arancioni, un altro movimento che si richiama al tricolore, a una nazione che in più di 150 di storia non ha saputo o voluto migliorare se stessa e poi tanti soloni che si richiamano ad essa attraverso il 2 Giugno, uno, il più emblematico, tra l’altro teme separatismi … chi è causa del suo mal …

In questa Repubblica rimangono evidenti differenze sociali ed economiche che non si possono continuare a sopportare, quindi se un modello amministrativo non funziona, esso va cambiato.

Errare è umano, perseverare un po'meno.

È giunto il momento di modificare la rotta, il Comandante, il Nostromo e pure l'equipaggio.

Possiamo ancora credere che esista una Nazione che si chiama Italia? Credo solo dopo una svolta e le recenti vicissitudini legate al Covid evidenziano ancora di più la sostanza, modifiche federaliste e/o autonomiste non possono che giovare ad ogni zona del Paese.

La Lombardia, bersaglio politico (in un momento cruciale, quindi vergognosamente) del centralismo, soprattutto di marca Pd e derivati, non deve più sottostare alle devastanti politiche economiche e di bilancio portate avanti per anni dal centralismo romano.

Milano come ogni altra città della penisola, la Lombardia  come ogni altra Regione deve ispirarsi  guardando a Lugano e alla Svizzera: alla società elvetica fondata su federalismo e libertà che, non a caso, ha gestito molto meglio la crisi del Covid-19 e si appresta ad affrontare con una ben diversa energia la crisi economica che già incombe.

Non alla grottesca gestione nostrana che ha portato e lo vedremo molto più concretamente nei prossimi mesi a svariati fattori fantozziani.

 Aldilà delle migliaia di vittime dovute ai tagli sanitari impartiti da Roma a cui le Regioni (compreso il Lazio di Zingaretti) hanno dovuto con più o meno perizia e onestà adeguarsi, abbiamo visto impartire la negazione di autopsie rapide, abbiamo visto medici lottare in prima linea lasciati senza protezioni, abbiamo visto lacune su mascherine, tamponi, test, assistenza domiciliare; questo sul lato sanitario.

Economicamente non aver saputo gestire la situazione, malgrado un apparato tecnico/scientifico altamente magnificato, ha generato la mancanza di introiti nell'immediatezza a partite IVA e dipendenti, ha ucciso il commercio, ucciderà una vita sostenibile ed anche le prossime tassazioni, sia locali che nazionali, affondando i servizi che la Nazione dovrebbe tornare ai Cittadini.

Economicamente ha partorito il solito topolino romano fatto di sanatorie, regolarizzazioni e quant'altro legate soprattutto ad attività economiche legate ad alcune specifiche Regioni.

Più ancora della Lombardia, dopo oltre un secolo e mezzo, dovrebbero essere proprio queste Regioni a ribellarsi per prime a certe politiche che le lasciano segregate a caporalati, mafie e attività poco chiare.

Ma ancora una volta, se ci sarà un motore trainante, sarà quello delle regioni padanovenete, le quali grazie anche alla loro disposizione geoeconomica a al conseguente inquinamento ambientale ancora una volta pagano e pagheranno il tasso più alto.

Giorgio Bargna

domenica 17 maggio 2020

Una forzatura e una scommessa


Faccio un analisi molto forzata e molto provocatoria della situazione attuale, che comunque contiene a mio avviso delle verità.

La faccio forzata e provocatoria perchè in questi mesi si è rafforzata una mia teoria; all'italiano medio se scrivi un articolo assennato, con tutti i dati possibili a confermare ciò che scrivi, nemmeno ti legge, nemmeno gli passa per la testa di discutere, se alzi la voce, se attacchi a petto pieno invece subito arriva.

1) Abbiamo iniziato a conoscere il virus grazie al suo sviluppo in alcuni paesi asiatici, chi stava al comando ci ha detto che era paragonabile a un influenza, ma intanto la morivano come mosche.
In effetti forse lo è, peccato che sia più aggressivo anche perchè sottovalutato, anche perchè provoca una morte di grande sofferenza, anche perchè negli ultimi anni la politica nazionale e regionale ha minato la sanità pubblica.

2) Dopo avere avere fatto il "gatto di marmo" qualche settimana il Presidente del Consiglio, sotto la spinta di alcuni Governatori, abbastanza poco capaci come lui, inizia la battaglia al "Vairus".
La grande strategia consiste nel chiudere tutti a casa (quindi avete eventualmente infettato le vostre famiglie, nonni compresi, se andavate a aiutarli), nel chiudere praticamente tutte le aziende, a prescindere dalle specificità, per un lungo periodo (c'erano luoghi di lavoro che con gli stessi criteri di oggi consentivano di lavorare in piena sicurezza), nell'impedirci di fare una passeggiata ma mandarci comunque a fare spesa o in farmacia (ho scoperto in questo periodo che le farmacie erano più frequentate dei metrò nell' ora di punta.

3) Malgrado un "Comitato Tecnico Scientifico" di grande qualità si è ordinato di non eseguire assolutamente autopsie, di non mollare un centimetro di burocrazia, di non convertire le fabbriche alla produzione di presidi di sicurezza, di far lavorare medici e infermieri in prima linea senza le adeguate protezioni in molti ospedali, ci si è dimenticati di tutelare le persone anziane e disabili, si è bloccato il resto della vita ospedaliera.
Non si sono assolutamente calcolati i danni economici e le conseguenti derive, anche rivoluzionarie, anche psichiatriche, che produrranno tra pochi mesi.

4) Sono state varate, per far rispettare le regole, delle sanzioni. Ma non penali come si dovrebbe in un ipotetico periodo mortale, semplicemente amministrative; lo Stato fa cassa sulla morte dei suoi sudditi, perchè questi "Signori" hanno a cuore le casse non la salute dei cittadini.

Ma ora, TU, "cittadino medio", sei contento. Potrai andare a bere il caffè, potrai andare da parrucchiere e estetista, puoi passeggiare, magari in TV torna anche il campionato di calcio, se avrai i soldi per farlo. Però ti sei dimenticato di alcune cose, te le elenco cercando di dare un grado di importanza:

a) Sono morte persone, tante, magari qualcuno era tuo parente e/o amico
b) Sono morti medici, anche di famiglia, lasciati soli e indifesi a combattere
c) Hanno bruciato i loro cadaveri senza esaminarli per cercare di trovare modo di salvare la tua di vita
d) Ti hanno tolto la libertà per mesi, mettendoti paura, togliendoti la libertà psicologica
e) Il grande comitato ti ha preso per il culo, ti ha promesso seicento euro se sei una partita IVA o la cassa integrazione, ma ha cercato prima di fare in modo che fossero le banche a darteli, così loro erano a posto e tu contraevi un debito.
Ora che le banche (che non sono enti di beneficenza) hanno chiesto garanzie e tocca allo Stato sborsare vediamo i risultati
f) Hanno scritto regole talmente chiare per la riapertura delle attività economiche da dover delegare alle Regioni modifiche visto che nemmeno loro sanno come districarsi nel pandemonio che hanno legiferato
g)Ti hanno privato di un futuro economico. Forse non ti sei reso conto che la tua vita lavorativa e quindi economica non sarà più la stessa. Hai provato a immaginare ad esempio se la metà delle partite IVA chiudesse cosa succede? E' semplice, molti di noi non lavoreranno più, ci sarà un gettito fiscale minore (quindi meno servizi da parte delle amministrazioni di ogni genere e grado), ci sarà un minore potere di acquisto (quindi la spesa al supermercato sarà sempre più cara)

Mi fermo a questo, mentre in altre Nazioni si va avanti più serenamente, ma vi ricordo alcuni aspetti fondamentali:

1) riapre il turismo, ma se avete perso il lavoro non andate in vacanza e se invece il vostro lavoro è florido questa estate lavorate
2) non avrete più potere di acquisto e potere di trattativa al lavoro, oggi siete ancora più schiavi
3) presto scoprirete che non ci saranno più gli stessi servizi a livello sanitario e di manutenzione delle cose pubbliche
4) scoprirete che chi si è salvato da Covid dopo esse stato infetto avrà patologie a vita

Potrei mettermi a pensare altri effetti, ma fatelo voi, io mi limito a lanciare una scommessa.
Fatto salvo che chi è morto a causa del virus ha sofferto molto fisicamente, vogliamo scommetere che alla fine dell'anno il numero dei decessi a livello nazionale non sarà superiore, in modo esponenziale, al peggiore negli ultimi dieci anni?

Se ho ragione io, ci hanno preso preso per il culo, mettiamola così.

Buona vita, Giorgio Bargna

mercoledì 13 maggio 2020

Tra Romano e De Andrè

Non voglio entrare in merito sulla persona Silvia Romano, il suo percorso educativo e scolastico la descrivono come una persona predisposta a combattere le ingiustizie, sebbene il suo percorso africano parli soprattutto di progetti educativi per l'infanzia.

Non ritengo neppure un grosso problema che si sia convertita, più o meno spontaneamente, all'Islam, sono per la libertà di religione; un problema al limite ci sarebbe se avesse sposato la causa dei suoi rapitori, ma ci sono gli inquirenti a indagare su questo.

Io preferisco soffermarmi sull'esposizione mediatica del suo ritorno in patria e a casa, che sicuramente non ha giovato alla sua immagine.

L'esposizione mediatica di una persona che indossa una tunica che fa riferimento a un gruppo di terroristi (sembra che l'indumento riporti al gruppo al-Shabaab) ai più può far pensare male. 
Inoltre abbiamo visto una persona sorridente e che non sembra molto provata da mesi di prigionia, distribuire baci e sorrisi a raffica, ai livelli di un programma di Barbara D'Urso.

Questo è inoltre un momento in cui gli italiani stanno subendo privazioni varie di ogni genere.

Vengono applicate distanze sociali e viene concesso, senza critiche, un assembramento sotto casa sua.
Viene probabilmente pagato un riscatto (e se anche il governo nega, ci sarebbero in ogni caso state spese per il lavoro di intelligence e mediazione politica serviti a salvarla) in un momento a cui agli italiani vengono negati stipendi interi alle maestranze e incassi alle partite IVA.
In questo momento le forze di polizia incutono paura agli italiani che viaggiano, ma li vediamo impegnati a scortarla. 

In questi frangenti ritengo che il Governo abbia sbagliato, volontariamente, ad organizzare un rientro così fastoso, sovraesposto, accolta da un Premier che ha centellinato la sua presenza tra le persone in difficoltà nel Paese.

Il tutto in una Nazione dove la legge vieta, tra l'altro, il pagamento di un riscatto in caso di sequestro.

In allegato una foto relativa al rapimento De Andrè, tutta un altra storia.

martedì 12 maggio 2020

Costruzioni meccaniche

Nella giornata dedicata all'esercito lasciato a combattere senza armi un nemico sconosciuto da parte di una classe politica quantomeno inetta, così come fece decenni di anni fa chi mandò i nostri nonni in Russia, metto scritte alcune mie riflessioni, opinabili come sempre, ma figlie di una mente che ritengo schiava di nessuno se non di me stesso.

Non occorre essere uno scienziato per pronosticare che entro un paio di giorni saliranno i contagi. Ce lo insegnano storia e esperienze post pandemiche.

Non bisogna esserlo nemmeno per immaginare che la violenza del virus sia scemata per suo corso naturale e che sia stata domata, grazie anche a cure e conoscenze che in piena emergenza non si potevano mettere in campo a causa dell'emergenza medica e della dabbenaggine politica e amministrativa (e mi fermo a questa ipotesi).

È più una mia ipotesi personale che il virus, in forma più blanda, circoli in Lombardia almeno da settembre, ipotesi basata su colloqui con persone che hanno avuto sentore di polmoniti strane nel tempo, ma questo è un argomento che al momento lascia il tempo che trova, su cui discutere a bocce ferme. 

L'argomento principale è che davanti a questo aumento di contagi non potremo chiudere ancora tutto. L'economia, la sostenibilità, la decenza non se lo possono permettere. 

La medicina comunque ha trovato alcune cure che grazie allo scemare della forza del virus potranno aiutare a curare in modo meno invasivo molti dei nuovi infetti. Sarà inevitabile qualche morte, magari anche la mia, non sono l'onnipotente, ma da quando il mondo è mondo si convive con le disgrazie e le pandemie. 

Ancora di più in questo mondo a cui abbiamo violentato clima e natura in nome del benessere non possiamo tirarci fuori a lungo dalla lotta, pena perdere proprio quei comfort per i quali abbiamo distrutto il mondo, pena non mangiare due volte al giono, come ci siamo abituati, pena non potersi curare o vivere con quello che oggi definiamo decoro. Pena non dare un futuro decente ai nostri figli, già vittime di alcune nostre scelte. 

Quindi non chiudiamo di nuovo tutto, con paura o con coraggio che sia, affrontiamo questo nuovo mondo che potrebbe non essere più uguale a quello di ieri, sia a livello sanitario che economico; lo Stato vorrà comunque le sue Tasse e probabilmente ridurrà le prestazioni, le banche chiederanno ogni centesimo che gli spetta e non presterà più un becco di quattrino, la grande distribuzione ci dissanguerà, al pari del commercio al dettaglio, che però lo farà per soppravivenza.

Facciamolo con tutte le cautele del caso a favore nostro e soprattutto degli altri, ma rimettiamo in moto la macchina. Ogni costruzione meccanica se grippa troppe componenti si blocca, buttando a mare macchina e fabbrica, con tutte le conseguenze.

Del resto, un uomo non potrà mai sfuggire a un nemico chiudendosi in casa; dalla porta o dalla finestra, il nemico prima o poi entrerà in casa, affrontando una persona fiaccata nel fisico e nella mente e la annienterà. 

So che molti di voi non saranno d'accordo con me, ma comunque, buona fase tre a tutti.

Giorgio Bargna

domenica 26 aprile 2020

Tromboembolie e autopsie


Da quando è partita l’emergenza Covid abbiamo letto e sentito parlare la “medicina accreditata” e quella “informale”, abbiamo sentito parlare di morti “per Covid” e “con Covid”.

Ci è stato imposto un protocollo di arginamento tramite lockdown e siamo stati curati tramite essenzialmente terapia intensiva e sotto un “protocollo cinese” che sconsigliava l’uso degli antinfiammatori.

Se la diffusione del virus in parte è stata arginata, sul numero dei morti ancora oggi siamo a cifre enormi, i ricoveri e le terapie intensive sono solo calati da pochi giorni e molto probabilmente anche grazie a ciò di cui parleremo ora.
Rimbalza ormai da settimane una teoria ben chiarita dal Dott. Giampaolo Palma, ma portata avanti anche da molti altri medici che hanno combattuto sul campo il Covid.

In contraltare al protocollo ufficiale vi lascio stralci delle dichiarazioni del medico in questione, poi ci focalizziamo su un altro punto che ritengo essenziale e del quale sinceramente rimango molto stupito.

“I decessi da  covid-19 non sono  causati da Polmonite Interstiziale, bensì da Tromboembolia Polmonare TEP, causata dall’infiammazione virale che, a sua volta, provoca febbre alta, non curata, che distrugge tutto e prepara il terreno alla formazione dei trombi. L’errore diagnostico scoperto dopo 50 autopsie eseguite sui cadaveri Covid-19”

“Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 pazienti su 10, signori, Covid-19 danneggia prima di tutto i vasi, l’apparato cardiovascolare,  e solo dopo arriva ai polmoni! Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità!”

“Molti morti, anche di 40 anni, avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. Qui l’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi.  Perché il problema principale non è il virus, ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra.”

“Questo è il motivo principale per cui in Italia le ospedalizzazioni iniziano a diminuire e sta diventando una malattia curabile a casa. Curandola bene a casa eviti non solo l’ospedalizzazione, ma anche il rischio trombotico.”
“Non era facile capirlo perché i segni della microembolia sono sfumati, anche all’occhio di un cardiologo ecocardiografista”, prosegue Palma. “Confrontando i dati dei primi 50 pazienti tra chi respira male e chi no, la situazione è apparsa molto chiara a tutti i medici in Italia, dai cardiologi,  ai radiologi, agli anatomo- patologi fino ai colleghi delle Terapie Intensive.”

Se avete notato molte righe più in su ho evidenziato in neretto questa frase: “scoperto dopo 50 autopsie”.

Ora, il mio cruccio non è che i medici sul campo possano avere sbagliato diagnosi, loro lottavano ogni giorno con la morte e inizialmente probabilmente si sono attenuti ai protocolli, salvo pian piano accorgersi che qualcosa non andava al meglio; il mio cruccio è un altro: possibile che alle autopsie si sia arrivati così in ritardo?

Non ditemi che non era possibile farlo, non prendiamoci per i fondelli.

Di far parte di un comitato tecnico scientifico, o di un Governo, per decidere di stare tutti a casa e mettere le mascherine ne sarei in grado anche io, ma i signori che ne fanno parte si immagina che siano persone laureate e preparate a pensare soluzioni e a gestire situazioni.

Non arrivare a sottoporre ad autopsia velocemente i cadaveri in questa situazione se non è dolo poco ci manca, visti gli incarichi assunti, se la teoria semplice e chiara portata avanti da questi medici fosse confermata siamo davanti all’ipotesi di strage, magari preterintenzionale, ma sempre strage.

Anche di questo se ne parlerà tra qualche mese.

Giorgio Bargna


sabato 25 aprile 2020

Esperienze ed approcci da tradurre futuro


Credo lo scriverò a inizio di ogni post ormai, così evitiamo di perdere tempo nei commenti; sono a cavallo tra autonomismo e federalismo, ma non ho mai avuto la tessera della Lega, non sono mai stato a Pontida a gridare “via i terun” e nemmeno ho simpatie per il signor Fontana, anzi semmai il contrario.

Questo però non mi impedisce di analizzare la situazione con gli occhi di un lombardo, con la presunzione di ragionare con la mia testa pur sapendo di non essere un Premio Nobel.

Non fermatevi alla prima parte del post, è in fondo che si parla delle cose più interessanti per il prossimo futuro.

Partiamo con due spunti che vanno a rispondere a due cavalli di battaglia che la sinistra in questi giorni cavalca a spron battuto e già fare campagna elettorale, anziché concentrarsi unicamente alla risoluzione dell’emergenza Covid, è un insulto ai morti lombardi e italiani ed a tutta la cittadinanza che loro rappresentano e da cui sono stati eletti.

Trovate sulla carta stampata e sui portali internet i risultati di uno studio dei ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele, nell’ambito di un progetto europeo Horizon 2020 su Covid-19, che analizzano la diffusione dell’epidemia in sei ambiti metropolitani.

A confronto le aree di New York (8,6 milioni di abitanti), di Parigi (12,3 milioni), la Greater London (9,3 milioni), l’area di Bruxelles-Capital (1,2 milioni), la Comunidad di Madrid (6,6 milioni) e la Lombardia (10 milioni).

Salta fuori dallo studio che la Lombardia, prima area interessata dall’epidemia e quindi la meno preparata all’impatto, ha si pagato in alto numero di morti, ma con proporzioni percentuali inferiori in confronto a tre di queste aree, ed aggiungo io anche ad alcune aree italiane.

Conclude la sua analisi lo scienziato che ha guidato lo studio con queste parole: “Questi dati dicono che non esiste un “caso Lombardia” quanto ad eccesso di mortalità e che il rapido adeguamento della rete ospedaliera, unito alle accortezze osservate dai cittadini e ai lockdown, ha saputo limitare la diffusione dell’epidemia”.

Torneremo però più in giù nelle righe a parlare di lockdown tramite i tamponi di Vo Euganeo.

Secondo spunto, senza andare a rimuovere le eventuali responsabilità personali di chi si fosse mosso nel dolo, le parole del direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità Europa, Hans Kluge "assolvono" in parte le RSA e le Case di Riposo lombarde: "Quasi la metà delle vittime del coronavirus in Europa erano residenti in case di cura. Il quadro su queste strutture è profondamente preoccupante".

Bisognerà pero capire perché in queste strutture si muore anche in una regione come la Calabria dove la diffusione del Virus è stata molto limitata.
Si tratta di negligenze, oppure dobbiamo arrenderci all'evidenza che al virus basta un nulla a sterminare alcune fasce di persone? Il tempo forse ci risponderà.

A questo link trovate le prime considerazioni sugli studi di Vo Euganeo.
Focalizziamo alcuni punti.

Sintomatici e asintomatici sono infettivi alla pari e grossomodo si suddividono in percentuale uguale.

Le costrizioni coattive hanno ridotto notevolmente la diffusione in una decina di giorni, le infezioni nei casi meno gravi guariscono nell’ordine di una decina di giorni, gli ultracinquantenni sono i più a rischio, i bambini sono risultati esenti.

L’analisi dei contatti e della catena di trasmissione ha rilevato che quasi tutti i nuovi infetti hanno contratto il virus da individui, alcuni sintomatici altri asintomatici, che avevano incontrato prima del lockdown o con cui condividevano uno spazio domestico. Lo studio evidenzia che la probabilità di infettarsi stando a contatto con un individuo positivo all’interno dello stesso spazio domestico è di circa l’85%.

Da questo studio possiamo trarre delle conclusioni. Queste sono le mie, ovviamente opinabili.

Innanzitutto non occorrono delle applicazioni astruse via internet per tracciare l’andamento del Virus, è sufficiente un buon lavoro, serio, realizzato sulle persone, direttamente, le quali davanti a qualcosa di chiaro non si sottraggono alla loro parte.

Poi intuiamo che (non ci voleva un genio ovviamente a capirlo) che l’isolamento sociale ha molto arginato l’epidemia, ma che la convivenza familiare comunque consente la diffusione con una percentualità più alta seppur la trasmissione è diretta a meno persone.

Secondo me c’è da porsi un quesito tramite questi dati.

In un eventuale nuova “fase uno” (lo dico perché eventuali nuove zone rosse sono state ventilate in caso di necessità) sarà davvero necessario un isolamento totale oppure alcune attività produttive si potrebbero lasciare aperte?

Io sono più un eventuale rischio per mio figlio che vive con me 24 ore o per un mio collega che mi vede 8 ore al giorno indossando delle protezioni?

Sono realmente più pericoloso al lavoro oppure se faccio una passeggiata solitaria di dieci chilometri o se gioco alla consolle coi miei figli oppure quando sono in fila al supermercato?

Non è semplicemente un discorso sanitario ma anche una questione economica che va a tutelare, oltre che i redditi di una famiglia, gli introiti fiscali di una Nazione.

Ricordatevi, ragionateci sopra, la “clausura” del lavoro porta alla chiusura delle aziende, la chiusura delle aziende crea povertà, la povertà porta a non comprare e quindi a non vendere, di conseguenza l’erario non incassa e non potrà avere i soldi per mantenere le strutture che ci consentono di vivere sicuri e in dignità, a partire dalla sanità ad arrivare agli ammortizzatori sociali.

Giorgio Bargna