venerdì 8 agosto 2025

IL PONTE SULLO STRETTO, SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI BUONSENSO

 



La nostra posizione sulla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina deve essere sicuramente una battaglia politica contro gli sprechi e i tagli al Nord ma anche il bisogno di dimostrare che il buonsenso sconsiglia a 360 gradi di portare avanti questo progetto.

Un progetto che viene propinato ciclicamente da decenni, che nemmeno lo strapotere del "Pentapartito" era riuscito a portare in opera ma che oggi rischia di essere realizzabile grazie a chi per anni ne è stato detrattore.

Evitiamo di vedere i "Pro", non credo proprio ne esistano, guardiamo i "Contro".

Intanto al momento sappiamo che i pochi assunti sono solo tecnici. Certo può essere normale all'inizio di un progetto, ma questo progetto ancora non ha raggiunto tutti i crismi necessari, gli stipendi di queste persone si.

Fossimo in Giappone, dove nemmeno si sognano una tale eresia, potrei fidarmi, ma qui stiamo parlando di costruire il più lungo ponte al mondo, che dovrebbe consentire il transito di mezzi gommati e treni ad alta velocità, resistere a terremoti, per quanto remoti, in grado di radere al suolo le città sulle due sponde. Sulla base di grottesche illazioni che ipotizzano una crescita delle zone interessate si vuole costruire, senza aver ancora illustrato un serio progetto esecutivo, un ponte strallato con una distanza di 3,3 km fra due pilastri di estremità. Definirla una sfida è semplicemente riduttivo. La Società Stretto di Messina e i committenti politici si stanno assumendo responsabilità enormi che non sono assolutamente ignote.

Fatte salve le critiche poste da esperti  di chiara fama quali Remo Calzona e Mario De Miranda sulle sicurezze strutturali, se andate ad indagare scoprirete che sono veramente rari i ponti strallati di grandi dimensioni su cui è ammesso il transito di treni. Oltre alle difficoltà tecniche derivanti dalle rotaie la spinta del vento potrebbe far oscillare pericolosamente l’impalcato, al punto che si prefigura uno stop al transito dei veicoli in caso di necessità. 

Aggiungiamo un peso, in caso di conflitti armati il ponte sarebbe un ovvio e facile bersaglio. 

Cerchiamo di essere obbiettivi, non è un ponte ciò che potrebbe determinare il decollo economico della Sicilia e della Calabria e dare concretezza a una città metropolitana dello Stretto. 

Poi volendo prendete le "Pagine Bianche" e telefonate agli abitanti di Villa S. Giovanni, vi confermeranno che nonostante stime gonfiate artificiosamente dai progettisti (il trend è negativo da decenni), il grado di saturazione dell’infrastruttura nelle ore di punta di un giorno medio non andrebbe oltre il 20%, ovvero la capacità dell’infrastruttura sarebbe ampiamente sovradimensionata e al di fuori di ogni logica tecnico-economica. 

Le merci viaggiano sempre più via mare e i siciliani preferiscono di gran lunga l’aereo, questo ve lo confermo per conoscenze personali.

Una volta realizzata l'opera dando per concesso che funzioni sicuramente il numero di personale in confronto allo spostamento marittimo porterebbe ad un calo di occupati in una zona già depressa di proprio.

Inoltre si è già discusso delle migliaia di famiglie che si vedrebbero espropriate le loro case, i loro terreni in territori vasti geograficamente rispetto al mero territorio interessato.

Alla fine di questa disquisizione poniamoci un quesito: quali reali interessi si celano dietro un progetto scadente, rischioso, costosissimo, che produrrebbe assai più danni che benefici? Poniamocelo pensando che in questo caso è lo Stato che dovrebbe pagare una penale  all’impresa di costruzione nel caso in cui l’opera non venga realizzata, quando invece è prassi che siano le imprese ad essere sottoposte a penali per la mancata o errata realizzazione dell’opera.

Giorgio Bargna, Patto per il Nord Como



giovedì 7 agosto 2025

VOLONTARIATO, COMUNITA', MILITANZA

 



Il preambolo che poi però è relativamente collegato al contesto di cui parleremo dimostra semplicemente che sono appassionato di numeri, numeri che si trasformano in parole, parole che servono a creare fatti.

Statistica ISTAT:

Nel 2023 il 9,1% della popolazione di 15 anni e più, ha svolto attività di volontariato in forma organizzata e/o con aiuti diretti, con forti differenze territoriali e generazionali. Raddoppiano rispetto al 2013 i volontari attivi sui due fronti: circa un milione di volontari combinano entrambe le modalità.

Aumentano i volontari organizzati nei settori ricreativo e culturale, assistenza sociale e protezione civile e ambiente; calano in quelli religioso, sportivo e sanitario. Diminuiscono quanti offrono aiuto diretto a persone conosciute, mentre aumentano quelli che, con questa stessa modalità, si dedicano a collettività, ambiente e territorio.

Tra le motivazioni dell’attività di volontariato sono più spesso menzionati gli ideali condivisi e il bene comune nel volontariato organizzato, le emergenze e l’assistenza a persone in difficoltà nell’aiuto diretto. Pur con un trend in diminuzione, osservato anche nel tempo medio complessivo dedicato a queste attività (da 19 a 18 ore nelle quattro settimane), l’impegno volontario si conferma come pilastro della coesione sociale.

La partecipazione presenta un chiaro divario territoriale: nel Nord l’8,2% partecipa ad attività promosse da organizzazioni e il 6,0% offre aiuti diretti; il Nord-est è l’area più attiva (9,1% e 6,2%). Seguono il Centro (5,8% e 4,9%) e il Mezzogiorno (3,6% e 3,4%).

Nel 2023 il volontariato è una pratica diffusa soprattutto nella popolazione adulta: i tassi più alti interessano le persone di 45-64 anni (7,2% per l’organizzato e 5,9% per il diretto) e le persone di 65 anni e più (6,2% e 5,5%). I giovani (15-24 anni) prediligono le forme organizzate (5,3%) rispetto all’aiuto diretto (2,9%), mentre tra le persone di 25-44 anni le due modalità si equivalgono (4,8% e 4,9%).

Nel decennio 2013-2023 il calo ha riguardato soprattutto le generazioni più giovani.

Questi sono i dati, ora trasformiamo i numeri in parole:

Una cosa piacerà a pochi ma è evidente, il Nord prevale, prevalgono ovviamente le forme di volontariato organizzato. Le tematiche sono quelle che la vita quotidiana più colpiscono. Spiccano assistenza sociale, la protezione civile e l'ambiente, cala il settore sportivo, mondo che ormai risulta spesso, se non sporco, comunque, legato al profitto e alla poca lealtà. Cala anche l'ambito religioso, manca alla lista ciò che forse non è considerato volontariato, ma militanza, la politica.

Dalle parole ai fatti:

Il viaggio non è breve e neppure scontato. Notiamo che le persone si impegnano di più sui temi che fanno paura, per vissuto e per quanto i media ci raccontano e sull'assistenza ai bisognosi; al nord, per quanto si racconti, non si è mai negato un aiuto a nessuno, senza farlo notare al mondo intero.

Manca oggi però la militanza politica, le persone non la seguono più, non si fidano più, non ci mettono più impegno, non ci mettono più la faccia, nemmeno vanno più a votare. I giovani nemmeno ne vogliono sapere.

La missione:

Tocca a noi, che non solo ci consideriamo duri e puri, ma lo siamo, tracciare un percorso fatto di identità e appartenenza, di temi concreti, di onestà intellettuale e pratica, riportare le persone, soprattutto i giovani all'impegno politico, all'amore per la propria terra, alla propria comunità.

"Patto per il Nord" non deve essere solo un movimento politico, deve essere anche e soprattutto un movimento culturale che aggreghi oggi chi, ieri, è stato atomizzato dalle scelte politico-sociali.

Tocca a noi essere un esempio credibile per ricostruire un territorio, una comunità, un identità a cui credere.

Giorgio Bargna, Patto per il Nord Como

sabato 2 agosto 2025

Appartenenza


Cercando su Internet il significato di appartenenza sono incappato in questo pensiero che mi piace molto:

"Il concetto di appartenenza rimanda all’idea di sentirsi parte, di fare parte, di appartenere a una persona, un luogo, un contesto, un insieme di persone, un'organizzazione, un gruppo, una comunità.
In questa accezione è proprio l’idea del riconoscimento a essere prevalente: la persona (le persone) che amo sono persone che riconosco e che mi riconoscono; il gruppo e il contesto di cui scelgo di far parte sono a misura anche della mia persona, li scelgo anche perché non mi fanno sentire esclusa, estranea, non appartenente. "
In questo pensiero si risaltano due fattori: l'ego e la comunità, di primo acchito possono sembrare concetti distanti, ma in realtà viaggiano di pari passo.

Ci sono io, che potrei essere l'ego, teoricamente lo sono, ma la mia filosofia è un eredità.
L'eredità degli insegnamenti dei miei genitori, l'eredità della cultura che mi sono costruito, l'eredità delle mie esperienze.
Da qui si capisce che il passaggio all'appartenenza è fisiologico.
Da bambino ho capito subito che il mio senso di appartenenza si riferisse alla mia corte, a mio cugino, a mia zia, a mio nonno, ovviamente ai miei genitori, ad essi avrei dato tutto.
Crescendo il mondo si allarga, c'erano il lattaio e il panettiere, il vigile che mi faceva attraversare la strada, il medico condotto, i primi amici e sempre la famiglia. Ognuno di loro si occupava di me e per loro avrei dato tutto.
Poi diventi uomo, oltre l'amore per chi ti circonda ami la tua terra e per lei daresti il sangue.
La mia terra è sicuramente Cantù, sicuramente l'Insubria con la sua lingua, sicuramente la Lombardia con le sue tradizioni, sicuramente la Padania con il suo onore. Per loro dono il mio impegno, ogni momento libero, ogni energia.
Da soli non si cambia il mondo, ma insieme possiam0 tracciare un sentiero, ricostruire una comunità, riaccendere il senso di appartenenza.

Non a caso il nuovo slogan, anzi il trend d'union,  di Patto per Il Nord sarà : "Per il Nord, Insieme".
Insieme perché a creare il nuovo senso di appartenenza al Nord, al nostro Territorio, al nostro Popolo saremo insieme io Giorgio, poi Luigi, Francesco, Alberto che sono già con noi e tu che ti unirai a noi. 

Giorgio Bargna
Patto per il Nord Como


 

lunedì 28 luglio 2025

L'ATTACCAMENTO ALLA MAGLIA ED IL SOGNO PADANO



Prendiamo in prestito il vecchio concetto "dell'attaccamento alla maglia".

Se ci affidiamo all'intelligenza artificiale essa ci racconterà che "l'attaccamento alla maglia, nel contesto sportivo, si riferisce alla fedeltà e al legame emotivo di un giocatore verso la squadra per cui gioca, spesso espresso attraverso la rinuncia a offerte più vantaggiose da altre squadre per continuare a vestire i colori sociali. Questo termine è spesso associato alle "bandiere", ovvero quei giocatori che diventano simboli di attaccamento alla squadra, rimanendo per molti anni e identificandosi con i suoi colori".

Qualche anno fa, fuori dal calcio, lo stesso concetto veniva applicato alla famiglia, al lavoro, all'associazionismo, alla politica.

Così come nel calcio il concetto di "attaccamento alla maglia" è diventato più complesso, soprattutto ad alti livelli, dove i trasferimenti sono più frequenti e motivati da ragioni economiche e professionali, anche nella società civile l'individualismo, il profitto, la sete di potere, il distacco dalle tradizioni e dal concetto di familiarità hanno portato all'atomizzazione ed al distacco dai valori.

Anche l'azione politica degli ultimi anni ha contribuito a creare la situazione appena descritta, soprattutto al Nord, territorio che si era affidato al sogno padano descritto da Bossi e Miglio, un sogno destinato al benessere della propria terra, delle proprie attività, dei propri figli, dei propri anziani.

Soprattutto negli ultimi chi doveva tutelare questo sogno lo ha svenduto, in realtà lo ha sotterrato.

Oggi per prendersi carico di questo sogno padano proprio Umberto Bossi ha voluto che si costituisse "Patto per il Nord".

E' vero ogni giorno punteremo l'indice sui traditori, ma il nostro obbiettivo non è questo, sarebbe inutile ed improduttivo.

Noi ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ci impegneremo a seminare nuovamente questo fertile terreno, ascoltando la nostra gente, prendendola per mano, istituendo le fondamenta del nuovo sogno padano.

La base saranno sicuramente il federalismo e l'autonomia, ma come ci insegnano i cugini elvetici anche una dose di democrazia diretta e soprattutto la fratellanza. Perchè questo è uno dei concetti fondamentali, siamo soprattutto un popolo. 

Un popolo cosa altro non è che "l'attaccamento alla magia" di cui abbiamo scritto all'inizio.

Allora come nel calcio indossiamo una maglia, la nostra sarà verde Padania,

Il nome dello sponsor sul petto? 

Non c'è dubbio alcuno: "Patto per il Nord"!!!

Giorgio Bargna

Patto per il Nord

Per il Nord, Noi!!!!

giovedì 24 luglio 2025

Il turismo a Como, tra volponi, incapaci, struzzi, forza lavoro e soluzioni intelligenti

 


Che a Como non sia mai stato approntato un vero piano di gestione turistico non è una novità.

La novità semmai è che i problemi aumentano ogni giorno tra trasporti di terra, d'acqua, su rotaie e su funi.

Chi amministra la città, i flussi di turisti e di lavoratori, chi gestisce i trasporti o non è in grado di trovare soluzione oppure semplicemente non ha voglia o necessità di trovarle.

Poi ci sono i volponi che ne approfittano per fare "la cresta" sui turisti stranieri, ma anche italiani. Ma non finisce solo con i taxi boat, settore che è alimentato anche da persone esperte e criteriose, oltre che da gente inesperta e priva di scrupoli, si aggiunge chi affitta natanti a persone senza esperienza con le conseguenze che conosciamo dopo gli ultimi fatti di cronaca. 

Ma non c'è solo questo, il boom turistico richiede forza lavoro possibilmente qualificata da inquadrare regolarmente, salvo evitare affari loschi. Il trand sempre crescente della filiera turistica ci fa immaginare centinaia, se non migliaia, di persone che dovranno risiedere in città o zone limitrofe, per non parlare del resto del lago. Esattamente come negli anni dell'immigrazione da sud a nord di Italia essi inevitabilmente avranno bisogno di servizi e residenze, anche per le eventuali famiglie a seguito.

Patto per il Nord dovesse gestire l'amministrazione di questa città non si inventerebbe nessuna ricetta fantasiosa. La politica non è inventare soluzioni ma cercarle. Quindi ci sono persone ben pagate ai vertici di società pubbliche e private, tra i dipendenti pubblici, che dovranno trovare le soluzioni sotto l'indicazione politica di un amministrazione eletta dal popolo, ed è il popolo il vero proprietario della città e dei suoi servizi.

Giorgio Bargna 

Patto per il Nord Como





sabato 5 luglio 2025

Italia e Svizzera, tra orgoglio civico e senso di appartenza

 

Se chiediamo in giro un istantanea su Italia e Svizzera ci ritornano due risposte. Sull'Italia pizza, mafia , mandolino; sulla Svizzera banche e sci alpino.

E' vero che gli stereotipi hanno sempre un fondamento, ma sono riduttivi, così come hanno ridotto di molto la nostra voglia e capacità di pensare, ragionare, interagire.

Facciamo però un breve confronto sulle due Nazioni citate a livello politico.

In Italia si è installata al potere una classe politica auto referenziata (grazie soprattutto al consenso dei cittadini, nota bene, cittadini, non elettori) che non lascia un centimetro quadrato di decisionalità al popolo.

In Svizzera non esiste una vera classe politica libera di fare ciò che vuole, il popolo incide spesso e volentieri su tutti e tre i fronti amministrativi: Comune, Cantone, Federazione.

Questo modo di amministrare ha portato a crescere ogni giorno, ogni anno, ogni secolo il senso di responsabilità del cittadino svizzero. 

Ha fatto accrescere il senso civico e quello di appartenenza. Non c'è cittadino svizzero che prima di recarsi alle urne non legga con attenzione il materiale informativo che gli organi amministrativi gli inviano a casa prima di una votazione. La percentuale dei votanti in Svizzera non sempre è alta ma il voto è qualificato grazie all'attenzione dei cittadini.

In Italia si vive da decenni di promesse elettorali, i referendum sono una presa in giro, le necessità dei cittadini vengono ignorate. 

La classe dirigente ha lavorato per creare l'atomizzazione, lo sconforto, il disinteresse alla politica, creando anche un degrado morale.

In Italia c'è senso di appartenenza solo quando gioca la nazionale oppure Sinner, l'educazione (civica e non solo) è un lontano ricordo.

Ecco, io sono certo che anche attraverso la Democrazia Diretta, oltre che attraverso l'Autonomia e l'onestà intellettuale, "Patto per il Nord" darà nuova linfa vitale, oltre all'appartenenza ed al senso civico, ai Popoli del Nord.

Giorgio Bargna

 

lunedì 2 giugno 2025

Da Pontida al Ponte sullo Stretto

 


Gira questa immagine, sembra solo umorismo, ma non lo è. E' l'immagine di un partito che ha seguito la rotta di un leader che lo ha portato a non essere più ciò che era all'inizio: IL SINDACATO DEL NORD!!!

Alle volte ci si chiede come possano succedere cose inimmaginabili ed addirittura inverosimili, In questo caso ha giocato una parte importante la scelta leghista di un movimento che silenziava il dissenso degli iscritti. Certo ascoltare è fatica, trovare la sintesi di un discorso anche, ma è questo che tiene vivo un movimento. L'ascolto e la condivisione sono fondamentali, il movimento oligarchico ha una sola conclusione, questa!!!!


domenica 1 giugno 2025

Una terza posizione per sviluppare il libero pensiero

 



Prendo spunto da un paio di pensieri espressi dai lettori del quotidiano "La Provincia di Como" per condividere un mio pensiero.

Se chiediamo all'intelligenza artificiale chi è un fascista la sintesi della risposta è "Oggi, il termine "fascista" può essere utilizzato in modo più generico per definire persone che si comportano in modo autoritario, che non rispettano le opinioni degli altri o che usano la violenza per raggiungere i propri obiettivi".

Da sempre chi vince le guerre e chi detiene il potere economico detta il "pensiero comune", ultimamente però attraverso i media principali, radio e TV, e quelli tecnologici passa l'idea che chi non si assoggetta sia un fascista. 

Potrei anche essere d'accordo nel volermi dichiarare assolutamente antifascista (e lo sono), ma va ricordato, come diceva De Gasperi, che ogni democratico è sicuramente un antifascista, ma non necessariamente un antifascista è un democratico.

Oggi se critichiamo le azioni di Putin siamo dei sinceri democratici, se critichiamo le azioni di Netanyahu siamo grezzi fascistoidi e rischiamo addirittura un processo se il nostro pensiero cade in mani sbagliate.

Ma azzardo un pensiero: perché nessuno attacca l'idea del ripristino dei confini biblici in medio oriente e tutti attaccano l'altrettanto folle idea putiniana di ristabilire i confini URSS?

Una risposta, soprattutto una provocazione, sarebbe rispondere che la sottomissione alle forze economiche e militari americane incide.

Per alcuni fattori potrebbe essere così, ma noi non vogliamo cadere in questa trappola. Noi vogliamo lavorare affinchè si sviluppi un libero pensiero, come del resto indicato dal titolo di questo blog. Cerchiamo un altra volta di sviluppare una "terza posizione".

Ci si può arrivare evitando di prendere per oro colato l'informazione mediatica, evitando di affidarsi alle intelligenze artificiali, informandosi attraverso più canali, discutendo e dialogando tra noi.

Insomma, facendo esattamente ciò che i poteri forti non vorrebbero, dopo averci faticosamente atomizzati, trasformati in una società in cui gli individui sono isolati gli uni dagli altri, privi di una dimensione pubblica e di un senso di appartenenza.

Quindi oggi più che mai libero pensiero in libera piazza.

Giorgio Bargna


sabato 12 aprile 2025

Quello che sarà il XXV Aprile prossimo futuro


Si sta avvicinando una data che per molti ha un importanza estrema, che per me è relativamente meno importante.

Certo, quando si passa a Repubblica che sostituisce una monarchia che ha sostenuto una dittatura il passaggio è sempre positivo, poi bisogna analizzare gli sviluppi.

Rinuncio a gridare “evviva” a questa nostra democrazia, non perchè la disconosca malgrado tutto, ma per alcune sue latitanze, anche estreme se vogliamo. Non dico certo che in Italia ci siano restrizioni strette e limitative della libertà personale…anzi… ma lo stato ci toglie molto. Questa casta costretta ogni giorno ad autofinanziarsi per sopravvivere ci lede dei diritti, che in genere non vengono classificati primari nei proclami, ma che nella vita di ognuno sono essenziali.

Ecco, io, ad esempio, non posso gridare “W l’Italia” quando vedo le persone muoversi dopo il tramonto (soprattutto le donne ) con addosso un vestito di ansie e paure mentre si recano non solo a divertirsi ma anche a fare volontariato oppure andare ad accudire un genitore.

Non posso gridare “evviva”, quando entro con mio figlio in un ospedale e non ho la certezza che ne uscirà guarito, vista la mancanza dei mezzi a disposizione delle strutture…io di strutture, poi, conosco quelle lombarde, a detta di molti tra le migliori…non oso immaginare l’affanno di un padre calabrese quando porta il figlio in ospedale.

Non posso gridare evviva quando vedo anziani che hanno faticato una vita, vivere tra la fame e gli stenti….e mi fermo qui con la lista, che potrebbe essere molto più lunga.

Tempo fa, era l'anno 2008 scrivevo così:

Un giorno a forza di provarci apriremo la strada ad una nuova repubblica, libera dalla casta e vicina al cittadino.

Un giorno forse questo avverrà…quel giorno sarà un nuovo 25 aprile.

Sono passati 17 anni, anni in cui non ho mai smesso di credere in un mondo migliore, anni in cui non ho mai smesso di credere nell'Autonomia, nel Federalismo, nella Democrazia (possibilmente diretta).

Non ho mai smesso di lottare per questo obbiettivo. Tanti i passaggi e i movimenti che ho attraversato, lunghe le traversie poste in essere soprattutto da chi aveva giurato per il Nord, ma ora, quasi venti anni dopo un progetto concreto si sta sviluppando.

"Patto per il Nord" ci regalerà l'Indipendenza finanziaria ,e non solo, da Roma, ci libererà dalle catene della burocrazia partitocratica, ci donerà la libertà.

Quel giorno che sia 25 Aprile oppure 11 Luglio si che griderò "Evviva!"


Giorgio Bargna

Tessera 0624

Patto per il Nord



mercoledì 9 aprile 2025

IL MIO PICCOLO VADEMECUM PER ARRIVARE AL PRIMO OBBIETTIVO

 

E' tanto chiaro, quanto ovvio, che l'obbiettivo finale di "Patto per il Nord" sia la Repubblica Federale del Nord, confederata in prima analisi, con gli altri territori della Repubblica Italiana.

Non essendo un movimento eversivo o violento diventa altrettanto ovvio che il risultato finale lo si ottiene per passaggi graduali.

Di conseguenza ci si deve concentrare sulla conquista del primo essenziale obbiettivo: l'amministrazione dei Comuni.

Mi permetto, in base alla mia decennale esperienza sul territorio in politica attiva, di stilare un mio piccolo vademecum da sottoporre a Paolo Grimoldi e agli Amici tutti del "Patto".

Agendo sul territorio tanto da attivista quanto da Prosindaco il primo importante riscontro che mi è stato riportato dai Cittadini è la voglia e la necessità di incontrare, vedere, interloquire direttamente con Sindaco, Assessori, Consiglieri Comunali e ogni altro mandatario, direttamente sul territorio, dentro le proprie attività, calcando le proprie zone abitative.

Da Prosindaco ho capito che al Cittadino molte volte, ancor più delle "buche" e della sicurezza, interessino quei piccoli problemi quotidiani che influiscono sulla loro vita personale.

Poi viene l'Esempio. L'amministratore che dimostrerà di aver cura delle proprietà comunali e dell'ambiente, comportandosi con la logica "del buon padre di famiglia", avrà la fiducia non solo dei propri elettori, ma anche di chi non lo ha eletto. Ricordiamoci che un Sindaco è comunque il primo cittadino di tutti, non solo di una parte della città e deve essere pronto ad ascoltare, quantomeno, i suggerimenti e le istanze degli "altri".

In questo mondo che sembra aver perso molti fondamenti in un periodo di molti cambiamenti socioculturali vi sarà necessità di intervenire su quei punti che riguardano alcune categorie che oggi vivono difficoltà infinite.

Mettiamo in primo piano gli anziani che sono il nostro primo valore culturale, oltre che coloro che si sono presi cura di noi e che oggi hanno bisogno che facciamo altrettanto.

Poi ci sono le persone fragili che vanno altrettanto seguite e sostenute, così come gli anziani, attraverso si i Servizi Sociali, ma anche attraverso una rete di solidarietà imbastita attraverso associazioni del terzo settore e organizzazioni di volontariato sostenuto almeno logisticamente dall'Amministrazione. Così come si deve cercare di creare un tipo di servizio pre e post scolastico che consenta ai genitori di non abbandonare i loro figli a se stessi (N.B.: qui gli anziani appena citati potrebbero essere coinvolti)

Per non allontanarci troppo da quanto appena scritto di questi tempi le nostre città subiscono tagli più o meno volontari sulla Sanità, deve essere impegno dell'Amministrazione lottare per una sanità sostenibile nel proprio territorio.

In difficoltà, sia nei grandi quanto nei piccoli centri, molto spesso sono le frazioni; spesso non hanno ne collegamenti ne tantomeno servizi. Anche qui laddove le casse comunali non possono arrivare va creata una rete di volontariato e solidarietà. Cantù negli anni della Giunta Bizzozero varò la "novità" del "Volontario Civico". In quel caso operarono nel settore della manutenzione delle strade, delle scuole ed asili, fabbricati pubblici,ed altri servizi. Nei Comuni da noi amministrati potrebbero essere la Rete, le Reti sovracitate.

Un tema molto caldo in questa era è quello dei giovani, bistrattati e/o mal giudicati a torto o a ragione molto spesso.

Credo che ciò che diventa un giovane sia quanto gli offre e tramanda la Società. E allora vanno sostenuti e guidati, non con imposizioni, ma offrendo loro opportunità. Partendo magari da un istruzione "mirata", sponsorizzata già nelle scuole inferiori per portare a qualcosa che crei un futuro. I ragazzi non hanno bisogno di essere tutti programmatori informatici o laureati che sono già consapevoli di non riuscire a lavorare nel proprio campo. Bisogna indirizzarli, mi correggo, vanno resi consapevoli che esistono lavori manuali e concettuali che fanno parte della tradizione e della necessità pratica della produzione locale che non può essere sostituita da quella industriale.

E' necessario, pertanto, monitorare le necessità del territorio con le varie associazioni di categoria, collaborare con il Centro per l'impiego e le associazioni giovanili per venire a conoscenza della domanda e dell’offerta, costruire percorsi formativi con le scuole professionali recuperando fondi messi a disposizione dall’Europa e da Regione Lombardia.

La presenza sul territorio di istituti tecnici dovrà essere presa in considerazione per gli sbocchi professionali.

Non tralascio certo il tema Sicurezza dove in realtà l'Amministrazione Comunale può intervenire solo parzialmente. Ma in questa parzialità oltre ad accrescere le potenzialità della Polizia Locale, attraverso la dotazione di strumenti tecnologicamente avanzati ed una maggiore disponibilità di risorse, con l’affiancamento di personale amministrativo per gestire le pratiche meramente burocratiche, la videosorveglianza e il controllo di vicinato, si possono mantenere continui rapporti con l’Arma dei Carabinieri e/o la Polizia di Stato, instaurare tavoli di confronto costanti per garantire il necessario coordinamento con le Polizie locali del territorio e le altre Forze dell'Ordine.

Non può un movimento molto legato al territorio come il nostro non valorizzare il ruolo degli esercizi commerciali di vicinato e di quartiere, anche accompagnandoli, attraverso l’istituzione dell’Ufficio programmazione, gare e fundraising, nella partecipazione a bandi e opportunità di finanziamento sovracomunali. Non può non valorizzare il ruolo dei mercati rionali, non può non incentivare il ruolo dei mercati dei produttori agricoli.

Per quanto non siano momenti di gloria per i comparti produttivi non si può (oltre che sostenere il settore attraverso consulte) impedire l'insediamento di nuove attività economiche pur coniugando le esigenze delle imprese insediate, sulla base di parametri qualitativi e quantitativi di controllo con il mantenimento di un’elevata qualità ambientale complessiva.

Concludo ricordando che, così come ogni manifestazione pubblica di ogni genere lo Sport è aggregazione. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport possibilmente seguendo uno spirito olimpico e di fair play.

Il ruolo del Comune è principalmente quello di favorire la pratica sportiva e sostenere la diffusione della cultura dello sport.


Giorgio Bargna

Tessera 0624

Patto per il Nord