martedì 11 agosto 2026

Tra burocrazia e buonsenso: se un bicchiere di limonata diventa un reato


È di questi giorni la notizia, con relative riflessioni, dei tre ragazzini (13-14 anni) a Udine che hanno allestito un banchetto di limonata ad offerta libera per comprarsi un Ciao — un Ciao, ragazzi! Un passante, evidentemente privo di meglio da fare, li ha segnalati per vendita senza licenza, costringendo le forze dell'ordine a intervenire per sanzionare l'illecito.

Ferma restando la riprovazione per il denunciante, comprendo l'operato della polizia: una volta chiamata in causa, ha dovuto fare il proprio dovere, probabilmente con il magone, ma senza alternative.

Ho cinquant'anni più di questi ragazzi, ma ricordo benissimo quando, a dieci anni, esponevo fuori casa giornalini, giochi e suppellettili insieme agli amici. Volevamo racimolare qualche soldo per comprare le patatine con in regalo gli occhiali da sub o il Mini Going. Nessun adulto ci ha mai sgridati; al contrario, spesso ci lasciavano qualche lira senza prendere nulla.

Questo episodio, apparentemente banale, mette il dito nella piaga di una questione enorme: il ruolo delle norme sociali.

Da sempre la società si regge su due pilastri: le norme informali, basate su usanze e aspettative condivise, e quelle formali, fondate su codici ed esecuzione statale. Un tempo era il buonsenso a guidare l'agire umano; oggi non più. Se le società ancestrali si basavano quasi esclusivamente su consuetudini e tradizioni, l'evoluzione sociale ha reso necessarie le leggi scritte e le sanzioni giudiziarie come elemento complementare e integrativo.

Il dramma della modernità è l'aver spinto all'estremo la sostituzione del senso comune con il cavillo legale. Per ogni disaccordo, attrito o incomprensione, siamo ormai portati a invocare un giudice terzo (che sia il carabiniere, il magistrato o lo Stato). Tuttavia, per ragioni logiche e pratiche, il tessuto informale non può essere interamente rimpiazzato dai codici, a meno di non girare tutti con un tribunale tascabile al seguito.

Ed è qui che casca l'asino. Per non dipendere ciecamente dalle leggi formali, bisognerebbe potersi fidare delle norme informali. Ma queste ultime richiedono un elevato grado di condivisione culturale e di valori. Oggi, invece, ci si vanta di aver costruito società "aperte" e "cosmopolite" in cui tale retroterra comune è stato in gran parte smantellato.

L'esito di questa deriva è una parabola iper-legalista, securitaria e ossessionata dal controllo, il cui "eroe" ideale è il cittadino che segnala i ragazzini della limonata. Meno puoi fidarti di un sentimento comune con chi ti circonda, più ti sembrerà inevitabile delegare tutto alla forza pubblica.


Ora il buonsenso, qualità caduta in disuso, mi consente di dare dei consigli informali ad amministtrazioni e forze dell'ordine:


1. Iniziativa Politico-Amministrativa (Protezione dell'Informale)

    Introduzione di "Zone di Tolleranza Comunitaria" o Deroghe per Minori:

  • Proporre norme comunali che istituiscano la "Tolleranza per iniziative estemporanee giovanili o di vicinato". Piccoli mercatini di scambio, banchetti o vendita non a fini commerciali professionali devono essere esentati per legge dalle autorizzazioni commerciali ordinarie.

    Principio di Tenuità e Proporzionalità:

  • Richiedere direttive chiare per le forze di Polizia Locale, affinché gli interventi in situazioni simili si risolvano con l'istituto del "richiamo verbale" o della conciliazione, evitando la formalizzazione automatica della sanzione quando il fatto è privo di lesività reale.

2. Contromisura Culturale e Simbolica (Rafforzamento della Comunità)

    Promozione della "Solidarietà di Quartiere/Paese":

  • Creare eventi o contenitori istituzionali (es. "Il Mercatino dei Ragazzi" o "Giornate del Libero Scambio") per incentivare lo spirito d'iniziativa nei giovani senza la morsa della burocrazia.

    Denuncia del "Legalismo Ostile":

  • Costruire una campagna di sensibilizzazione contro l'iper-burocratizzazione della vita quotidiana, promuovendo l'idea che la sicurezza nasce dalla coesione sociale e dal buonsenso, non dalla denuncia cieca e dall'invocazione continua dello Stato per dirimere inezie.

3. Azione Esemplare Immediata (Risposta Eletta)

    Premiare l'Iniziativa:

  • Azioni di supporto diretto a ragazzi che metteno in campo sano spiriton di iniziativa (es. In questo caso specifico organizzare una colletta formale o una donazione istituzionale per aiutarli ad acquistare il Piaggio Ciao). Questo trasmette il messaggio politico chiaro che l'intraprendenza giovanile e lo spirito di sacrificio vanno valorizzati e non puniti dalla rigidità del sistema.

Ripristinare il buonsenso non è una questione di nostalgia, ma di sopravvivenza comunitaria. Se non torniamo a difendere la fiducia reciproca e il valore dell'iniziativa, finiremo per vivere in un enorme condominio burocratizzato, dove ogni gesto spontaneo è un reato e ogni vicino è un potenziale delatore. Difendere quei ragazzi e il loro sogno su due ruote significa, in fondo, difendere la nostra stessa libertà.


Giorgio Bargna

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