Guardiamo alla realtà dei fatti: smantellare il punto nascite di Erba significa scaricare un peso insostenibile sugli ospedali Valduce e Sant'Anna, strutture i cui reparti sono già oggi al limite del collasso. Dobbiamo pretendere rispetto. Rispetto per il nostro territorio, rispetto per le mamme e per i bambini che nasceranno, ma anche rispetto per medici, infermieri e personale sanitario che lavorano con dedizione pur essendo già allo stremo delle forze.
Ma c'è di più. In questi giorni si fa un gran parlare della presunta "svolta" sull'abolizione del bollo auto per il 2027. Ci raccontano che per le casse della Regione Lombardia sarà a costo zero e che il Governo nazionale compenserà interamente il mancato gettito. Il governatore Attilio Fontana ci rassicura, promettendo che il Ministero dell'Economia coprirà ogni centesimo. Ma la verità è un'altra, ed è sotto gli occhi di tutti: è veramente difficile credere alle favole.
Lo Stato non sta cancellando una tassa regalando soldi ai cittadini. La bozza del decreto parla chiaro: i 2,36 miliardi di euro necessari a coubrire l'operazione nazionale verranno scippati dai fondi non utilizzati del PNRR e, soprattutto, da una rimodulazione dello sconto sulle accise dei carburanti (in particolare sul diesel). Tradotto in parole povere: nel 2027 non pagherai il bollo, ma lo lascerai direttamente al distributore ogni volta che farai il pieno di benzina o gasolio. Una beffa colossale.
Non a caso, molti presidenti di Regione hanno già alzato gli scudi, denunciando che i fondi stanziati dal Governo non copriranno mai il reale valore delle tasse non riscosse. Nonostante le rassicurazioni del ministro Giorgetti, la diffidenza resta altissima. Il bollo auto è un’entrata a destinazione libera che le Regioni usano per finanziare i servizi essenziali. Togliere queste risorse significa costringere gli amministratori locali a tagliare ulteriormente sulla sanità pubblica e sui trasporti per far quadrare i conti.
A confermare questo sospetto è la durata stessa del provvedimento. Guarda caso, la sospensione vale solo per il 2027, l’anno delle elezioni politiche nazionali. Siamo davanti a una cinica "svendita di fine stagione", una mossa elettorale che regala un'illusione immediata per raccogliere voti, scaricando sulle amministrazioni locali e sui cittadini il collasso dei servizi nei mesi successivi.
Da territorialista convinto, legato a questa terra che va dalle sponde del nostro lago alle vette del Triangolo Lariano, non posso restare in silenzio di fronte a questo scempio. Il benessere profondo delle nostre comunità si misura dalla capillarità dei servizi di prossimità. Sradicare la maternità dal cuore dell'Erbese non è una semplice scelta tecnica: significa costringere le famiglie di Asso, di Canzo, della Vallassina e di tutta l'Alta Brianza comasca a fare chilometri di tornanti e code sulla statale solo per dare alla luce un fragile neonato. Stanno desertificando i servizi storici della provincia di Como per piegarli alle logiche burocratiche dei palazzi. E mentre ci tolgono il diritto di nascere a casa nostra, a Roma giocano al gioco delle tre carte con i fondi del bollo auto per fare propaganda elettorale. La Lombardia e il Comasco producono la ricchezza di questo Paese e meritano autonomia vera, rispetto e la certezza assoluta che le risorse generate qui rimangano qui, a difesa dei nostri ospedali e della nostra gente. Difendere Erba oggi significa difendere il futuro stesso della nostra terra.Giù le mani dalla nostra sanità, giù le mani dal nostro territorio!
Giorgio Bargna
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