Navigando sul web mi sono imbattuto in un interessante e-book scritto da Anna Gagliardi, architetto e giurista dell'amministrazione. Nel suo lavoro, l’autrice analizza come i Centri di Competenza possano trasformare la Pubblica Amministrazione locale, superando le criticità storiche e valorizzando il capitale umano tramite innovazione, collaborazione e riforme strutturali. Questo documento mi ha spinto a una riflessione personale, supportata dai dati presentati.
L'Italia sconta un centralismo storico radicato da secoli, mentre altri Paesi europei hanno saputo implementare modelli di decentramento e autonomia molto più efficaci. Condivido la visione dell'autrice: le riforme recenti, come la Legge Delrio, hanno svuotato le Province, accentuando l'isolamento dei piccoli comuni. Su oltre 7.900 comuni italiani, ben il 70% conta meno di 5.000 abitanti; una frammentazione amministrativa che, unita alla centralizzazione, frena l'innovazione locale.Questa rigidità burocratica ha storicamente ostacolato lo sviluppo di competenze interne, mortificando lo spirito d'iniziativa dei dipendenti che vorrebbero migliorare e innovare la macchina pubblica. A ciò si aggiunge un profondo divario digitale — causato anche dal fatto che meno del 2% dei dipendenti pubblici ha meno di 30 anni — e una cronica carenza di personale, ridotto del 20% in dieci anni a causa dei tagli lineari imposti agli enti locali.
Il risultato? Uffici sovraccarichi, privi sia di specialisti sia di figure operative. In questo contesto, come evidenzia l'autrice e come conferma la mia esperienza sul campo, i piani dei lavori pubblici si trasformano spesso in un "libro dei sogni": progetti irrealistici e privi di reale sostenibilità.
Il 70% dei costi di un'opera pubblica riguarda la gestione e la manutenzione futura, non la costruzione iniziale. Per rispondere a questa sfida, l'autrice propone i Centri di Competenza (CdC) come soluzione strategica per aggregare professionalità specialistiche, aumentando così l'efficienza e l'innovazione.In Italia, la fusione tra Comuni è spesso ostacolata da una diffusa resistenza culturale legata a una visione centralista. Tuttavia, se l'aggregazione viene pianificata in modo intelligente, si trasforma in un'opportunità strategica. I CdC sono strutture sovracomunali nate per condividere competenze specialistiche e puntare su economie di scopo, non solo di scala. Questo modello permette ai Sindaci di mantenere la propria autonomia politica, garantendo al contempo l'accesso a servizi tecnici di alto livello.Negli ultimi anni, il PNRR ha avuto il merito di dare un forte impulso alla pubblica amministrazione. Tuttavia, le risorse non mancano: esistono sia i fondi europei tradizionali, sia strumenti come il Partenariato Pubblico-Privato (PPP). Il PPP, in particolare, può ottimizzare la gestione di servizi come il verde pubblico e gli impianti sportivi, riducendo i costi e innalzando gli standard qualitativi.
Oggi gli enti locali hanno l'opportunità di puntare sul marketing territoriale per attrarre imprese e famiglie, incrementando così le entrate fiscali e gli investimenti. Questa trasformazione richiede però un profondo cambio di mentalità e di cultura amministrativa. È proprio questa metodologia di cambiamento a riflettersi nel titolo del libro di Gagliardi: Ridisegnare, Formare, Facilitare.
Il metodo si basa su tre azioni fondamentali per innovare la pubblica amministrazione.
-Ridisegnare: mettere in discussione l'esistente, passare da output a outcome, coinvolgere i cittadini nei servizi.
-Formare: riaccendere la curiosità, insegnare il digitale come alleato, sviluppare competenze trasversali.
-Facilitare: rimuovere ostacoli, unire visione politica e capacità tecnica, creare fiducia tra pubblico, imprese e cittadini.
La conclusione dell'autrice si fonda su coraggio e riorganizzazione territoriale. La perseveranza è essenziale, le sfide sono nel difficile. L'obiettivo è diventare la versione più coraggiosa del proprio Comune. Il cambiamento è possibile attraverso collaborazione tra imprese, comunità e PA.
In definitiva, fare rete non significa abdicare alla propria storia, ma dotare la propria comunità degli strumenti necessari per prosperare. L'identità di un Comune non si difende isolandosi, ma coltivando l'orgoglio di essere protagonisti nel futuro, trasformando le proprie specificità in un valore aggiunto per l'intero territorio.
La Pubblica Amministrazione del futuro non è fatta solo di delibere e burocrazia, ma di persone, luoghi ed energie condivise. Ridisegnare e facilitare significa mettere al centro l'identità della comunità, creando un ecosistema in cui l'innovazione tecnologica e la tutela delle tradizioni locali camminano finalmente di pari passo.
Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como

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