Lo avevamo scritto già il primo aprile — una data che, col senno di poi, suona come una profezia sarcastica — riguardo ai lavori sulla "Variante Tremezzina". Ripercorrere la cronistoria di questo cantiere equivale a sfogliare il catalogo dell'inefficienza.
Tutto inizia con l'approvazione del progetto definitivo da parte di Anas nel 2019, seguita da quello esecutivo nel 2022. I lavori partono ufficialmente il 29 novembre 2021, con una stima di spesa iniziale di 390 milioni di euro. Già ad aprile segnalavamo rincari ufficiosi di almeno cento milioni, destinati a lievitare ulteriormente per via di varianti e "imprevisti" — come il ritrovamento di arsenico e idrocarburi — dettagli che, per una perizia degna di questo nome, avrebbero dovuto essere evidenti fin dal primo giorno.
Se le finanze piangono, i tempi sono ormai pura utopia. La consegna, promessa in tempo per le Olimpiadi del 2026, è stata archiviata come un ricordo sbiadito. A fine 2024, Anas parlava di un "possibile" completamento entro il 2028, ma le cronache di oggi confermano il peggio: rispondendo a La Provincia Unica, l'ad di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha fissato l'orizzonte ad aprile 2031.
Parallelamente, il conto sale: dai 412 milioni annunciati siamo ormai stabilmente oltre il mezzo miliardo di euro. Una "variante" che, più che una strada, sembra una voragine finanziaria.
A coronare l'assurdo, scopriamo che i lavori proseguono al ritmo di cinque giorni a settimana. Evidentemente, di fronte a ritardi faraonici, la soluzione non è accelerare con un turno pieno, ma mantenere un approccio da "ufficio pubblico" anni '80. Il Ministro Salvini, dal canto suo, osserva in silenzio, forte di un’informativa che serve solo a certificare la sua consapevolezza.
Ma davvero possiamo continuare a stare a guardare? Possiamo ancora permetterci di limitare la nostra indignazione allo sfogo sui social, tra un selfie sul lago e la solita lamentela da bar, mentre le nostre tasche vengono svuotate e il futuro del territorio viene ipotecato da una gestione che definire dilettantistica sarebbe un complimento? Questa strada non è più solo un’opera incompiuta: è diventata il monumento alla nostra stessa passività, gestita da chi tratta il tempo e il denaro pubblico con la stessa, colpevole inerzia di chi attende che l'acqua bolla per la pasta, incurante di quanto tempo stia sprecando.
Noi non ci stiamo. Sappiamo che queste pagine sono lette da chi, come noi, vive ogni giorno sulla propria pelle il peso di questa inefficienza. È il momento di passare dalle parole ai fatti: contattateci, incontriamoci, creiamo comitati di pressione, studiamo insieme proposte che non possano più essere ignorate. Il territorio appartiene a chi lo vive, non a chi lo usa come terreno di caccia per scadenze elettorali o promesse mai mantenute.
La nostra battaglia inizia dai presidi sul campo: vi aspettiamo al nostro gazebo a San Fedele Intelvi, Sabato 18 luglio, per confrontarci, organizzarci e riprenderci la voce che ci stanno togliendo.
Giorgio Bargna
Tessera 0624
Patto per il Nord

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