Forse abbiamo già parlato di autodeterminazione dei Popoli, ma è sempre meglio farci un ulteriore riflessione.
Se chiediamo all'intelligenza artificiale ci viene risposto che l'autodeterminazione dei popoli è un principio fondamentale del diritto internazionale che sancisce il diritto di un popolo a decidere autonomamente il proprio assetto politico, economico e sociale, inclusa l'indipendenza o l'associazione a un altro Stato. Riconosciuto dall'ONU, si applica principalmente in casi di dominazione coloniale o occupazione straniera.
Spesso si identifica un popolo basandosi su elementi comuni come cultura, lingua, storia e la volontà di identificarsi come tale.
Solitamente non include un diritto automatico alla secessione per minoranze all'interno di uno Stato sovrano, a meno che non vi sia una violazione estrema dei diritti umani, però lasciamo da parte questo e intanto identifichiamo un area, che potremmo comunque allargare facilmente, che abbia dei comuni determinatori.
Esiste un area compresa tra il fiume Adda a est e il fiume Sesia a ovest, delimitata a nord dalla catena alpina e a sud indicativamente dal corso del fiume Po, includendo storicamente anche l'area di Milano, che si chiama Insubria.
Qui, se vogliamo ancora dare un valore alla tradizione si parla ancora una lingua comune il Lombardo Occidentale, parlato nelle province di Milano, Varese, Como, Lecco, Lodi, Pavia, nel Canton Ticino e nel Novarese. Espressa con molteplici cadenze questa lingua si regge su un unica base grammaticale.
Ma però noi andiamo a concentrarci su un altra cosa che è il volano moderno, post guerra, di questa regione, che conta oltre 6 milioni di abitanti nell'area italiana.
L'economia della regione Insubria è una delle più dinamiche e interconnesse d'Europa, caratterizzata tra l'altro da un forte legame transfrontaliero tra alcune province lombarde (Varese, Como, Lecco), piemontesi (Novara, Verbano-Cusio-Ossola) e il Canton Ticino in Svizzera.
L'area si distingue per un modello economico misto che combina manifattura avanzata, servizi finanziari e turismo di alto livello, ospita un denso tessuto di Piccole e Medie Imprese (PMI) altamente specializzate in settori quali il tessile, il mobile, la meccanica, la farmaceutica.
L'area dei laghi (Como, Lugano, Maggiore) attrae flussi turistici internazionali, sostenendo un settore dell'ospitalità di lusso e servizi correlati.
Qui troviamo tassi di occupazione superiori alla media nazionale italiana.
Non sono riuscito a trovare dati ufficiali, ma se la Regione Lombardia vanta una cinquantina di milioni di euro di residuo fiscale all'Insubria ne possiamo assegnare quantomeno la metà, restando bassi con le stime.
L'Insubria soffre gli stessi problemi del resto d'Italia, più altri specificatamente locali.
La sanità è allo sbando, è evidente la mancanza di medici di base e riscontriamo lunghe attese per le prestazioni diagnostiche, criticità che impatta soprattutto la popolazione anziana.
La sicurezza urbana è diventata una criticità anche nelle zone con meno densità abitativa, con termini di criminalità violenta sempre più in crescendo.
Malgrado quanto elencato il lavoro è in flessione per numeri di occupati mentre gli incidenti sul lavoro aumentano.
Rispetto alla maggior parte del resto d'Italia in Insubria un elevato inquinamento atmosferico incide sulla salute respiratoria e aumenta i rischi infettivi, studi dell'Università dell'Insubria collegano a un maggiore rischio di ospedalizzazione e infezioni a causa dell'esposizione a particolato atmosferico e biossido di azoto.
Siamo partiti dal principio dell' autodeterminazione per giungere a stabilire che esiste una territorio che, oltre ad avere una base storica, una lingua comune, delle tradizioni e dei mestieri in comune, è legato ancora oggi da quello che viene ritenuto il fenomeno moderno più importante, l'economia.
Non sono stupido, non sono qui a reclamare l'autodeterminazione, verrebbe negata a prescindere.
Sono qui per farvi capire che esiste un popolo, un popolo che a scuola non vi raccontano perché non deve sapere di esistere.
Non deve avere consapevolezza della propria forza, io invece sono qui a raccontarvi che la dovete avere.
E quando in Insubria saremo tutti coscienti della nostra forza potremo chiedere di diventare una Regione Autonoma a Statuto Speciale.
Solo così, in un mondo ormai globalizzato, avremo la forza di poter incidere nell'Unione Europea, grazie ad una forza economica di primo livello ed ad una base storica innegabile.
Inoltre questo spazzerebbe via la burocrazia e la cattiva gestione del territorio.
Con la gente, per la gente, tra la gente.
Giorgio Bargna

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