Facciamo un tour su politica e politici.
Facciamo un quadro della situazione.
Cerchiamo di capire come gli italiani attraverso i loro occhi identificano politica e politici.
Cerchiamo di capire l'utilità e la bellezza del fare politica.
Possiamo facilmente imbatterci in un pensiero comune, molte persone escludono la politica perché sembra disordinata o estenuante.
Potremmo anche essere d'accordo su un disordine attuale e sulla fatica che la politica può portare, sia per chi la deve seguire, in un mondo che corre, sia per chi la esercita.
Ma va raccomandato che quasi tutto ciò con cui abbiamo a che fare quotidianamente si ricollega a decisioni politiche: sanità, salari, alloggi, istruzione, trasporti e persino prezzi dei prodotti alimentari.
Spesso la maggior parte delle persone sottovaluta quanto profondamente la politica influenzi le loro vite, scegliendo di non preoccuparsene, un errore che porta a subire supinamente le scelte di chi governa, o fa opposizione, a volte onestamente, altre meno.
La stragrande maggioranza delle persone rimane schifata, delusa, dall' inciviltà e dai toni da bar usati dai leader.
Quanto succede nelle piazze, con gruppi organizzati di manifestanti che porgono la sponda a facinorosi non aiuta.
In un mondo ormai basato essenzialmente sui media, più o meno social che siano, la politica urlata e/o violenta diventa lo strumento più idoneo ad alimentare discorsi d’odio e di inciviltà.
Su questo livello, ve lo assicuro, non troverete mai schierato "Patto per il Nord".
Non saremo mai votati ad un linguaggio politico alla ricerca permanente degli effetti speciali, dell’audience a tutti i costi, della battuta spesso greve e squalificante.
Certo, anche noi proporremo delle critiche, è inevitabile, saranno a volte molto taglienti si, ma quanto costruttive.
Siamo più votati al confronto sui temi, semplificando al massimo, laddove è possibile, con argomentazioni facili da comprendere.
Per quanto gli italiani, al Nord, quanto al Sud, rifiutino soluzioni autoritarie la politica viene vista spesso come un affare, o una "casta" di privilegiati, con una forte tendenza alla critica e al livore.
L'interesse è in calo, con una partecipazione inferiore tra chi è più svantaggiato nel mercato del lavoro e tra i giovani che, a ragione o torto, chiedono un maggiore ascolto dei loro bisogni e un focus reale su ambiente e futuro.
Con l'assenza totale di chi ha visto traditi i propri valori fondamentali.
Per quanto gli italiani non cerchino scorciatoie autoritarie, confermando la volontà di mantenere il sistema democratico, la critica popolare è potente, se gli dovessimo affidare un inno potrebbero recitare: "cambia l'orchestra, ma la musica è la stessa".
Fortunatamente, più al Nord, ma in tutta Italia, il volontariato è nel DNA, parliamo di "un'antipolitica" attiva che contesta le strutture e le procedure, preferendo un "fare" pratico e veloce.
A questo ci votiamo, alla politica costruita dal basso, alle idee proposte dai cittadini, alla responsabilità del "buon padre di famiglia".
Purtroppo l'atomizzazione in corso da qualche decennio ha allontanato le persone, soprattutto i giovani, dalle sezioni di partito e dalle associazioni in generale.
Chi non ha mai vissuto la politica attiva riesce a vedere quale politico solamente il leader che appare in TV, non conosce un mondo fatto di sezioni territoriali, di confronti politici, di sudore, di brave persone che ci mettono faccia e chiappe per il territorio.
Chi non ha mai vissuto la politica attiva non riesce nemmeno a immaginare che ci sono persone che la notte o all'alba portano i santini nelle loro cassette postali, che attacchinano manifesti; non riesce a immaginare che esistono persone che dopo lunghe ore di lavoro si incontrano in sezione per il bene comune o che vanno a friggere le patatine alla festa di sezione.
Non riescono a immaginare che a volte, dopo il sudore e la fatica, capiti arrivino anche le minacce.
Detto così fare politica sembra un safari, invece signori è innanzitutto una palestra di vita, poi il miglior "social network" possibile.
Guardiamo i lati positivi.
Si conoscono persone.
Ci si interfaccia, si discute, si impara ad esporre le proprie idee ed ad ascoltare le altrui e farne tesoro.
Si lavora a stretto gomito durante le feste, durante gli eventi, le campagne elettorali, creando uno spirito di gruppo che ti manda a casa, stanco si, ma soddisfatto.
Si apprezzano l'onore e l'orgoglio.
Si crea una rete sociale che ti porta magari a proporti su altri progetti di volontariato.
Ci si sente soddisfatti di quanto creato; personalmente sarò sempre orgoglioso di aver modificato lo statuto comunale della mia città inserendo strumenti di democrazia diretta e partecipata.
Il "bello" di fare politica risiede nella capacità di trasformare l'impegno individuale in un impatto collettivo concreto, nonostante le fatiche.
Fare politica significa, nella sua essenza più nobile, prendersi cura delle persone e dei luoghi in cui viviamo.
È un atto di servizio volto al pieno sviluppo della persona e delle comunità.
ECCO, PER QUESTO TI INVITO A FARE POLITICA CON ME, CON NOI, CON IL CUORE E COL SORRISO!!!!
Giorgio Bargna
Segretario Provinciale
Patto il Nord
Como

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