Abbiamo analizzato di recente le criticità dei Pronto Soccorso del nostro territorio. È tempo di allargare lo sguardo alla situazione sanitaria lombarda, in un contesto che solleva interrogativi profondi sulla sostenibilità del modello attuale.
A metà marzo, l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso rassicurava sul bilancio sanitario, definendolo in equilibrio. Tuttavia, le previsioni indicano un incremento della spesa di circa 990 milioni di euro — tra rinnovi contrattuali, spesa farmaceutica e attivazione delle Case di Comunità — spingendo le Aziende Ospedaliere a congelare gli investimenti sulle assunzioni.
Si parla di bilanci, ma al centro deve esserci la salute. Il diritto alle cure non può essere subordinato esclusivamente alla compatibilità contabile. La realtà che viviamo quotidianamente è complessa e, talvolta, drammatica.
📍 La crisi del territorio
Nella provincia di Como, la carenza di medici di medicina generale è cronica: oltre 160 i posti vacanti. Nonostante le rassicurazioni dell'ASST, il carico di lavoro per i medici in servizio — spesso chiamati a seguire fino a 2.000 pazienti, ben oltre la soglia ottimale — mette a serio rischio la qualità dell'assistenza. La vicinanza con la Svizzera, che offre condizioni retributive più competitive, aggrava ulteriormente la fuga di professionisti.
📍 L’effetto domino sui Pronto Soccorso
La paralisi della medicina di base si riflette direttamente sui Pronto Soccorso, sovraffollati da accessi che potrebbero essere gestiti diversamente. L'abbandono del settore pubblico da parte di medici e infermieri allunga le liste d'attesa, costringendo i cittadini a migrare verso altre province.
📍 Uno sguardo entro ed oltre i confini
Guardando ai modelli europei, notiamo diverse soluzioni:
• Alto Adige: alta disponibilità di personale, ma criticità persistenti sulle liste d'attesa.
• Svizzera: sistema assicurativo privato di alta qualità, ma con costi elevati.
• Germania: sistema ad assicurazione obbligatoria con finanziamento paritetico tra datore di lavoro e lavoratore.
• Francia: un sistema mutualistico "ibrido" basato sul rimborso delle prestazioni.
🤔 Una riflessione conclusiva
Ogni modello ha i propri pregi, ma la lezione è chiara: servono sistemi sganciati dalle logiche della politica e gestiti con una logica di prossimità. È necessaria una gestione di tipo manageriale del servizio pubblico: meritocrazia, capacità, trasparenza e risultati concreti che pongano al centro la dignità del paziente.
La salute non è un costo, ma l'investimento più importante per il futuro di una comunità.
Cosa ne pensate? Il modello sanitario lombardo necessita di una riforma radicale o di un diverso approccio gestionale?
Giorgio Bargna
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