La figura di Leonardo (Leo) Carioni è storicamente legata alla Variante della Tremezzina, principalmente per il suo ruolo politico come Presidente della Provincia di Como dal 2002 al 2012. Durante il suo mandato, Carioni è stato uno dei principali promotori dell'opera, definendola strategica per risolvere l'annoso problema del traffico sulla Strada Statale 340 "Regina". Sotto la sua presidenza sono stati mossi i primi passi decisivi per la progettazione e il superamento dei vincoli ambientali, lavorando con determinazione per ottenere i finanziamenti necessari e l'inserimento dell'opera tra le priorità infrastrutturali della Lombardia.
Tuttavia, l'avvio effettivo dei cantieri è avvenuto molto dopo il termine del suo incarico. E qui le domande sorgono spontanee.
L'approvazione del progetto definitivo da parte di Anas (stazione appaltante) è arrivata solo nel 2019, seguita da quello esecutivo nel 2022. I lavori sono iniziati ufficialmente il 29 novembre 2021 con una stima iniziale di spesa di oltre 390 milioni di euro. Oggi, stime non ufficiali parlano già di un rincaro di almeno un centinaio di milioni. La cifra è destinata a lievitare a causa di varianti in corso d'opera e spese aggiuntive impreviste, come la gestione dell'arsenico e degli idrocarburi rinvenuti durante gli scavi – dettagli clamorosamente sfuggiti alle perizie iniziali.
Anche la tempistica è un miraggio: la consegna era prevista in tempo utile per le Olimpiadi del 2026. A fine 2024 Anas ha dichiarato "possibile" la fine dei lavori entro il 2028, ma fonti locali e istituzionali, visti i continui intoppi, già ipotizzano uno slittamento tra il 2028 e il 2029.
Senza scendere in tecnicismi, ci troviamo di fronte all'ennesimo, logorante scontro frontale: da un lato la lungimiranza di un politico locale che ama il proprio territorio e progetta soluzioni; dall'altro il solito "carrozzone" a gestione nazionale che rallenta, burocratizza e rischia di affondare tutto. Parliamo di Anas S.p.A., dal 2018 parte del Gruppo Ferrovie dello Stato, controllata dal Ministero dell'Economia e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Ed è qui che il paradosso diventa evidente. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture, guidato da Matteo Salvini, sta concentrando sforzi e risorse sul Ponte sullo Stretto di Messina, blindando uno stanziamento monstre di 13,5 miliardi di euro.
Miliardi contro milioni. Un paragone impietoso per un'opera, quella siciliana, lunga appena un terzo rispetto alla Tremezzina. Con una sola, amara certezza: la Variante della Tremezzina, una volta ultimata, sarà vitale e immediatamente utile a un intero distretto produttivo e turistico; sul Ponte di Messina, invece, si continua a discutere dalle calende greche, con i dubbi di sempre.
Se ami il tuo territorio, se ne vuoi il benessere e lo sviluppo, se pretendi che le tasse pagate dai cittadini del Nord restino qui per finanziare le nostre strade e i nostri servizi, sostieni o unisciti a "Patto per il Nord". Siamo l'unico movimento che ha ancora a cuore le istanze della nostra terra. L'unico che può legittimamente definirsi il vero "Sindacato del Nord"!
Giorgio Bargna
Patto per il Nord
Como


